Dichiarazioni d'intento multiple

Ho alcuni dubbi sulla corretta gestione delle dichiarazioni d’intento multiple.

Esempio (caso reale capitato ad un nostro cliente):

  • il cliente mi invia 3 dichiarazioni d’intento da 3.000 euro l’una nello stesso mese, per un totale di 9.000 euro
  • emetto la fattura a fine mese con una sola riga di 8.000 euro indicando i riferimenti di tutte le dichiarazioni (visto che il blocco è ripetibile)
  • risultato: due dichiarazioni sono esaurite, mentre una rimane utilizzabile per 1.000 euro
  • il mese successivo emetto una fattura con una riga di 5.000, in cui indico la dichiarazione d’intento aperta, ma sono costretto anche ad aggiungere una riga di storno di 4.000 euro (sempre con N3.5 e dichiarazione d’intento) e una riga di addebito sempre di 4.000 euro ma soggetta ad IVA 22%

E’ corretto il metodo che ho utilizzato?
Inoltre, in fase di controllo come fa l’Agenzia delle Entrate a sapere se alla fine dell’anno non ho superato il plafond, visto che non sono indicati gli importi utilizzati per la singola dichiarazione d’intento su ogni riga?

Grazie a tutti
Massimo

Cosa faccia l’Agenzia delle Entrate per il controllo plafond,
penso che nessuno lo sappia, ne tantomeno, se controlla solo il protocollo della dichiarazione,
oppure se effettivamente fa dei controlli più stretti sul plafond,
in questo caso, ritengo, che faccia il controllo sul totale plafond ( per intenderci il tuo 9.000 Euro),
e non singolarmente per ogni dichiarazione di intento.

Il metodo che hai utilizzato per me è corretto,
l’unica differenza rispetto a quanto fatto da me,
è che io evito di fare il rigo di storno, ma spezzo il rigo in due parti,
la prima in esenzione, la seconda con aliquota iva (non necessariamente al 22%
(dipende dalla tipologia dell’articolo stesso)).

Il rigo di storno viene inserito nel caso in cui nella fattura ci sia la cessione di beni, ad esempio un macchinario, che non può essere diviso in due (principalmente per non avere problemi nello scarico di magazzino)