2 - Come sviluppare sistemi di Intelligenza Artificiale

Bozza di Linee Guida per lo sviluppo di sistemi di Intelligenza Artificiale nella pubblica amministrazione

La consultazione pubblica è attiva dal 12/03/2026 al 11/04/2026.

Questo argomento accoglie i commenti relativi al capitolo 2. Come sviluppare sistemi di Intelligenza Artificiale.

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In relazione ai contenuti della bozza, e in particolare ai capitoli 2 “Come sviluppare sistemi di Intelligenza Artificiale”, 3 “Architettura logica di riferimento: orchestratore, modelli, dati e tool”, 4 “Ciclo di vita dei sistemi di Intelligenza Artificiale”, 5 “Sicurezza cibernetica” e 6 “Neutralità hardware, acceleratori e portabilità dei sistemi di IA”, si propone di valorizzare in modo più esplicito, nel documento, il ruolo delle architetture locali, modulari e basate su software libero come modello di particolare interesse per la Pubblica Amministrazione.

Una soluzione di questo tipo, basata ad esempio su server Ubuntu LTS, su LLM locali leggeri, su applicazioni sviluppate in Python e distribuite tramite Flask, con integrazione con strumenti open source come LibreOffice, rappresenta una modalità concreta di sviluppo di sistemi di IA coerente con molti dei principi richiamati nella bozza. In particolare, tale impostazione risponde bene ai temi della trasparenza, della qualità dei processi, della centralità dell’uomo, della cybersicurezza, della resilienza, dell’accessibilità universale, della portabilità e della riduzione del lock-in tecnologico.

Sotto il profilo del ruolo del dato, sarebbe utile evidenziare con maggiore forza il valore delle soluzioni nelle quali i dati restano in

teramente all’interno dell’infrastruttura dell’amministrazione oppure in ambienti comunque pienamente governati dall’ente. Questo approccio offre vantaggi rilevanti in termini di privacy, protezione delle informazioni, controllo sul trattamento, riduzione dell’esposizione verso servizi esterni e maggiore coerenza con i principi di responsabilità pubblica nella gestione del patrimonio informativo. Per molte amministrazioni, la possibilità di sviluppare sistemi di IA senza dover trasferire dati, documenti o contenuti operativi su piattaforme esterne costituisce un elemento di forte valore strategico.

In relazione al tema della classificazione dei ruoli e dei livelli di autonomia delle Pubbliche Amministrazioni, si ritiene inoltre utile sottolineare che architetture di questo tipo favoriscono una maggiore autonomia di sviluppo, configurazione e governo tecnico. L’uso di componenti aperti e modulari consente infatti all’amministrazione di adattare progressivamente la soluzione ai propri bisogni, di sostituire singoli moduli, di integrare nuovi tool e di mantenere nel tempo la possibilità di evolvere il sistema senza dipendere in modo rigido da un singolo fornitore o da un unico ecosistema proprietario.

Un ulteriore aspetto meritevole di valorizzazione riguarda la sostenibilità economica. L’impiego di software libero, di prodotti gratuiti o comunque privi di abbonamenti ricorrenti obbligatori, e di modelli leggeri in grado di funzionare anche su infrastrutture meno onerose, può aiutare concretamente la PA a contenere i costi iniziali e soprattutto a ridurre il rischio di rincari futuri, di modifiche unilaterali delle condizioni di licenza o di spese crescenti legate all’utilizzo di servizi di mercato. Questo punto appare strettamente connesso non solo al tema della economicità, ma anche a quello della continuità operativa, della portabilità e della reversibilità delle soluzioni adottate.

In relazione al capitolo dedicato alla neutralità hardware, agli acceleratori e alla portabilità, appare particolarmente utile richiamare anche il valore di modelli ottimizzati per il funzionamento su CPU o comunque in ambienti non altamente specializzati, così da rendere l’adozione più sostenibile per un numero maggiore di amministrazioni. L’utilizzo di LLM locali leggeri consente infatti di conciliare innovazione e contenimento dei consumi, rafforzando anche il collegamento con il livello energetico richiamato nella bozza.

