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Dal 1/10 lo SWITCH-OFF del PIN-INPS

Dal 1/10/2021 l’inps non permetterà più l’accesso ai propri servizi digitali ai cittadini muniti dell’PIN rilasciato dall’Ente stesso e chiederà l’utilizzo dello SPID oppure l’utilizzo di una procedura di DELEGA introdotta con la Circolare n.127 del 12/8/21 che però è stata scritta senza rispettare l’articolo 65, comma 1 del CAD e senza tener conto del nuovo art.64-ter del Cad, introdotto con il DL 77/2021 (Il Sistema Gestione Deleghe).

In pratica tutti i cittadini che non hanno lo spid e che non vogliono attivarlo dovranno mettersi in coda nel mese di settembre presso gli uffici dell’Inps per registrare un proprio delegato.

Mi faccio due domande:

  1. Riusciranno le sedi territoriali dell’Inps ad accogliere, in un solo mese, i milioni di persone senza creare problemi di assembramento che dovrebbero essere evitati per motivi covid-19 ?

  2. Ma è credibile uno Stato che dice che bisogna rispettare le sue leggi se poi una sua importante PA fa finta di non conoscerle?

Io ho la sensazione che non appena la combinazione SPID/CIE/CNS diventerà esclusiva ed escludente, con i molti soggetti che non hanno queste possibilità di accesso o che sono refrattari alle tecnologie, tenendo presente che il sistema delle deleghe crea, come giustamente fai notare tu, enormi problemi pratici, uscirà un quarantotto (e non mi stupirei se arrivasse l’ennesima proroga imposta dalle dinamiche parlamentari :rofl: ). A me risulta che già per gli Enti pubblici il pin non sia più utilizzabile dal 01/09/2021 (come da comunicazione dell’INPS stesso) e anche quello solleva mille interrogativi…

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Ti hanno ascoltato! :clap:

Dopo il tuo post, ieri sera l’INPS è intervenuta per mettere la pezza al problema che tu hai sollevato ieri (accesso Enti Pubblici)

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l’Inps risponde alle obiezioni sollevate sulla sua nuova Circolare n.127 del 12 agosto 2021 affermando che la DELEGA non è una istanza. Mi chiedo allora:

  1. ma qual’è il fondamento giuridico di questa pretesa distinzione che vedo fare solo dall’Inps? Il Cad non fa queste differenziazioni nelle tipologie di istanze !

  2. il paradosso è che un cittadino può vendere la sua casa con l’atto sottoscritto con la firma digitale ma non può delegare la consultazione della propria posizione Inps. Percepisco una certa diffidenza dell’Inps verso il Cad stesso e comunque potevano trovare delle soluzioni pratiche più funzionali come ad esempio far presentare “de visu” la delega presso qualsiasi sportello dell’Ufficio Postale evitando assembramenti, prenotazioni, spostamenti da piccoli centri a città dove sono presenti gli uffici dell’Inps

  3. la Delega per via telematica è ammessa dall’Agenzia delle Entrate in diverse situazioni (ad esempio accesso Cassetto Fiscale, oppure inserimento Incaricati nelle Società/Enti) ma non è ammessa dall’Inps !

oddio, se per via telematica sei in grado di fare una delega valida e conforme al cad… che motivo hai di delegare l’accesso ai servizi telematici dell’inps?!

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Ad esempio consentire a un dipendente di una PA di predisporre una denuncia di infortunio o di richiedere un DURC o predisporre una pratica pensionistica, tutte procedure per cui all’INPS è iscritto il dirigente.
Fra privati, immagino per autorizzare un commercialista o un patronato a seguire una tua pratica.

l’Agenzia delle Entrate prevede che ogni contribuente che ha il PIN possa delegare l’accesso ad alcune funzioni (ad esempio il cassetto fiscale, oppure la fatturazione elettronica) con un click a un intermediario. Quindi risparmiando al cittadino l’identificazione DE-VISU . L’inps poteva fare la stessa cosa. Ma evidentemente l’Ente Previdenziale ha voluto reinterpretare le norme del Cad a modo suo!

