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Devops - Proposta Eliminazione Datacenter


(Andrea Tironi) #1

Ciao a tutti.

Una delle sfide maggiori del piano triennale è il consolidamento dei datacenter. Quindi passare da 11.000 datacenter a un numero che sia ridotto di datacenter. Per “colpire il grosso dei datacenter” bisognerebbe riuscire ad eliminare tutti i server nei piccoli (sotto 10.000 abitanti) comuni, ovvero circa l’80% dei comuni italiani, ovvero circa 6.000 datacenter.

Ho quindi cercato di fare un’analisi basata sulla mia esperienza che vorrei condividere con chiunque voglia fare un percorso costruttivo per ridurre i datacenter in maniera massiva.

https://docs.google.com/document/d/1HFVy39JT28N0jcDNvFOLYjMmg9oOnvW2WGk0VMVQSqQ/edit?usp=sharing


(Damiano Verzulli) #2

Premesso che NON ho letto il piano triennale, questa storia degli 11.000 datacenter e del loro “accorpamento” mi affascina. Mi fa tornare in mente quando, a cavallo del 2000, si utilizzava il termine"portale".

A quell’epoca (era il “boom” della new-economy) tutti volevano “il portale”. Spesso mi trovavo di fronte persone che, come “metrica” per decidere quello che volevano, avevano SOLO il budget. “Voglio un portale da X milioni di lire”: mi sentivo chiedere, ogni tanto.

Ecco: quando vedo la parola “datacenter” affiancata a “11.000” mi torna in mente quello scenario. “Cos’é un datacenter? Boh! Basta che c’e’ un PC a terra… E’ un datacenter

Il paradosso è che:

  • da un lato ritengo sacrosanto che l’infrastruttura IT funzionale ad un Comune con meno di 6000 abitanti debba SCOMPARIRE IL PRIMA POSSIBILE;
  • dall’altro trovo assurdo che qualcuno pensi che il MIO datacenter (che ha 9 armadi RACK da 42RU in due siti fisicamente distinti) debba essere “inglobato” altrove.

Esistono molti motivi per far scomparire i (pseudo) datacenter del primo tipo. E ne esiste qualcuno anche per far scomparire quelli del secondo tipo. Che pero’ siano motivi di ordine “economico” a dettare la scomparsa dei secondi… mi lascia piu’ di qualche dubbio (anzi: diciamo che sono pronto a scommettere che e’ ai limiti dell’impossibile ridurre il costo attuale del secondo [parlo di TCO]).

Cio’ premesso, in generale io credo che la questione dell’“accorpamento dei Datacenter” non possa che essere “binaria”: o tutto, o niente. Pensare di lasciare anche solo una “normale postazioni di lavoro” (un normale PC, per capirci) e’ un errore. Focalizzarsi, quindi, su quali servizi “passare in cloud” (o migrare su datacenter esterni) e quali lasciare “on-site”, cosi’ come mi pare sia scritto tra le righe del GDOC linkatonel post originale, è secondo me un approccio errato.

Migri TUTTO. Lasci in sede un router (io direi addirittura “uno switch virtuale”, che ti fornisce connettività L2 verso il tuo “fornitore di servizi applicativi”) ed uno switch fisico a cui colleghi degli oggetti che un tempo si chiamavano “thin-client” e che oggi potrebbero essere normali PC basati su Linux che virtualizzano dei desktop remoti. Punto.

Se lasci a casa tua anche solo un NAS, cominciano i problemi.

Per capire meglio a quali problemi mi riferisco, è utile fare un ragionamento “al limite”, ossia pensare ad un contesto (come il mio) che e’ un po’ piu’ grande di quello del piccolo comune.
Ho avuto modo di discuterne durante il workshop GARR del 2017. Mi imbarazza un po’ “autocitarmi” (non e’ nel mio stile…) ma… nel contesto di questo thread, mi pare opportuno in quanto l’intero ragionamento portava a dire che quando hai a che fare con infrastrutture relativamente estese… fai fatica ad implementare le logiche di migrazione al cloud. Lo stream (40 minuti / 200MB ca.) è qui. Da qualche parte, sul sito dell’evento, ci sono anche le slide (CC-SA)…


(Andrea Tironi) #3

Concordo

Nel tempo potrebbe entrare in un PSN vista l’entità (poi dipende che servizi ci sono), ma si vedrà. Sicuramente è più prioritaria la parte dei 6.000 scantinati.

Concordo, anche se temo che praticamente si debba cercare un compromesso, ovvero vuotare progressivamente il TUTTO dei servizi che ospita in modo da poterlo poi eliminare. Questo per limiti di connettività, tempo, competenza, cultura, risorse …

Il documento che ho scritto mira a capire come migrare il TUTTO, ma alcuni aspetti non sono riuscito ancora a migrarli (ad, fileserver) e comunque serve un percorso di migrazione.

Rimango comunque dell’idea che i 6.000 datacenter vanno eliminati del TUTTO, ovvero la situazione ideale sarebbe come dici router+thin client (o perlomeno era l’unica che avevamo pensato a suo tempo e l’unica che conosco fattibile). Come dici anche solo lasciare un nas o dei dati dentro i comuni, ha poco senso. Ce la faremo ;)))

Andrea