Particolarmente rilevante appare poi l’integrazione di questi sistemi con strumenti documentali open source e di largo utilizzo, come LibreOffice. In tale contesto, un sistema di IA locale non si limiterebbe a svolgere la funzione di chatbot, ma potrebbe diventare un ambiente flessibile di supporto operativo, capace di assistere la redazione dei documenti, generare contenuti su richiesta, supportare attività ripetitive, utilizzare dati forniti direttamente dall’utente, interagire con modelli documentali e contribuire alla standardizzazione dei flussi interni.

Questo punto assume un valore ancora maggiore se collegato al principio di accessibilità universale e inclusione. L’integrazione con LibreOffice e con strumenti di automazione come macro e script Python può consentire di predisporre modelli accessibili di default, di effettuare controlli automatici su struttura e leggibilità dei documenti e di migliorare complessivamente la qualità dei contenuti amministrativi prodotti. In questo senso, l’IA non sarebbe solo uno strumento di produttività, ma anche una leva concreta per favorire documenti più accessibili, più uniformi e più aderenti agli standard qualitativi richiesti.

Sempre in quest’ottica, si ritiene utile che il documento richiami con maggiore evidenza il tema del riuso. Soluzioni costruite con componenti aperti, modulari e ampiamente diffusi possono essere più facilmente riutilizzate, adattate e replicate in altre amministrazioni, favorendo economie di scala, circolazione delle buone pratiche e sviluppo progressivo di un patrimonio applicativo comune. La valorizzazione del riuso del software e, ove possibile, dell’integrazione con basi informative e open data, può rendere queste architetture ancora più coerenti con la logica di interoperabilità e con il perseguimento del valore pubblico.

Sotto il profilo della sicurezza cibernetica, infine, appare importante evidenziare che una soluzione locale, costruita su infrastrutture controllate, componenti documentabili e software verificabile, può agevolare una gestione più consapevole del rischio lungo il ciclo di vita del sistema. La possibilità di documentare i modelli, i dati, le richieste, i tool integrati e i processi applicativi rafforza infatti la capacità dell’amministrazione di presidiare gli aspetti di sicurezza, manutenzione e monitoraggio.

Si propone quindi di rafforzare nel documento il riferimento a soluzioni locali, open source, modulari, accessibili, economiche e riusabili, capaci di mantenere i dati all’interno, aumentare l’autonomia di sviluppo della Pubblica Amministrazione, ridurre il rischio di dipendenza economica e tecnologica dal mercato e offrire un modello di innovazione più sostenibile, replicabile e coerente con i principi generali delle linee guida.

Versione sintetica riassuntiva
Si propone di valorizzare maggiormente, nelle Linee guida, il ruolo delle architetture locali, modulari e basate su software libero per lo sviluppo di sistemi di IA nella PA. Soluzioni costruite su server Ubuntu LTS, LLM locali leggeri, applicazioni in Python/Flask e integrazione con strumenti open source come LibreOffice consentono di mantenere i dati interamente all’interno dell’amministrazione, rafforzando privacy, sicurezza, controllo del trattamento e autonomia tecnologica.

Tale modello appare coerente con i principi di trasparenza, qualità dei processi, centralità dell’uomo, accessibilità, resilienza, portabilità e riduzione del lock-in. Inoltre, l’uso di componenti gratuiti o non basati su abbonamenti ricorrenti riduce il rischio di rincari futuri, cambi di licenza e dipendenza da soluzioni di mercato troppo costose, migliorando la sostenibilità economica nel tempo.

L’integrazione con LibreOffice, macro e script Python può rendere questi sistemi strumenti concreti per la redazione assistita, il controllo dei documenti, la predisposizione di modelli accessibili, il riuso del software e l’utilizzo di dati locali o open data. Si tratta quindi di un modello flessibile e replicabile, che merita maggiore evidenza nel documento come opzione concreta per una IA pubblica più governabile, sostenibile e orientata al valore pubblico.

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