Considerando il documento nel suo complesso, mi pare che uno degli obiettivi prioritari per un’ulteriore revisione dovrebbe essere quello di snellire il testo, rendendolo più agile e meno “denso” per il lettore. Questo non significa banalizzare i contenuti, ma piuttosto concentrarsi sull’essenziale e spostare ciò che è di supporto o di approfondimento in sezioni separate, facilmente consultabili ma non necessarie per avere una visione d’insieme chiara.
Mi spiego meglio. Credo che il documento possa essere riarticolato per consentire diversi livelli di lettura. Dovrebbe esserci un “nucleo” centrale, relativamente breve, che esponga i principi guida, il modello di adozione e le raccomandazioni fondamentali. Questo nucleo dovrebbe essere facilmente accessibile a tutti, anche a chi si avvicina per la prima volta al tema dell’IA nella PA, e dovrebbe fornire una solida base per comprendere il resto del documento.
Poi, a questo nucleo centrale, si aggiungerebbero degli “strati” di approfondimento, rappresentati dagli allegati e da sezioni più dettagliate. Il lettore, a seconda del suo ruolo e del suo livello di interesse, potrebbe scegliere di esplorare questi strati in modo selettivo, senza dover per forza leggere l’intero documento.
In concreto, cosa significa questo? Significa, ad esempio, che l’introduzione dovrebbe essere molto sintetica, limitandosi a fornire una panoramica degli obiettivi, dei principi e dei contenuti del documento. La sezione sulle definizioni dovrebbe essere ridotta all’osso, includendo solo i termini indispensabili e rimandando ad altre fonti per maggiori dettagli. Il modello di adozione potrebbe essere rappresentato in modo schematico, magari con un diagramma di flusso, evidenziando le fasi chiave e i punti decisionali. E così via.
Allo stesso tempo, sarebbe utile cercare di evitare le ripetizioni. A volte, le stesse raccomandazioni vengono ribadite in sezioni diverse, il che rende la lettura un po’ faticosa. Un lavoro di armonizzazione del linguaggio e di eliminazione delle ridondanze potrebbe migliorare molto la chiarezza.
Infine, per agevolare la lettura a diversi livelli, si potrebbe evidenziare in modo più marcato le raccomandazioni principali e i concetti chiave, magari usando il grassetto, dei riquadri o dei colori. E potrebbe essere utile suggerire dei percorsi di lettura specifici per i diversi stakeholder, indicando quali sono le sezioni più rilevanti per ciascuno.
Insomma, l’idea è quella di creare un documento che sia al tempo stesso completo e agile, che possa essere utilizzato da tutti, indipendentemente dal loro livello di conoscenza o dal loro ruolo.
Per consentire una lettura a diversi livelli di approfondimento, si suggerisce di:
- Evidenziare le Raccomandazioni Chiave: Utilizzare formattazione (grassetto, riquadri, colori) per evidenziare le raccomandazioni principali e i concetti chiave.
- Offrire Percorsi Personalizzati: Suggerire percorsi di lettura specifici per i diversi stakeholder (dirigenti, tecnici, responsabili della protezione dei dati, ecc.).
Esempio Concreto:
Si potrebbe iniziare con un’introduzione di massimo due pagine che illustri:
- Obiettivi del Documento: (1 paragrafo)
- Principi Guida: (3-5 punti chiave)
- Modello di Adozione Sintetico: (diagramma di flusso)
- Percorsi di Lettura Consigliati: (elenco degli stakeholder con indicazioni delle sezioni più rilevanti).
Metodologicamente proporrei infine, un catalogo di soluzioni di IA agevolerebbe la diffusione di buone pratiche, la condivisione di esperienze e la riduzione del rischio di “reinventare la ruota” da parte delle diverse PA. La trasparenza sui progetti in corso promuoverebbe la collaborazione e l’innovazione. Per cui gli impatti sulle singole sezioni potrebbero essere le seguenti:
- Aggiungere una raccomandazione nella Sezione 4.1 (Strategia per l’IA) che inviti le PA a contribuire attivamente alla creazione e all’aggiornamento di un catalogo nazionale di soluzioni di IA.
- Modificare il testo nella Sezione 7.1 (Misure di trasparenza) per includere l’obbligo di pubblicare informazioni sui sistemi di IA adottati nel catalogo, in modo da favorire la condivisione di conoscenze e la replicabilità.
- Aggiungere una nuova appendice (Allegato) che descriva in dettaglio le caratteristiche e le funzionalità del catalogo, con esempi di campi informativi (es., nome del progetto, ente proponente, obiettivi, funzionalità, livello di rischio, KPI, impatto ambientale, risultati ottenuti, contatti).
- Nella Sezione 8.1 (Indicazioni operative per le PA), specificare che l’RTD (Responsabile per la Transizione al Digitale) debba farsi promotore della condivisione di soluzioni di IA sul catalogo