menu di navigazione del network

Privato Accreditato

Buongiorno a tutti.
Non riesco ad interpretare la FAQ c24 che sancisce che
‘Nel momento in cui la struttura sanitaria privata ottiene l’accreditamento, essa opera quale gestore di pubblico servizio’.

Quindi tutte le strutture private (in primis le case di cura) dovrebbero dotarsi dell’infrastruttura per consentire all’utenza il pagamento secondo i canali PagopA per le prestazioni svolte in regime di accreditamento? Quindi emettendo LORO l’avviso di pagamento con generazione dello IUV, censendosi sul portale delle adesioni, ecc…
Ma come si concilia ciò col fatto che la prestazione è prenotata non direttamente presso il privato ma tipicamente dal CUP delle ASL e spesso le prestazioni di una stessa pendenza sono ‘promiscue’ (ossia alcune svolte presso il pubblico, altre nel privato)?

Oppure la norma è da intendersi in maniera diversa: più banalmente che il cittadino che si rivolge ad una ASL per una prestazione ‘presso’ il privato accreditato deve aver la possibilità di pagare secondo tutti i canali PagopA e non solo presso le casse del privato?

Spero di essere stato sufficientemente chiaro e ringrazio tutti coloro che vorranno condivodere le loro riflessioni.

Non prendere come oro colato quel che sto per scriverti, ma io l’ho capita così:
per le prestazioni che il privato (concessionario di p. servizio, clinica ecc.) eroga 100% “privatamente” può fare quel che vuole, per ciò che eroga appunto in veste di gestore di p.servizio deve far passare i pagamenti da PagoPA.
La seconda parte l’han detta proprio quelli di PagoPA in un webinar che ho seguito a proposito dei concessionari che gestiscono le biglietterie dei musei. Visto che una quota del biglietto va allo Stato, secondo PagoPA andrebbe fatto passare l’incasso su PagoPA così da girare al volo la quota statale allo Stato. Cosa molto utile e corretta, ma vista la macchinosità estrema della riconciliazione su PagoPA (in cui già è dura capirci qualcosa sugli incassi 100% nostri) vedo come un miraggio una roba simile per gli incassi da dividere.

Anche per me e’ cosi’. Non escluderei che in questo caso il privato accreditato possa appoggiare direttamente i pagamenti su un conto corrente dell’ASL con cui è accreditata.

Pero’ mi sembra di capire che tu poni il problema, esemplificando, di una radiografia all’anca che prenoto tramite CUP dell’ASL e che mi viene prenotata presso una centro diagnostico privato accreditato. A quel punto è l’ASL che gestisce il pagamento in proprio e poi se la vede col privato per il rimborso, giusto? Li’ a PagoPA ci pensa evidentemente l’ASL.
C’e’ poi il caso dell’analisi del sangue per i quali ci si rivolge direttamente al privato accreditato con la prescrizione del medico convenzionato SSN. Li’ sarà il privato accreditato che veicola i dati su PagoPA (eventualmente facendoli atterrare direttamente sul conto dell’ASL).

Il processo va necessariamente un po’ rivisto, non escludo che nell’uso siano invalse pratiche per cui - al netto di PagoPA - prima del rimborso da ASL a privato accreditato c’è una compensazione fra quanto incassato direttamente dal privato e quanto deve la ASL a titolo di rimborso.