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COLLABORA con Osservatorio Agenda Digitale: Segnalazione di best practice sul tema delle competenze digitali

L’Osservatorio Agenda Digitale del Politecnico di Milano, attivo dal 2013, offre ai soggetti preposti ad assumere decisioni modelli interpretativi, solide evidenze empiriche e spazi di confronto, per cogliere le opportunità offerte dall’innovazione digitale in relazione ai grandi temi che condizionano la competitività del Paese (efficienza della PA, lotta all’evasione fiscale, sostegno allo sviluppo, ecc.). L’Osservatorio è un luogo qualificato, indipendente e consolidato in cui sviluppare il dialogo tra mondo dell’innovazione digitale e quello del governo e della PA.

L’Osservatorio è interessato a ricevere segnalazioni sulle best practice nazionali, regionali e locali sul tema delle competenze digitali – inclusi i programmi promossi dalle grandi imprese e le collaborazioni tra PA e imprese – anche ai fini degli annuali Premi Agenda Digitale.

In particolare, è interessato a raccogliere:

  • Progetti di potenziamento e valutazione delle competenze digitali nella PA;
  • Progetti di potenziamento e valutazione delle competenze digitali dei docenti e degli studenti in età scolare e universitaria;
  • Progetti di potenziamento e valutazione delle competenze digitali della cittadinanza.

Si cercano collaborazioni e/o sinergie con:
Tutti gli attori dell’ecosistema delle competenze: scuole, università e centri di ricerca; PA ed enti pubblici; grandi imprese, PMI e startup; associazioni, fondazioni, think tank e cooperative.

Gestisco una city wiki relativa a un piccolo comune, forse si tratta della più piccola al mondo. www.wikiperledo.org - nonostante la complessità, trovo che sia uno strumento per potenziare le competenze digitali della cittadinanza. Mi piacerebbe collaborare con l’Osservatorio per acquisire più competenze nel creare opportunità per la cittadinanza.

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Buongiorno Renato, può aiutarmi a comprendere il valore aggiunto rispetto a Wikipedia perfavore?
La ringrazio anticipatamente, cordiali saluti
Cristian

Ottima domanda! Wikipedia si occupa di tutta la conoscenza ed ha rivoluzionato il modo di “documentare” la conoscenza, ma non è il miglior sito con cui avviare un ragionamento per mettere in luce il valore aggiunto di una (micro) city wiki, proprio perché Wikipedia non e una city wiki. Wikipedia.it si regge su una comunità vastissima composta da migliaia di wikipediani (tra cui anche il sottoscritto), mentre una city wiki ha un numero di collaboratori infinitamente inferiore che ha un interesse specifico nella città. Wikipedia.it si occupa di tutto il sapere avente natura enciclopedica, con ciò ha definito (spesso con una formula democratica) dei criteri di enciclopedicità che fanno da filtro a cosa debba essere inserito e sono criteri almeno nazionali (a volte internazionali), non potrebbero essere criteri locali. Nell’avere la necessità (ontologica) di filtrare i contenuti ha escluso inevitabilmente ciò che non è ritenuto “enciclopedico” dalla maggioranza. Ora veniamo a una piccola wiki relativa a una città. Vi scrivono solo gli interessati a quella città, devono accordarsi sui contenuti, discutere utilizzando il software wiki (pagine di discussioni), relazionarsi con la community con una responsabilità in merito ai loro contenuti… è una dimensione sociale che non è mai esistita, se non attraverso i Social Network. I vantaggi sono un radicamento al territorio, la possibilità di crescere relazioni attorno alla comunità, riconoscere il valore aggiunto del wiki in termini di promozione territoriale e della comunità. Mi rendo conto che è ancora una sperimentazione, come del resto lo sono le wiki legate alle imprese… Gli esempi delle city wiki sono ancora pochi e pochissimi in Italia.

