SPID passa tutto alla PCM che si avvale di PosteItaliane ?

ciao
ma parli solo dei comuni di emilia romagna e solo per l’idp lepida? non si estende agli altri comuni italiani e agli altri IdP?

Dal mio punto di vista, come da interventi precedenti, ritengo opportuno far transitare tutti gli SPID attivati sui vari gestori, per lo più privati, su un unico gestore, spero, a controllo pubblico (io sarei per il totalmente pubblico, ma questa è una mia considerazione). Da qui costruire una vera identità digitale associata alla CIE. Appena si fa una CIE si rilasciano tutti i dati SPID, Posta certificata, tutto quello che serve al cittadino per comunicare, trasmettere richiedere documenti altro alla PA.
E dai per una volta cerchiamo di essere al passo con i tempi …

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Me lo auguro anche io, essendo residente in Emilia Romagna, ma al momento nel:

Non si menzionano IdP divresi da quello di PosteItaliane.

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Il 21 maggio l’emendamento 29.3 (Faro, Trano) (5 stelle) è stato giudicato inammissibile in sede di esame del disegno di legge 1807 da parte delle Commissioni V e VI della Camera.
L’emendamento 29.1 (Bellachioma e altri) (Lega), postato da Giovanni Gentili, è stato giudicato ammissibile.
Rimane la certificazione del fallimento di SPID.

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Quindi questo emendamento:

29. 1. Bellachioma, Vanessa Cattoi, Cestari, Comaroli, Frassini, Pretto, Ribolla, Tomasi.

Dopo il comma 9, aggiungere i seguenti:

9- bis . Al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all’articolo 29, comma 1, primo periodo, le parole: «o di gestore dell’identità digitale di cui all’articolo 64» sono soppresse;

b) all’articolo 32- bis , comma 1, primo periodo, le parole: «ai gestori dell’identità digitale» sono soppresse;

c) all’articolo 64 sono apportate le seguenti modificazioni:

1) al comma 2- *ter* , le parole: «previo accreditamento da parte dell'AgID» sono soppresse e sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: «Il rilascio e la gestione delle identità digitali è affidato alla Presidenza del Consiglio dei ministri che vi provvede in conformità alle modalità identificate con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al comma 2- *sexies* , anche avvalendosi di Poste Italiane S.p.A. Il rilascio e l'utilizzazione delle identità digitali è gratuito, almeno in una modalità di base, per i richiedenti.»;

2) il comma 2- *sexies*  è sostituito dal seguente: «Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, sentito il Garante per la protezione dei dati personali da emanarsi entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente disposizione sono definite le caratteristiche del sistema SPID, anche con riferimento:  *a)*  al modello architetturale e organizzativo del sistema;  *b)*  agli  *standard*  tecnologici e alle soluzioni tecniche e organizzative da adottare anche al fine di garantire l'interoperabilità delle credenziali e degli strumenti di accesso resi disponibili dai gestori dell'identità digitale nei riguardi di cittadini e imprese;  *c)*  alle modalità nel rispetto delle quali il soggetto identificato al comma 2- *ter*  procede al rilascio e alla gestione delle identità digitali anche avvalendosi di soggetti terzi ai fini della sola fase di identificazione dei soggetti richiedenti un'identità digitale;  *d)*  alle modalità di adesione da parte di cittadini e imprese in qualità di utenti di servizi in rete;  *e)*  ai tempi e alle modalità di adozione da parte delle pubbliche amministrazioni in qualità di erogatori di servizi in rete;  *f)*  alle modalità di adesione da parte delle imprese interessate in qualità di erogatori di servizi in rete;  *g)*  la data a decorrere dalla quale i soggetti di cui all'articolo 2, comma 2, utilizzano esclusivamente le identità digitali ai fini dell'identificazione degli utenti dei propri servizi  *on-line* ;  *h)*  l'elenco dei soggetti che, in qualità di erogatori di servizi, potranno fruire gratuitamente dei servizi erogati dal soggetto di cui al comma 2- *ter* . Il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri potrà demandare la determinazione degli elementi di cui alle lettere  *b)*  e  *g)*  a successive linee guida della stessa Presidenza del Consiglio dei ministri»;

3) il comma 2- *decies*  è soppresso;

4) il comma 3- *bis*  è soppresso;

d) all’articolo 64- bis , comma 1- bis , le parole: «i fornitori di identità digitali» sono sostituite dalle seguenti: «il soggetto di cui al comma 2- ter dell’articolo 64».

