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Anagrafe dei numeri civici

Ma perché i detentori della informazione dei numeri civici devono essere Istat, che li usa per statistica, e il Catasto per i quali non sono probante, invece dei Comuni…che per di più sono obbligati a inserirli in due piattaforme diverse e che una volta consegnati non hanno neanche più titolo a richiederli?
Con tutti i sistemi operativi basterebbe creare una banca nazionale dei numeri civici, dalla quale istat e catasto prendano i dati.

Ribadisco che l’onere dei dati è nella maggior parte negli enti locali che vengono poco o nulla considerati in questi flow…assurdo.

Ciao Giorgio,
prima di tutto grazie per il feedback!
Non mi è chiaro se la tua osservazione si riferisce a chi è owner del dato (= responsabile della sua produzione e della sua correttezza) o a chi è owner della piattaforma tecnica che lo contiene.
Facciamo per esempio un parallelo con ANPR in cui l’owner del dato è il Comune mentre la piattaforma tecnica è di responsabilità del Ministero degli Interni.
Cosa vedi di sbagliato in questa soluzione?
E perché parli di due piattaforme diverse? Il Piano Triennale ne nonina una sola…
Simone

Mi riferisco a “l’Archivio nazionale dei numeri civici delle strade urbane (ANNCSU) - Titolare: ISTAT e Agenzia delle Entrate”

Il Comune è owner del dato, che viene ricaricato a mano sulle piattaforme del catasto (che ragionano in figlio e particelle, che non giudicano l’indirizzo fondamentale) e di istat (che ragione su sezione di censimento disegnate da un bimbo di 3 anni e che non accetta modifiche dal 2001) e che sopratutto una volta incamerati non condividono i dati come quelli dell’ultimo censimento.
Va bene che l’archivio sia gestito da un ente nazionale, ma evitare ai comuni di dover controllare i dati per altri mi sembra assurdo.
Creiamo un interscambio periodico al quale gli altri enti possano accedervi…

A meno che non venga pensato tutto sotto l’ottica della pratica edilizia nude i dati sopra non risulteranno poi mai allineati, visto che le due agenzie lavorano quasi sempre in modalità unidirezionale.
Giorgio

Ciao Giorgio,

“Ma perché i detentori della informazione dei numeri civici devono essere ISTAT, che li usa per statistica, e il Catasto per i quali non sono probanti, invece dei Comuni…che per di più sono obbligati a inserirli in due piattaforme diverse e che una volta consegnati non hanno neanche più titolo a richiederli?”

L’ANNCSU è stata istituita dal decreto legge 179/2012 (convertito nella legge attualmente in vigore n. 221 del dicembre 2012) come banca dati centrale di interesse nazionale. La norma attribuisce, come ricordato, responsabilità di aggiornamento della banca dati a ISTAT e Agenzia dell’Entrate. Il piano triennale ha riportato la situazione attuale vigente.
Sia l’AgID che il Team Digitale sono in contatto con le amministrazioni titolari per comprendere il processo previsto di interscambio dei dati tra i Comuni e le PA centrali al fine di:

  1. porre attenzione all’elemento di georeferenziazione degli indirizzi e numerici civici (al di là della possibile geocodifica basata sulla sezione di censimento)

  2. integrare i dati nell’ambito del DAF, come previsto dal piano triennale stesso

  3. valutare, nell’integrazione dei dati nel DAF, la possibilità di sfruttare il paradigma dei dati aperti anche per migliorare l’interazione tra i comuni e il livello centrale

  4. assicurare che i principi per la gestione dei dati dell’ANNCSU seguano i principi declinati nel piano all’interno della sezione Dati della Pubblica Amministrazione

  5. assicurare che i comuni stessi possano liberamente accedere ai dati da loro forniti e cooperare con le PA centrali per una corretta validazione degli stessi

Spero di aver risposto ai tuoi dubbi, in caso siamo qui.

Ciao,
Raffaele Lillo
Team Digitale

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