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Buonasera @albertosimonetti. Nell’ambito della Ludoteca del Registro .it (che pure ha chiesto sinergie in questo forum) stiamo avviando un progetto per valutare l’efficacia delle attività che svolgiamo nella scuole, somministrando questionari ex-ante e ex-post. Le domande riguardano la consapevolezza nell’uso della rete e i comportamenti in rete. Coinvolgeranno tutti gli ordini di scuola (primarie, secondarie di primo e secondo grado) e i docenti che vorranno partecipare alla formazione che offriamo. Pensa che possa essere utile nell’ottica del punto " Progetti di potenziamento e valutazione delle competenze digitali dei docenti e degli studenti in età scolare e universitaria"? Grazie

Segnalo due realtà “dal basso” esterne/interne alla PA:
il blog www.funzionarioamministrativo.it tenuto da un dipendente pubblico che per hobby illustra le novità normative e le procedure operative dei vari software di lavoro agli altri funzionari (prevalentemente ministeriali) per i problemi che vanno oltre a ciò che una circolare riesce a spiegare
e TuttoPA che è gestito da un’azienda privata che vende corsi e servizi, ma ha il suo cuore nel forum e nei canali telegram in cui centinaia di dipendenti pubblici (prevalentemente enti locali) si forniscono reciproco aiuto nell’interpretazione delle norme e nell’affrontare i problemi operativi dai monitoraggi ai bilanci ai software.
Per me nulla di istituzionale è nemmeno lontanamente paragonabile a questi due siti quanto ad impatto concreto sull’operatività dei dipendenti pubblici.

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Di seguito elenchiamo i progetti di cui ci occupiamo ad EGInA.

Progetti di potenziamento e valutazione delle competenze digitali nella PA:

  • SMART-DEVOPS - DevOps Competences for Smart Cities - devops.uth.gr/dev/
    MOOC e percorsi di specializzazione per la formazione degli ufficiali pubblici ai temi delle Smart Cities

  • BIBLIO - Boosting Digital Skills and Competences for Librarians in Europe - www.biblio-project.eu/
    MOOC e percorsi di specializzazione per la formazione di nuove figure professionali digitali nel settore delle biblioteche pubbliche

Progetti di potenziamento e valutazione delle competenze digitali dei docenti e degli studenti in età scolare e universitaria:

  • SILVHER - Safeguarding Intangible Cultural Values and Heritage - www.silvher.eu/
    Percorso di specializzazione in tecniche e strumenti per la valorizzazione digitale del patrimonio rivolto a studenti e ricercatori universitari

  • SEED - Smart Entrepreneurial Education and training in Digital farming - www.digitalseed.eu/
    Percorso di qualifica professionale EQF5 per la formazione di Facilitatori alla Trasformazione Digitale nel settore dell’agricoltura

  • Digital Tourism - digitaltourism.wixsite.com/
    Percorso di qualifica professionale EQF4 per la formazione di operatori turistici digitali

  • CDDC - Crowddreaming: youth co-create digital culture - https://crowddreaming.eu/
    Percorso di formazione per docenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado per il coinvolgimento degli studenti nella produzioni di opere multimediali da rappresentare in realtà aumentata

  • STEAMonEDU - The Art of STEAM Education - steamonedu.eu/it/
    Aumentare l’adozione e l’impatto dell’educazione STE(A)M investendo nella comunità degli stakeholder e nello sviluppo professionale degli educatori.

  • CREADIG - Percorsi CREAtivi di cittadinanza DIGitale
    Sviluppo delle competenze digitali di docenti e studenti attraverso la co-progettazione e sperimentazione di laboratorio di Social Hacking incentrato sui 17 obiettivi dell’Agenda ONU 2030.

  • CinemaScuola LAB - Digital stories on Global Citizenship
    Percorso di formazione per docenti della scuola superiore per Insegnare l’Educazione alla Cittadinanza Globale attraverso il Digital Storytelling

Progetti di potenziamento e valutazione delle competenze digitali della cittadinanza:

  • MONA - Museopedagogy and Augmented reality - monaproject.eu/it/
    Potenziamento delle competenze digitali degli operatori museali nella valorizzazione delle collezioni al fine di sfruttarle come spazi educativi virtuali per le scuole di primo e secondo grado

  • DIGINV - Digital Invasions for the Promotion of Cultural Heritage - www.digitalinvasions.eu/
    Capacity building degli operatori culturali in ambito digitale per la creazione di nuovi pubblici e la valorizzazione del patrimonio culturale tangibile ed intangibile.

  • OPEN-AE - Promote Open Source Technologies in non-formal Adult Edcuation - open-ae.eu/
    Corso per formatori degli adulti interessati ad approfondire le proprie conoscenze sulla tematica degli strumenti e delle tecnologie open source.