9- ter . Le identità digitali già rilasciate alla data di inizio delle attività del soggetto di cui all’articolo 64, comma 2- ter , del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, restano valide ed efficaci sino alla data di pubblicazione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al comma 2- sexies dell’articolo 64 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 con il quale sono altresì determinate le condizioni e le modalità per la conversione di tali identità in nuove identità digitali rilasciate dal soggetto di cui al comma 2- ter del medesimo articolo 64 anche con riferimento all’indennizzo da riconoscere ai gestori delle identità digitali operanti ai sensi della disciplina previgente; nella determinazione di tale indennizzo si tiene conto, tra l’altro, del numero di identità digitali rilasciate e degli investimenti sostenuti per il loro rilascio.

Ovvero quello relativo alla riorganizzazione di SPID e alla soppressione di tutti gli IdP diversi da PosteItaliane è stato giudicato ammissibile.

Perché parli di fallimento di SPID @comma22? A mio parere un difetto dell’attuale architettura è il numero di IdP attivi (in origine quelli previsti erano tre, poi in seguito ai ricorsi presentati dai certificatori la limitazione sul numero di IdP è stata eliminata e siamo arrivati al numero attuale…).

Con questo emendamento si introduce una razionalizzazione che allinea l’architettura del sistema pubblico di identità digitale italiano a quella di altri paesi europei, dove esiste un unico certificatore “delegato” dal governo, e che potrebbe essere d’aiuto per far crescere ulteriormente SPID.

concordo sulla crescita di SPID solo se effettivamente questo modifica porterà ad avere un unico IDP, ripeto spero pubblico.

Spid non potrà mai decollare finchè l’obbligo per il suo uso, per TUTTI i servizi della PA a tutti i livelli non sarà perentorio. E’ difficilissimo far passare l’uso esclusivo di SPID nei vari servizi, perchè inizialmente sembra più complesso da ottenmre rispetto a credenziali dedicate. Vi faccio l’esempio: la nostra unione da anni ha uno sportello per l’utente di quasi tutti i servizi a domanda individuale , dove gli utenti possono controllare le presenze alla mensa, altra sporto… pagare… scaricare le certificazioni di pagamento. Ovviamente prima di spid era necessaria una registrazione specifica. Ora abbiamo integrato il servizio anche con FEDERA e SPID, ma ogni anno io suggerisco alle colleghe di togliere il vecchio sistema di credenziali ed ogni anno si oppongono perchè reputano il sistema SPID troppo complesso. ma nel frattempo i genitori dei nidi sono giovani e sempre più abituati ad utilizzare le tecnologie e quindi renderlo obbligatorio ed esclusivo, porterebbe piano piano alla sua diffusione. Quantomeno in Emilia Romagna dove entro l’anno i cittadini potranno concludere la pratica di rilascio di spid con il riconoscimento de visu direttamente nel proprio comune. E se succedesse la stessa cosa epr INPS, Agenzia dell’entrate ecc. il sistema SPID decollerebbe in breve tempo. Perchè parliamone… non è che il sistema del pin inviato mezzo via web e mezzo via mail dell’agenzia delle entrate sia proprio comodissimo…
Io credo ancora che sPID ce la possa fare…

D’accordissimo su quasi tutto: che SPID ce la farà; che all’inizio sembra complesso.

D’accordo a metà sull’argomento che “bisognerebbe renderlo obbligatorio”.
Primo: l’ho sentito, in vita mia, su tutte le riforme della PA. Da un lato è vero: la fattura elettronica è tuttora un parto, ma se non altro l’obbligo l’ha fatta partire. Dall’altro, si potrebbe dire la stessa cosa di tutte le riforme, ma è spesso quasi impossibile renderle obbligatorie: bisognerebbe introdurre un sistema di controlli e sanzioni assolutamente ingestibile e troppo costoso.
Secondo: la resistenza al cambiamento o inerzia che lei descrive nelle colleghe non è affatto limitata a SPID, ma è un fenomeno che riguarda TUTTE le riforme di un’organizzazione, più forte nel pubblico che nel privato e in Italia che negli altri Paesi. Concorderà che anche riforme che non hanno niente a che fare con SPID o informatica incontrano una resistenza elefantiaca nella PA italiana. Tutte le procedure diverse da quelle abituali sembrano difficili. Ordinaria psicologia.

