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3. Acquisizione dall’INI-PEC degli indirizzi PEC dei professionisti

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Si suggerisce l’opportunità di permettere un unico domicilio digitale per ciascuna persona: in presenza di più indirizzi non è chiara la delimitazione d’uso da parte di terzi come destinatario di un altrui domicilio piuttosto che un altro (a meno che tutti gli indirizzi PEC intestati al soggetto e iscritti nei registri/indici non siano tutti ugualmente validi) . Eventualmente si propone di intraprendere i passi necessari per addivenire ad un unico registro dei domicili digitali che integri in tempo reale tutti gli indici ora esistenti, elencando in un’unica posizione tutti i domicili digitali del soggetto.

Segnalo questa circolare del Ministero dell’interno, relativa a consultazione INIPEC per notificare i verbali di violazione del codice della strada a professionisti e imprese:


Ora, la circolare linkata riguarda primariamente la sezione “Imprese” di INIPEC e non quella “Professionisti” che è invece oggetto di questo paragrafo delle linee guida.
Tuttavia la circolare -incentrata sulle imprese individuali che condividono con l’individuo imprenditore il codice fiscale - offre un buon punto di vista sul limite fra domicilio digitale “professionale” e personale. E rende la questione sufficientemente intricata…
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Sincronizzazione tra banche dati: al fine di evitare possibili errori di registrazione per quei soggetti che sono già oggi censiti nell’IPA e che in futuro potrebbero essere censiti anche nell’INAD, si propone di creare dei meccanismi automatici di sincronizzazione tra le due banche dati in dati.gov.it, che consentano di effettuare reciproche verifiche di non duplicazione.