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Ente pubblico e modello 3

Buondì, sono referente tecnico di diverse pa ed una di queste vorrebbe scegliere e contrattualizzare il servizio di pagamento a mezzo PagoPA direttamente con un PSP.
Una delle motivazioni addotte dal resp. tributi è che effettuare stabilmente transazioni con un Psp produrrebbe una riduzione dei tempi tecnici e vantaggi nella rendicontazione (ad esempio nel caso il tesoriere fosse coincidente con il Psp prescelto).
E’ fattibile questa possibilità per un’ente pubblico?

Credo che questa riduzione sia possibile per i pagamenti in cui il PSP e’ sia debitore (ovvero scelto dal cittadino per il versamento) che creditore (ovvero gestisce il conto di accredito dell’Ente) potendo cosi ottimizzare i tempi di riversamento e rendicontazione (ammesso che questo sia conciliabile con le specifiche pagoPA).

Ma questa ottimizzazione il PSP puo’ realizzarla a prescindere dall’essere Partner dell’Ente.

Forse il resp. tributi ti dovrebbe chiarire a quali tempi tecnici in particolare si stava riferendo.

Chiarisco meglio @nardil . Per tempi tecnici l’ente fa espressamente riferimento al wisp ed ai passaggi necessari (login pagoPa, scelta del canale di pagamento prima e del PSP dopo).

L’intenzione dell’ente è quella di avere un unico PSP come interlocutore, adeguare il proprio gestionale all’unico tracciato ricevuto ed eventualmente spuntare condizioni migliori.

A me non parrebbe fattibile normativamente parlando. Per questo cerco chiarimenti in merito.

A mio parere quanto vorrebbe fare l’Ente Creditore è in palese conflitto non solo con la norma ed il funzionamento di pagoPA , ma anche alcuni dei principi ispiratori di pagoPA.

Prima di pagoPA l’EC doveva contrattualizzare il servizio di pagamento digitale con un PSP e di norma lo faceva con uno solo (ad es. contrattualizzava con un acquirer l’uso di un POS Virtuale).
Così facendo, di fatto limitava le modalità di pagamenti e gli strumenti che il cittadino poteva utilizzare (ad. es. solo carte di credito e magari solo di alcuni circuiti).

pagoPA nasce per dare la più ampia scelta di canali e strumenti al cittadino, che è libero di scegliere secondo le sue abitudini e gli strumenti di pagamento che possiede (e le commissioni che è disposto a pagare).

Il cittadino può pagare online non solo con carta di credito (a breve anche di debito ad. es. bancomat) ma anche con addebito in conto (CBILL o MyBank) o con App di pagamento come PayPAL o Satispay. Inoltre può anche pagare presso sportelli fisici (Tabaccherie, Poste e altre reti) addirittura in contanti. pagoPA è quindi “inclusivo” di ogni tipologia di utente.
In futuro pagoPA è aperto , come concezione, all’estensione di altri canali e strumenti, senza che l’EC debba fare nulla.

Limitare da parte di un EC il PSP potrebbe forse dare un qualche vantaggio all’Ente ma di certo limiterebbe il soggetto pagatore.

Che poi il WISP possa essere migliorato per rendere l’esperienza utente più semplice e veloce , questo è un altro fatto e so che ci stanno lavorando.

my2cents
Daniele

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No, per i seguenti motivi:

  • pagoPA non supporta la modalita’ di adesione desiderata dall’Ente (nessuno dei modelli di pagamento consente all’ente di vincolare l’uso di un determinato PSP)
  • L’adesione a pagoPA e’ obbligatoria
  • pagoPA sara’ l’unico canale telematico consentito per i pagamenti verso la PA

Concordo con entrambi e avevo già fatto presente queste osservazioni ma a quanto pare il resp. tributi trova sponda su caso concreto di un altro ente che che sta procedendo con una formalizzazione diretta con un psp.
Conto di avere maggiori dettagli a breve.
Grazie intanto per i vostri contributi @nardil e @Daniele_Crespi

A me sfugge anche come possa essere tecnicamente possibile, se non mettendo in piedi ex novo un sistema di pagamento con pagopa sullo sfondo.
Se qualche PSP facesse questo e lo proponesse alle amministrazioni sarebbe davvero grave.

All’ente potresti anche far presente che, quasi sicuramente, una soluzione del genere li inchioda alla tecnologia di interoperabilità individuata da questo PSP, mentre implementare delle soluzioni conformi alle regole pagoPA dovrebbe, in teoria, rendere pu’ semplice sostituire un singolo pezzo (anche un gestionale verticale) del sistema di pagamenti dell’amministrazione. Da quel che hai raccontato dubito pero’ che questo responsabile sia sensibile a questo tema…

Corretto @frantheman , ed oltre inchiodare l’ente alle soluzioni del PSP non consente al cittadino di scegliere il PSP nè il canale di pagamento. Praticamente una convenzione di tesoreria vecchia maniera vestita alla PagoPA. Sto recuperando maggiori dettagli.

Ripensavo un po’ alla faccenda e temo che abbiamo fatto, io per primo, considerazioni un po’ troppo idealiste…
Rimando a un post di Giuseppe Virgone su un tema non troppo distante da questo: Pos@PA - Prime esperienze

Sembrerebbe che per il Team prioritario sia il transito dal sistema, se poi si fa con sistemi ancorati a un unico PSP o bloccati a una tecnologia del tutto proprietaria poco importa, basta che in tal caso si faccia una gara e non si ricarichino sull’utenza le commissioni del PSP. Questo punto di vista a me ancora non convince ma tant’è.