Non d’accordo sul fatto che SPID sia così complicato. Semmai è basso il livello culturale informatico della popolazione. Del resto lo dice anche lei chiaramente: i genitori giovani non hanno difficoltà. Vivo nei Paesi Bassi, che hanno un sistema simile a SPID: tutti fanno la procedura attorno ai 18 anni (mail + lettera), dopodiché si usa il login con SMS o QR per qualsiasi contatto con lo Stato. Una semplicità estrema. Verissimo che la disponibilità di servizi è essenziale, perché quando ci fai TUTTO (tasse, certificati, controllo valore catastale…) 1. sei più motivato a richiederla 2. la percepisci come routine (mentre in Italia ho già sentito di persone che hanno perso le credenziali perché non le usano mai!). Ma aiuta ancor più la cultura informatica: gli ottantenni olandesi comunicano con i servizi sanitari via chat e ricette elettroniche (ho lavorato nel settore e lo garantisco), mentre i miei genitori italiani, cinquanta/sessantenni, con tutto il bene che voglio loro, non sanno controllare la mail e si segnano le password su post-it sparsi in casa (mai visto in Nord Europa: quasi tutti hanno password manager, un’agenda ordinata, un file segreto nel computer o cose del genere). È chiaro, poi, che “sembra difficile”. Per chi lavora con il computer e ci passa anche la vita privata (acquistando ormai tutto online), come il resto d’Europa, cosa sarà mai una mail in più e una password o due in più? La diffusione della banda larga aiuterà.
EDIT: pubblicate proprio oggi queste cifre sulle competenze digitali.

Quindi, pazienza e avanti tutta.

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sottoscrivo :slight_smile: speriamo bene

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Dovrebbe essere così, ma non sottovaluterei la forza delle Regioni nel far fallire i progetti statali troppo centralistici, pur in presenza di una legge! Specialmente quando tali piani rischiano di buttare nella spazzatura investimenti di milioni di euro in sistemi che funzionano (bene) da anni…

Detto questo, a mio avviso una rete di IdP regionali sarebbe un buon compromesso tra un unico IdP pubblico in mano a Poste e la giungla pubblico/privata che c’è oggi.

Certi cambiamenti devono essere centralizzati e gestiti da un unico operatore che dal mio punto di vista deve essere pubblico (poste non lo è?)… Pazienza se alcuni enti o regioni hanno fatto investimenti, ma come ben comprenderete (la maggior parte di noi siamo tecnici) tutti gli aggiornamenti su un unico punto o innovazioni sono propagate su tutti, tu prova a gestire ogni singolo software … gli investimenti fatti non sono buttati, tutti noi sappiamo che i passaggi costano e anche l’innovazione. Centralizzare e distribuire (questa regola è il santo graal dei sistemi informativi)!

Perché parliamo di fallimento di SPID?

Abbiamo provato a spiegarlo qui:

e qui:

SPID è comunque un progetto nato morto, perché uno dei presupposti su cui si fondava era l’adesione da parte dei soggetti privati: ipotesi completamente sballata, come si è puntualmente verificato. Fallimento certificato dall’emendamento presentato dal Movimento 5 Stelle, che si preoccupa quasi esclusivamente del risarcimento agli identity provider degli investimenti sballati, sulla spinta di chi? Mumble mumble…

E comunque il vero killer di SPID è stata la CIE obbligatoria: non solo per i numeri, quasi 10 milioni di CIE già rilasciate a fronte di poco più di 4 milioni di credenziali SPID rilasciate (comprese le duplicazioni di tutti quelli che hanno provato il pessimo funzionamento di Poste ID e hanno richiesto le credenziali a un altro provider); ma anche e soprattutto perché non esiste che uno debba chiedere nuovamente delle credenziali di accesso se ha già una carta d’identità elettronica…

