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Audizione di Luigi Di Maio alla Camera di ieri

Luigi Di Maio ieri in audizione alla Camera ha fatto un lungo discorso che riassume il programma del nuovo governo sull’Italia Digitale.

LINK

Mi sembra che nel discorso non abbia per niente citato il Team Digitale.
Forse perchè non sa che esiste?
O forse ha in mente un reset generale?

PS: anche se si parlava di poste e telecomunicazione ha ampiamente fatto riferimento a riforme da portare avanti nel settore del digitale (si parla infatti anche in modo ripetuto di puntare sulla tecnologia Blockchain).

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Di Maio ha parlato, in termini positivi, del Team digitale all’Internet Day 2018. Vedere il filmato a 23’ 18" c.a.

Qui il filmato

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Al punto: ora 3, minuto 24, del video di Internet Day 2018, inizia un interessante intervento di @diegopia LINK1

seguito dal Ministro della PA Giulia Bongiorno (LINK2)

Interessante perchè Piacentini lascia trasparire le incertezze che ci sono sul futuro del Team e perchè la Bongiorno si presenta come l’alfiere della DIGITALIZZAZIONE RAGIONEVOLE E INCLUSIVA che chiede molta gradualità nel processo di digitalizzazione della PA

Il problema della digitalizzazione sta alla base, sta nella formazione del personale che diciamolo manca del 99% e senza questa la PA non andrà da nessuna parte. Chi vive (visto che ci passa più tempo che in famiglia) nella PA lo sa molto bene.

Il problema non è solo la formazione, perché nella maggior parte dei casi puoi fare formazione quanto vuoi ma non c’è recepimento da parte del dipendente. Se non vuole fare una cosa non lo riuscirai mai ad obbligare, nemmeno sventolandogli il licenziamento dopo 3 richiami. Dal momento che farai il primo richiamo al terzo, la produttività si abbasserà e verranno creati casini immondi. Te lo dico perché sono comportamenti che vedo in tanti piccoli comuni (tra i 5 e i 20 dipendenti), che poi sono una buona fetta dei comuni italiani.
Sarebbe necessaria la facoltà di demansionamento da parte del della giunta, più il parere del segretario comunale e comunicazione in consiglio comunale.
Forse sembrerà una misura drastica, ma parlo da ex dipendente pubblico, assessore e consulente pa europea. Ho girato molto in tantissime pa italiane e alcune realtà europee. Nei paesi dell’est, che sono in forte ritardo, hanno introdotto il demansionamento per legge a qualsiasi livello. Molti dipendenti della pa vengono spostati a mansioni che non prevedono l’uso avanzato del computer, giardinieri, spazzini, bibliotecari, manutentori, ecc… e nel contempo vengono assunti giovani con comprovate capacità digitali.
Una decina di anni fa fui inserito in una commissione esaminatrice di un concorso pubblico, per la valutazione della prova al computer: promossi 2 su circa 100 partecipanti. Fui escluso da tutte le future commissioni, ma vi garantisco che molti avevano problemi a salvare un file su un floppy/chiavetta, fare un elenco numerato in word, ordinare una tabella in excel. La prova prevedeva anche una “stampa unione”, solo 2 consegnarono tutto svolto a dovere.
Scusare se mi sono dilungato, ma dopo 16 anni passati nella pa, posso dire di aver perso le speranze e che la formazione degli attuali dipendenti è nella maggior parte dei casi uno spreco di denaro pubblico.
La formazione digitale va iniziata nella scuola primaria, potenziata in quella secondaria, e vanno creati corsi ad hoc per qualsiasi indirizzo delle scuole superiori. Gli studenti dovrebbero uscire dalle superiori con la capacità di scrivere una mail in modo corretto (rispettando i vincoli di diffusioni dei dati), navigare su internet, utilizzare un antivirus, utilizzare un cms (con nozioni di base di html), utilizzare correttamente firma digitale, marche temporali, pec, certificati digitali, sapere che esiste libreoffice, sapere che esistono gli opendata, che si possono configurare report per qualsiasi software e saper gestire dati con excel. Cose che oggi nella pa devono essere la base, e servirebbero pure a tante aziende.

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mha… ma quale gradualità? nel pubblico è più di 20 anni che c’è un pc su ogni scrivania.

SI, però nel belpaese accade il contrario. Si entra come cuochi della mensa scolastica comunale e si finisce la carriera come amministrativi.

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Ciao, hai pienamente ragione, parole….ma qua ci vuole dei fatti….siamo arretrati….poi vogliamo fare quelli all’avanguardia….dove risiedo c’è ancora i cavi in rame della SIP anni 70…quando arriva la BUL e il DIGITALE 2 che funzioni….nella mia zona chiassa cosa c’è negli altre zone e paesi….

La drammaticità del problema della insoddisfacenza degli esiti dei processi di digitalizzazione sta nel fatto che le responsabilità sono diffuse:

a) è vero che molti paesi e città sono raggiunte solo dal vecchio cavo di rame della SIP degli anni 70

b) è vero che non esiste nella PA un sistema premiante per quelli che si applicano in questo processo di modernizzazione

c) è vero che non esistono nella PA poteri da parte dei dirigenti per demansionare il personale inadeguato

d) è vedo però che ci sono molti dirigenti inadeguati che non hanno alcuna idea di cosa sia la digitalizzazione

e) è vero che la scuola non fa ancora tutto quello che potrebbe fare per preparare le generazioni future alla sfida della digitalizzazione

f) è vero che ci sono comunque delle PA che sono delle “eccellenze” ma che non vengono sufficientemente valorizzate

Adesso però il problema è che siamo a un bivio:

  1. fermarci ad aspettare gli ultimi
  2. continuare ma con maggiore efficacia a migliorare il sistema

Temo che in una atmosfera di contemplazione della “decrescita felice” ci sia la possibilità (per me il pericolo) che si scelga l’opzione 1.

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Temo quello che dici, ma spero nella 2. Siamo troppo indietro per aspettare tutti anche perchè in Italia “l’aspettare” crea la legittimazione del non fare :slight_smile:

Andrea

Più precisamente:

  1. credo sia utile aspettare tutti i cittadini, dai primi agli ultimi, tenendo presente che gli analogici “under” non tanto una certa età quanto una certa capacità tecnologia non potranno diventare digitali se non con molto tempo o forse mai. Quindi va lasciato aperto un canale analogico per un periodo di tempo, ma considerare che tra 20 anni saranno più i digitali degli analogici, perchè i 40enni ne avranno 60 e i bambini appena nati 20.
  2. credo sia poco utile aspettare tutte le PA, altrimenti si aspetterà per sempre.

Andrea

Esiste anche il punto g) valorizzare realmente le forze interne nella PA, persone che spesso (come è stato detto sopra) fanno un lavoro superiore e (spesso) coprono la mancanza cronica di personale (ad esempio, ci sono PA con un solo tecnico invece di sei o dieci). Fornendo adeguati riconoscimenti, queste persone possono fornire quella formazione di base che oggi ancora manca ed è il vero muro con il quale i tecnici si scontrano ogni giorno. :frowning:

lo intendevo compreso nel punto f)
ma fai bene ad esplicitarlo meglio

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