In questi casi si direbbe che delegante e delegato siano comunque tecno- e spid-dotati. Ciò volendo rende il problema ancora piu’ complicato, perché il software in origine non e’ stato pensato con distinzione di ruoli fra chi istruisce e chi firma (stile vituperato MEPA). Del resto tutti gli uffici pubblici invece che chiedere migliorie del software hanno preferito condividere la password del capo…

Mi pare di capire che qui invece il problema stringente dell’INPS sia consentire a chi non ha CIE/SPID e non sa, non vuole, non può usarli di far accedere qualcun altro (i vari articoli linkati parlano, poerannoi, di delega dell’identità digitale, sob)

@Paolo_Del_Romano
Sulla delega da presentare di persona… be’… in effetti se si tratta di “delegare l’identità digitale” e consentire a qualcuno di operare sui servizi INPS come l’iscritto INPS, la mail con la copia della carta di identità è un po’ deboluccia come pezza d’appoggio. Il principio generale - espresso male - e’ che la delega (procura) si fa con gli stessi formalismi dell’atto che si vuole delegare. Se qui si parla di delegare l’identità, direi che l’identificazione diretta (eventualmente a distanza con gli strumenti noti) è inevitabile.

Poi insomma… ma tutta la rete dei CAF e dei CAF familiari?
Vogliamo forse dire che adesso tutti i pensionati di tutte le età sono autonomi con il PIN? Che non si fanno assistere? Ci sono studi al riguardo? In teoria, come ci si fa assistere nell’uso e manutenzione di un PIN ci si farà assistere con l’uso e manutenzione dello SPID.

questo succede con gli adempimenti Inps e non con quelli dell’Agenzia delle Entrate. Ad esempio negli studi commerciali il titolare non da la sue credenziali ai suoi dipendenti. Semplicemente inserisce il dipendente fra i suoi delegati e costui accede con le sue credenziali personali. E’ così da anni! L’Inps invece sembra uno Stato nello Stato e si interpreta le norme come gli pare.

In effetti ci sono isole felici qua e là nell’ecosistema informatico pubblico italiano. Tuttavia sebbene al punto zero di quasi tutti i sistemi ci sia Sogei (il che dovrebbe favorire la creazione di gruppi di lavoro trasversali ai vari enti esterni, ma sempre interni a Sogei), sembra che la “circolazione delle buone pratiche” sia un’utopia, una chimera… Capisco che il committente dà indicazioni su quel che vuole, ma Sogei potrebbe e dovrebbe operare una “gentle suasion” (termine di moda) per fare meglio. A volte il committente neppure pensa/sa che certe cose si possono fare.

Il problema che si pone è che l’Inps sbaglia a chiedere la presentazione de-visu (solo nelle sedi territoriali inps) della delega. Poteva allargarlo almeno agli uffici postali. Questa procedura non rispetta il Cad ed è singolare il fatto che la principale PA (l’AdE) la pensa in modo diverso dall’Inps.

Sogei non si parla con l’Inps

Passi l’INPS, ma visto che il problema della delega si pone per TUTTI, sarebbe carino avere la soluzione AdE (e AdE è come dire Sogei) per tutti gli enti per cui Sogei lavora.
Poi vedi come quelli fuori dal perimetro Sogei si sentono messi in obbligo di fare altrettanto quando la gente comincia a lamentarsi che la loro soluzione fa pena…

concordo e infatti a me è sembrato strano che all’indomani dell’introduzione dell’art.64-ter del Cad (SGD) l’Inps si sia affrettata, il 12/8/21, a introdurre la Delega De-Visu ESCLUSIVAMENTE presso uffici Inps …andando contro le intenzioni del SGD. Probabilmente è in gioco una competizione fra i diversi player nella gestione di questo SGD. Non so come andrà a finire.

entre nous, il SGD è solo una teorizzazione del legislatore. anzi, un desiderio del legislatore, ché una teorizzazione implicherebbe un minimo di definizione di dettaglio

entre nous, il SGD è solo una teorizzazione del legislatore. anzi, un desiderio del legislatore, ché una teorizzazione implicherebbe un minimo di definizione di dettaglio

Ok, ma la dismissione dei PIN/combinazione user-pwd in favore di SPID è legge. In attesa del sistema di gestione deleghe fan bene a partire, poi migreranno le deleghe là dentro.