Comunque, l’emendamento del Movimento 5 Stelle è stato giudicato inammissibile e quello della Lega è stato accantonato: quindi toccherà aspettare gli emendamenti che proporranno i relatori, per sapere quale sarà la mediazione; anche perché l’emendamento della Lega non cita affatto lo SPID, e fa pensare piuttosto alla possibilità che la CIE venga distribuita dal “Fornitore del servizio universale”, postale andrebbe magari aggiunto…

Bhe io sono di questa idea…

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Potrebbe essere un’ottima idea associare il rilascio della CIE alle credenziali Spid oltre al domicilio digitale.
Con un’unica avvertenza: ad oggi - in base alla normativa attuale - gli unici soggetti abilitati ad effettuare la prima attività della catena (rilascio CIE) sono gli ufficiali di anagrafe dei Comuni.
Se si vuole cambiare il processo, occorre una modifica normativa espressa.

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Ottimo, e speriamo che il Normatore legga questo forum, perché ritengo che le considerazioni finora lette, siano interessanti e soprattutto concrete per avvicinare i cittadini all’evoluzione Digitale!

Per la cronaca, questa e’ la versione del 20 giugno. L’approvazione definitiva e’ calendarizzata per il 25 giugno).

Interessante il 9-quinquies per gli Enti locali.

  • 9-bis. Con l’obiettivo strategico di assicurare lo sviluppo del processo di digitalizzazione, nell’interesse generale e per la crescita del Paese, attraverso soluzioni innovative e tecnologiche che consentano di accedere in forme semplificate ai servizi della pubblica amministrazione, ottimizzandone la fruizione, considerata l’evoluzione del servizio postale in funzione delle mutate esigenze degli utenti, al fine di promuovere il superamento del divario digitale e la coesione sociale e territoriale e di conseguire maggiore efficienza, tempestività e uniformità in tutto il territorio nazionale nell’erogazione di servizi pubblici anche in modalità digitale nonché di servizi evoluti, in mobilità a domicilio, nelle aree urbane, decentrate e rurali, semplificando l’accesso universale dei cittadini e delle imprese ai nuovi servizi, anche di comunicazione elettronica, e sostenendo lo sviluppo del commercio elettronico, con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, adottati ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentita l’Agenzia per l’Italia digitale e previa intesa in sede di Conferenza unificata, di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono individuate le aree dei servizi digitali delle pubbliche amministrazioni cui consentire l’accesso anche attraverso le strutture e le piattaforme tecnologiche del fornitore del servizio universale di cui all’articolo 3 del decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261, e sono stabilite, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, le modalità di remunerazione dell’attività prestata dal citato fornitore nel caso in cui lo stanziamento previsto dal comma 9-quater del presente articolo non sia sufficiente a remunerare il servizio effettivamente prestato.

  • 9-ter. Con i decreti di cui al comma 9-bis sono individuati, nel rispetto della disciplina dell’Unione europea in materia di gestione di servizi di interesse economico generale, le categorie di utenti ammessi alla fruizione dei servizi previsti dal medesimo comma 9-bis, il livello e le modalità di effettuazione delle prestazioni da parte del fornitore del servizio universale di cui all’articolo 3 del decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261, nonché la misura massima del contributo riconosciuto a valere sulle risorse di cui al comma 9-quater del presente articolo. Mediante apposita convenzione sono definiti i rapporti tra la pubblica amministrazione statale titolare del servizio digitale e il citato fornitore del servizio universale, compresi i connessi servizi a sportello o in mobilità.

  • 9-quater. Una quota delle entrate dello Stato derivanti dalla distribuzione di utili d’esercizio o di riserve sotto forma di dividendi delle società partecipate dal Ministero dell’economia e delle finanze è utilizzata, entro il limite massimo di 15 milioni di euro annui, nel rispetto degli obiettivi di finanza pubblica, per le finalità di cui ai commi da 9-bis a 9-octies. Le somme introitate a tale titolo sono riassegnate, anche in deroga ai limiti previsti per le riassegnazioni, con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, a un apposito fondo istituito nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze. All’articolo 1, comma 216, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, al primo periodo, le parole: “in misura non inferiore al 15 per cento” sono sostituite dalle seguenti: “fino al 10 per cento” e, al terzo periodo, le parole: “dalla data di entrata in vigore della presente legge” sono sostituite dalle seguenti: “dal 1° luglio 2019”.

