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Chiarimento obbligo PagoPA

Buonasera posto per un chiarimento relativo all’imminenento obbligo per PSP e PA di integrare PagoPA nei loro sistemi di incasso ai sensi dell’art.65 c. 2 D.Lgs 217/2017.

Dal 1 marzo 2021 dunque PA e gestori di servizi pubblici devono attivare almeno un metodo di pagamento che vada direttamente al nodo e i PSP dovranno far incassare tramite PagoPA se non per pagamenti:

  1. F24 fino a integrazione su PagoPA
  2. SDD fino a integrazione su PagoPA
  3. Metodi non ancora integrabili su PagoPA
  4. Pagamenti in contanti presso sportelli di istituti che facciano servizio di Tesoreria e Cassa per gli Enti.

Questo sarà valido sia per pagamenti predeterminati che spontanei?
Se sì significan che un cittadino che dovesse iniziare un pagamento spontaneo presso un Ente Creditore non avrebbe mai la possibilità di pagarlo in contante a meno che presso l’Ente non ci fosse uno sportello del PSP che faccia da Tesoreria e cassa?

Grazie del chiarimento

Per la prima domanda: sì, è un sistema di pagamento che vale sia per i versamenti a fronte di un avviso di pagamento (c.d. attesi) sia per i versamenti spontanei (non correlati ad un avviso pagopa emesso dall’Ente creditore).
Per la seconda: le 4 ipotesi che citi costituiscono deroghe eccezionali all’obbligo di utilizzo di pagopa (per il momento, in attesa di eventuale futura integrazione); il circuito pagopa permette diverse modalità di pagamento presso più prestatori di servizi di pagamento (tra cui agenzie bancarie, uffici postali, ricevitorie Sisal, Lottomatica, Banca 5, ecc…): mentre online non si può prescindere da metodi che consentano di pagare telematicamente (conti correnti, carte ecc…), allo sportello di banca, posta, tabaccaio è ben possibile pagare in contanti.

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Ok supponendo quindi che l’Ente non faccia da ricevitoria e che non abbia uno sportello della Banca Tesoriera in sede allora non può incassare in contante diritti e corrispettivi per il rilascio di una CIE di un cittadino che si è recato presso il Comune.
Dovrà necessariamente pagare o come vuole tramite l’avviso di pagamento (IUV) emesso seduta stante dal comune o tramite POS integrato PagoPA se presente.

Ha senso la mia conclusione?

Ha senso sì, è un problema, quello dei pagamenti in contanti presso gli uffici dell’ente, che purtroppo non ha trovato una collocazione e soluzione dirimente all’interno del C.A.D. e delle linee guida di PagoPa/AgID, oltretutto l’incasso in contanti implica maneggio di denaro pubblico e quindi la responsabilità come agente contabile di fronte alla Corte dei Conti (questione per niente da sottovalutare). Si può forse sostenere la legittimità di tali pagamenti da vari punti di vista: partendo dal divieto di rifiuto di monete aventi corso legale nello Stato (condotta qualificata come illecito amministrativo dall’art. 693 C.P.); considerando per analogia che se è permesso il pagamento in contanti presso i PSP fisici intra-pagopa o presso il tesoriere/cassiere dell’Ente extra-pagopa si può consentire anche in altro luogo; pensando che difficilmente un utente pagherà al POS con carta 0,26€ di es. certificato anagrafico o somme simili per es. diritti di estrazione/copia, né è pensabile che paghi a posteriori o debba uscire, pagare e poi rientrare per importi esigui; considerando che le linee guida AgID di attuazione dell’art. 5 C.A.D. concernono i pagamenti digitali da utente a P.A. (e non necessariamente assorbono la totalità dei pagamenti diretti a una P.A.: vedasi il mandato di pagamento Siope+ da P.A. a P.A.) ecc… Restano comunque questioni non ben regolamentate dal legislatore, quindi prone a contestazioni e contenziosi: sarebbe bene che venissero risolte definitivamente, alcuni enti hanno dismesso il pagamento in contanti già prima della svolta pagopa (es. azzerando i diritti di segreteria e optando per mezzi tracciabili di pagamento per il resto).

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