menu di navigazione del network

Corrispettivi, perché non software

Buongiorno a tutti, scrivo qui una domanda che riguarda i corrispettivi elettronici perché non trovo la categoria ad hoc.

Qualcuno di voi ha un’idea del perché l’Agenzia delle Entrate ha deciso, al contrario della fatturazione elettronica, di legare i corrispettivi elettronici ad un dispositivo hardware e di non permettere collegamenti in software, API, etc… come è stato fatto, secondo me con grande successo, per la fatturazione elettronica?

A parte il pensare male (l’interesse delle lobby di produttori), che voglio escludere, non riesco a trovare una sola ragione “tecnologica” perché le due modalità di interazione debbano essere così radicalmente diverse.

L’obbligo del dispositivo crea un forte impegno di costi e tempo di sviluppo sia sugli utilizzatori finali che sugli sviluppatori di software piccoli e medi come per esempio la mia azienda.

Inoltre, mentre tutto il mondo va verso le API per qualsiasi cosa, questa scelta mi sembra tecnologicamente un passo indietro.

Stefano Corsi

La mia personale opinione è che mentre la fattura è un documento che riguarda due soggetti, lo scontrino (corrispettivo) riguarda solo l’emittente (a parte il caso in cui debba essere utilizzato per dimostrare l’acquisto per esempio per garanzia ecc…).
Quindi lasciare libertà nell’uso di API significa agevolare chi vuole fare il furbo, emettendo uno scontrino che in realtà è carta straccia. Con la fattura si fa più fatica perchè ci la riceve verosimilmente la registra e quindi c’e’ traccia anche lato ‘ricevente’.

I motivi sono molteplici.

Politico.
L’avvicendarsi dei governi ha fatto sì che le leggi di stabilità sui temi fossero sempre delicate da affrontare e modificare.

Commerciale.
L’interesse nel far vendere nuovi registratori è enorme ed era stato garantito ai produttori questo business, toglierlo avrebbe comportato una rivoluzione. —> si guardi il discorso della lotteria degli scontrini, ognuno di noi avrà un codice numerico perché i registratori di cassa da vendere spesso non hanno lettere

Tecnico.
Hanno paura che le API vengano sfondate di chiamate e il sistema non regga. Fate il conto di quanti scontrini vengano fatti rispetto alle fatture elettroniche.

Mi dicono anche che fra un anno o poco più le API ci saranno.

1 Like

Quello commerciale è quello probabilmente più significativo, ma sarebbe triste perché significherebbe avere barattato progresso contro preservazione del portfolio clienti di aziende private.

E se veramente tra un anno apriranno le API cosa diranno le aziende che avranno speso 500-1000€ per mettersi in casa una scatoletta e altri soldi per interfacciarla ai gestionali?

Quello tecnico non mi convince del tutto, anche se interessante come argomento. Non credo che l’Agenzia Entrate (che secondo me sulla fatturazione elettronica ha dato una bella prova di capacità), non abbia la capacità per gestire il flusso dell’invio degli scontrini.

Quello politico… che dire… è sempre un fattore.

Buongiorno a tutti, per noi - piccola sw house - sarebbe davvero utile riuscire a “leggere” dall’Agenzia i corrispettivi di un’azienda per contabilizzazione automatica nell’ERP, indipendentemente che siano in scorporo o ventilazione sarebbe sufficiente data, identificativo punto vendita, importo e, nel caso di scorporo, aliquota IVA.
Immagino che anche in questo senso nessuno di voi abbia notizie positive…
Grazie e buona giornata.

No, nessuna.
però è una cosa che noi già facciamo.

Il gestionale invia il dato/scontrino al registratore di cassa.
la cassa risponde con l’esito della stampa
il gestionale recupera la risposta e imposta lo scontrino come stampato.
a fine giornata contabilizziamo gli scontrini emessi con successo.

quindi, fin tanto che l’RT lo permette, magazzino, contabilità, RT e agenzia delle entrate sono allineati.

questo ovviamente fin tanto che esiste un RT.
Se il cliente registra il corrispettivo a mano sul sito dell’agenzia… non c’è nulla da fare.

Grazie Daniele, dove è il ns. ERP a pilotare i registratori di cassa/stampanti fiscali il problema non esiste. L’abbiamo con realtà che hanno diversi punti vendita distribuiti sul territorio, ognuno con un software/stampante fiscale differente e tutti riconducibili alla stessa Partita IVA.