  • SMARTIES - Smart Skills Development - smarties.e-code.sk/
    Percoso di introduzione ai temi complessi delle Smart Cities rivolto a formatori degli adulti

  • ACCEASY - Acceasy “Easy to Read Easy to Access" - www.acceasy.eu/
    Capacity building per guide turistiche sull’utilizzo di strumenti digitali per favorire l’accesso di persone con disabilità cognitive al patrimonio culturale

  • #hackAD - Social Hackademy - socialhackademy.eu/
    Formazione di giovani disoccupati e hacking sociale in risposta agli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda ONU 2030

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Ciao a tutti,
ho lavorato come direttore risorse umane per un’azienda che si occupa di consulenza informatica. Per il mio ruolo, mi sono trovato quindi a gestire e implementare molte attività educative finalizzate a sviluppare competenze digitali nei ragazzi più giovani.

Tra le attività formative che ho svolto e che ho trovato di particolar successo, ne propongo alcune che potrebbero rappresentare una sorta di “modello” replicabile in vari contesti:

  • Educazione e formazione pre-assunzione (corsi ITS, attività di formazione per l’onboarding)

    In questo ambito, oltre a sviluppare rapporti sempre più stretti con le università, la formazione tecnica è stata in grado di dare risoste molto interessati. Per questo suggerisco una partecipazione più attiva (e magari un maggior sviluppo) del Sistema ITS (formalizzato dal MIUR e supportato dal MISE).

    In particolare, per la mia esperienza ho lavorato come socio fondatore alla Fondazione ITSIncom e alla (Fondazione ITS Tech Talent Facotry entrambe (insieme alla Fondazione ITS Angelo Rizzoli ed altre) operanti sull’area di Milano.

    La mia collaborazione con queste fondazioni è consistita nel disegno, nell’organizzazione e nel supporto all’erogazione di corsi (per esempio il corso “Metodi e Tecniche per lo Sviluppo Cloud” e il corso “Cloud Administrator & Security Engineer”). Questi sono corsi di 2000 ore (di cui 800 di tirocinio) su 2 anni che rilasciano un titolo con valore legale riconosciuto dal ministero.

    Oltre ai corsi ITS, l’azienda per cui lavoravo ha organizzato con buona regolarità delle “Digital Academy” finanziati da fondi appositi (per esempio il fondo Forma.Temp cui le Agenzie per il Lavoro possono accedere per iniziative di politica attiva) e finalizzati all’assunzione di giovani con profili tecnici. Queste “Digital Academy” hanno solitamente una durata di 200 ore e permettono un approfondimento tecnologico rapido per rendere più “plug-and-play” le risorse nel contesto lavorativo.

  • Training e skill development (formazione su hard e soft skill)

    Sulla falsa riga di quanto fatto con le fondazioni esterne, nel mio ruolo mi sono occupato di sviluppare programmi di training e development in continuità a quanto insegnato in ambito educativo. In questo modo i ragazzi più giovani hanno avuto la possibilità di seguire veri e propri “percorsi” di crescita e sviluppo interni all’azienda che permettessero loro di sviluppare competenze e professionalità durante i primi anni di lavoro.

  • Formazione professionale.

    Tramite un marchio distinto, l’azienda per cui lavoravo offriva opportunità di formazione per professionisti e lavoratori. In questo modo il modello di sviluppo interno delle competenze e di formazione continua è stato condiviso con clienti e partner che hanno potuto affiancarsi nell’organizzazione di attività formative (in campo di gestione progetti o in ambito tecnico informatico).

  • Alternanza scuola-lavoro e skilling-reskilling sul territorio e per lo svantaggio.

    Più recentemente, sulla base delle esperienze e capacità maturate in ambito educativo e formativo, l’azienda si è anche indirizzata con maggior coraggio verso le attività di orientamento per i più giovani organizzando molte iniziative di alternanza scuola-lavoro.

    Inoltre, l’azienda ha contribuito ad attività sul territorio fornendo capacità (e animatori) per organizzare giornate di skilling-reskilling sul territorio di riferimento. Queste attività hanno preso forma attorno a un laboratorio territoriale per l’occupabilità, che aveva come scopo proprio quello di creare cultura e diffondere saperi (anche tecnico-pratici) sul territorio.

    Molto significative, infine, sono state le esperienze nell’area dello svantaggio e della disabilità dove è stato possibile organizzare attività formative atte ad incrementare l’occupabilità dei partecipanti.

Questi sono temi che stanno molto a cuore a Confindustria, con cui condividiamo parte della visione (descritta qualche anno fa in “position paper”.

Su queste direttrici, credo sarebbe possibile ideare un modello di educazione e sviluppo di iniziative formative che valorizzi in modo efficacie la collaborazione tra pubblico e privato.
Le Fondazioni ITS rappresentano, a mio avviso, un primo interessante sforzo in questa direzione.

Andrea