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BIM - Building Information Modeling

Salve,
qualcuno ha esperienza di implementazioni di BIM in un ente pubblico?
Idee per metterlo a sistema e non lasciarlo monade isolata?

PS: il BIM (Building Information Modeling) è un metodo di rappresentazione digitale di caratteristiche fisiche e funzionali di un edificio, un contenitore (standardizzato?) di dati di uno specifico dominio utile per condivisione e collaborazione. Da qui la scelta della sezione “dati e open data” per aprire la discussione: se tutti gli edifici e le opere (pubblici) avessero un modello digitale standardizzato si avrebbero a disposizione dati indubbiamente utiili.

Secondo me se ti rivolgi a un ente GROSSO tipo il MISE vedrai che qualcosa trovi. Figurati se il ponte di Genova, per dire, non lo hanno progettato in BIM.

E’ che noi siamo un ente piccolo :slight_smile:

Al di la’ del BIM in sé, che banalizzando e’ un CAD (Computer Aided Design, non Codice dell’Amministrazione Digitale) evoluto e per fare un progetto/modello in BIM basta avere il software, la parte interessante è l’ambiente di condivisione dati, indicata come “piattaforma interoperabile a mezzo di formati aperti” e “richiamabile in qualunque fase e da ogni attore durante il processo di progettazione, costruzione e gestione dell’intervento” dal Decreto Ministeriale (MIT) n. 560 del 1° dicembre 2017. Lo stesso decreto dice che la “condivisione è regolata da preciisi sistemi di sicurezza per l’accesso, di tracciabilità e successione storica delle variazioni apportate ai contenuti informativi, di conservazione nel tempo e relativa accessibilità del patrimonio informativo contenuto, di definizione delle responsabilità nell’elaborazione dei contenuti informativi e di tutela della proprietà intellettuale”.

Tutte indicazioni sacrosante e ragionevoli. Non si puo’ certo pensare che un’organizzazione impieghi tempo e risorse per fare o farsi fare un modello BIM e poi lo tenga su una chiavetta USB ad attendere che si scarichi e diventi illeggibile.
Dal punto di visto dei sistemi, l’ambiente di condivisione cosi’ definito (che ogni amminsitrazione deve allestirsi per conto prorio) è una parte ben piu’ complicata del procurarsi il software per leggere o “modellare” in BIM (quello poi e’ difficile da usare per bene, ma ci sono ingegneri e architetti per quello).

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Sei sicuro che sia ogni amministrazione a doverselo fare per conto proprio? Secondo me ad es. per lo Stato è il Demanio che deve predisporre questo ambiente e integrarlo con le altre banche dati riferite ai progetti e finanziamenti e relativi monitoraggi (quali CUP BDAP e ANAC per dirne qualcuna a caso), mentre per gli altri dovrebbero essere le Regioni. Solo che gira e rigira siamo sempre lì… se si lascia ognuno a farselo come meglio crede senza linee guida univoche non ci sarà nulla di interoperabile.

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Ovviamente non è specificato, sarebbe auspicabile da un lato mettere a fattore comune le risorse di piu’ enti, dall’altro c’e’ anche l’esigenza di mantenere in casa un patrimonio informativo cosi’ delicato. Non sempre le piattaforme regionali o nazionali sono propense a interoperare con i sistemi informativi locali.
A livello regionale non mi sembra di aver visto niente.
Essendo un obbligo discendente dal codice dei contratti pubblici potrebbe essere una espansione quasi naturale delle piattaforme di e-procurement

Ciao, eccoti un suggerimento:

Il prodotto si chiama OpenMaint, è un progetto tutto italiano con un ottimo supporto e un’ampia diffusione… e la licenza (cosa molto utile per realtà anche piccole) è AGPL!

Grazie, l’avevo in parte visto ma non riesco a capire se e’ cio’ che serve.
OpenMaint mi sembra molto legato alla manutenzione.

Io di mio mi immaginerei una piattaforma che facesse da inventario delle opere e tenesse la storia dei loro modelli 3D fatti in BIM magari anche insieme ad altre informazioni. Qualcosa del genere lo intravedo in OpenMaint.

E’ evidente che, per quanto il ministero descriva questa piattaforma in due righe, la sua progettazione e realizzazione non è per niente banale. Infatti, l’installazione di OpenMaint offerta in SaaS sul marketplace di AgID, ha dei costi abbastanza impegnativi che, trattandosi appunto di soluzioni open, sono tutti di configurazione e conduzione. Questo ci dice anche che, ammesso che sia questo il prodotto che serve ma se non e’ lui e’ qualcosa di simile, è veramente disfunzionale che ogni stazione appaltante si doti autonomamente dell’ambiente di condivisione (a meno che il mercato non inizi a proporne di validi ed economicamente abbordabili).

Non escludo che una soluzione strategicamente valida sia quella dove più soggetti (pubblici) possono accordarsi per ripartire i costi di configurazione (chiaramente maggiori rispetto a quelli di manutenzione e conduzione) installando un versione “multi tenant” del prodotto - ossia in grado di gestire “più clienti” (segregando opportunamente i loro dati, ecc…). Questo potrebbe andare bene anche per un’installazione on prem.