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Diagnostico/controllo xml fattura elettronica

Buonasera a tutti, mi occupo del software sap installato presso la mia azienda
con il quale produciamo anche le fatture elettroniche da inviare allo SDI.
Al momento , dato che dal sito delle agenzia delle entrate è stato rimosso, per diagnosticare la bontà formale di un xml, chiediamo all’amministrativa di farci una “cortesia” verificando la bontà del file con la sua utenza aziendale dell’agenzia delle entrate .
A noi però, come tecnici informatici, servirebbe o un’altra utenza oppure un software dedicato che
ci permatta di validare i file XML senza dover dipendere dagli amministrativi.
Ho il dubbio che quella sua utenza sia univoca per azienda e non possano esserne create altre.
Vi risulta?In alternativa ci sono software che verificano il file xml ?
Grazie.

fatta eccezione per i controlli legati all’esistenza della partita iva o al corretto abbinamento tra partita iva e codice fiscale, il 90% dei controlli fatti in fase di fatturazione sono legati al XSD.

quindi dovreste semplicemente realizzare validatore XML usando il XSD fornito dall’agenzia delle entrate.

https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/schede/comunicazioni/fatture-e-corrispettivi/fatture-e-corrispettivi-st/st-invio-di-fatturazione-elettronica?page=ivacomimp

per software della fattura… ormai se ne trovano ovunque su internet. anche plugin google per trasformare la fattura XML in pdf
e comunque anche prima della fatturazione elettronica, online sono disponibili dei validatori XML dove è possibile caricare l’XML e il XSD

caro Daniele, non è esattamente come dici tu; lo sdi, oltre ad effettuare dei controlli sintattici sulla fattura (implementati mediante validazione XSD), effettua anche dei controlli semantici che sono elencati nel pdf che allego:

Grazie per le risposte, sono d’accordo con Giuseppe, alcuni controlli sono extra XSD (il ricalcolo dell’importo totale per esempio, in base al prezzo unitario e la quantità).
Quello di cui avremmo bisogno è o un software dedicato oppure, cosa che già esisteva ma è stata tolta,
la possibilità di caricare un file sul sito (Agenzia entrate o fatturapa) per fare i controlli,
Ora si può fare, ma ci vuole una utenza aziendale ,che però è di competenza dell’utente amministrativo .
Sto leggendo che esiste la possibilità di creare una utenza per la “simulazione”.
In pratica la fattura viene inviata e viene restituito l’esito ma non ha valore legale.
Ora con i miei responsabili stiamo vedendo se e come attivare una utenza proprio per questa attività.
Se qualcuno l’ha già fatto , è pregato di darci qualche delucidazione.
Grazie.

gli errori di cui lei parla però sono quelli che appunto avevo già nominato.

il controllo delle partite iva corrette, del codice fiscale corretto e della correlazione tra codice fiscale e partita iva.

ci sono altri controlli come il numero di fattura non replicato, sui totali rigo o imponibili ma ritengo che siano controlli standard che non vanno fatti sull’xml ma alla fonte.
Un sistema che emette fatture a mio avviso deve assolutamente avere un controllo su queste cose se no come si può pensare di emettere una fattura corretta?

nell’xml non resta altro che riportare le informazioni precedentemente salvate e controllare quegli errori formali che potrebbero essere incompatibili con la fattura elettronica. (lunghezza campi, caratteri speciali/accentati, ecc…)

cosa diversa se la fattura elettronica viene generata senza controlli o se viene creata diversa dalla fattura proforma.

Daniele, in effetti è così.
Noi i controlli , per quanto possibile, li mettiamo alla fonte.
MA spesso alcune regole cambiano e ce ne accorgiamo solo quando inviamo il file allo sdi.
Talvolta facciamo noi sviluppatori delle modifiche e per essere sicuri di non aver commesso errori grossolani, la migliore soluzione è simulare l’invio in modo da avere la certezza.
In questo modo ci accorgeremmo subiti di errori bloccanti senza dover impegnare lo sdi,
e rischiare di dover stornare le fatture, perdendo molto tempo.

perché stornare una fattura non emessa?
una fattura scartata non ha necessità di essere stornata ma semplicemente può essere corretta e inoltrata con un nuovo nome file. Quindi stessa data, numerazione, ecc…

In questo caso è sufficiente che in caso di scarto ( o rifiuto dalla PA), la fattura venga “sbloccata” e venga generato un avviso con il relativo errore all’amministrazione.

se volete avere traccia delle modifiche fatte, basta generare un log che salvi le informazioni di inoltro successivo e/o il precedente riferimento SDI e/o la differenza tra i due file.

Come ha già scritto, i controlli li fate alla fonte. quindi una volta che la fattura è fatta in modo tale che i calcoli siano compatibili con quelli dettati dall’agenzia delle entrate:

  • (imponibile unitario - sconti) * quantità [senza arrotondare in step intermedi e con massimo 8 cifre decimali]
  • l’imposta del documento (arrotondata a 2 cifre) in base alla sommatoria del totale imponibile delle singole riga raggruppate per aliquote iva

gli unici controlli da fare rimasti sono relativi all’anagrafica (p.iva, codice fiscale, corrispondenze), alla cassa previdenziale, e a tutti quei controlli che dovrebbe essere comunque fatti alla fonte (numerazione fattura, natura dell’iva, codice univoco/pec destinatario, ecc… )

si può dire che una volta che l’xml è formattato correttamente (e qui aiutano le librerie) e che gli importi siano corretti, i motivi di scarto diventano davvero pochi:

  • la PA la rifiuta
  • caratteri speciali nelle descrizioni non filtrati
  • dati anagrafici del destinatario errati

Non è che senza la possibilità di verificare le fatture con la procedura dell’AdE non si possa proprio lavorare, ma era uno strumento molto utile per gli sviluppatori. Soprattuto per chi partiva da zero.
È sempre meglio identificare eventuali problemi (magari dovuti anche ad un’errata interpretazione delle specifiche) in fase di test, piuttosto che in produzione.
Forse quando consentiranno l’accesso al portale F&C anche alle persone fisiche, sarà disponibile anche questa funzionalità e uno potrà entrare con il proprio account personale invece che con uno associato all’azienda.

indubbiamente se si parte da zero il validatore fornito dall’agenzia delle entrate era molto utile.
In questo caso però mi era parso di capire che sono già in produzione.

ad ogni modo se ne era parlato qualche tempo addietro su un altro post

Noi abbiamo realizzato una API per interfacciarsi allo strumento Controlla Fattura presente all’interno del portale Fatture&Corrispettivi.