  • 9-quinquies. Secondo i criteri previsti dai decreti di cui ai commi 9-bis e 9-ter, le pubbliche amministrazioni non statali possono consentire l’accesso alle aree dei servizi digitali dei quali sono titolari o che sono ad esse delegati anche attraverso le strutture e le piattaforme tecnologiche del fornitore del servizio universale di cui all’articolo 3 del decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261. Agli oneri derivanti dall’attuazione del presente comma ciascuna amministrazione provvede, nei limiti delle risorse iscritte per tale scopo in appositi capitoli di bilancio, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

  • 9-sexies. Qualora l’accesso ai servizi digitali di cui ai commi 9-bis e 9-quinquies necessiti dell’identificazione degli aventi diritto, il personale del fornitore del servizio universale di cui all’articolo 3 del decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261, procede all’identificazione nel rispetto delle vigenti disposizioni, assumendo a tale fine la qualità di incaricato di pubblico servizio.

  • 9-septies. Sono a carico esclusivo dell’utente l’effettuazione dei servizi digitali in mobilità a domicilio e la prestazione di servizi aggiuntivi rispetto a quelli individuati dai decreti di cui al comma 9-bis. Il fornitore del servizio universale di cui all’articolo 3 del decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261, provvede alla pubblicazione, anche nel proprio sito internet istituzionale, delle informazioni sugli eventuali servizi aggiuntivi e sulla disponibilità di servizi digitali in mobilità a domicilio, specificandone la natura e il costo.

  • 9-octies. Al fine di assicurare l’ammortamento dei costi sostenuti per le attività necessarie, il servizio di interesse economico generale di cui al comma 9-bis del presente articolo è garantito dal fornitore del servizio universale di cui all’articolo 3 del decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261, per una durata pari a quella dell’affidamento del servizio universale.

  • 9-novies. Per il medesimo fine di cui al comma 9-bis, l’Agenzia nazionale del turismo promuove i servizi turistici e culturali e favorisce la commercializzazione di prodotti enogastronomici, tipici e artigianali, in Italia e all’estero, anche attraverso un portale dedicato già esistente e l’affidamento della realizzazione e della gestione di un’apposita carta, su supporto cartaceo o digitale, che consente, anche mediante strumenti e canali digitali e dispositivi mobili e previo deposito da parte del titolare di una somma presso l’emittente della carta, di acquistare beni e servizi per la fruizione integrata di servizi pubblici di trasporto, degli istituti e dei luoghi della cultura, dei parchi di divertimento e degli spettacoli viaggianti, di disporre di agevolazioni per l’acquisto di servizi e di prodotti enogastronomici a seguito di apposite convenzioni stipulate a livello locale con soggetti pubblici e privati, nonché di usufruire della rete logistica dell’emittente per l’invio dei citati prodotti nel rispetto della normativa vigente in materia di spedizioni alimentari. La realizzazione e la gestione della carta sono affidate al soggetto che risulti in possesso dei seguenti requisiti volti ad assicurare una diffusa e immediata operatività della carta attraverso l’impiego delle proprie dotazioni:
    a) gestione di servizi pubblici;
    b) esperienza pluriennale maturata nei servizi finanziari di pagamento effettuati a sportello, elettronicamente anche in mobilità ed evoluti;
    c) esperienza pluriennale nella gestione di carte prepagate realizzate dalla pubblica amministrazione;
    d) presenza capillare nel territorio nazionale di infrastrutture fisiche e logistiche

novità a tal proposito?

nel testo finale approvato è stato tolto tutto delle proposte sopra

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Giusto per essere chiari e sintetici … la risposta alla data di oggi in virtu del testo finale approvato oggi alla domanda originale del thread la risposta è:
SPID rimane ai diversi IDP accreditati e non solo a Posteitaliane come inizialmente si era proposto.

Corretto?

Bè io sono contenta, il lavoro fatto dalla nostra regione è salvo e di sicuro Poste non sarebbe stato in grado di erogare un servizio come si deve… scusate la sincerità, ma è quello che penso.

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