Entro quanto tempo dal trasferimento in una nuova casa devo fare il cambio di residenza?

Esiste un tempo massimo o posso farla quando voglio?

se non è per problemi fiscali, non c’è proprio nessun obbligo di cambiare la residenza. Io ho risieduto ancora per 15 anni a casa dei miei genitori dopo essere andato a vivere in un’altra città. Certo, raccomandate e notifiche ti arrivano sempre lì.

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ma nel caso volessi farlo ma non subito, posso farlo anche dopo un anno magari? o devo decidere subito se farlo o meno?

Ma assolutamente no. La residenza deve corrispondere alla dimora abituale e il cambio dev’essere comunicato entro 20 giorni dal trasferimento. Sono esenti solo alcune categorie di persone o si va a stare, per esempio, un’estate in vacanza.

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Ciao,
riapro questo vecchio post poiché mi interessa la discussione.
Anch’io sono residente in altro Comune ma vivo da tutt’altra parte.
l’art. 43 c.c. mi insegna la differenza tra domicilio e residenza.
Non ho mai cambiato residenza ma ho stabilito in altro luogo la sede principale dei miei affari o interessi.
Stando alle tempistiche da te individuate, (obbligo 20 gg.) sto commettendo un illecito? Grazie.

L’art. 43 del Codice Civile insegna anche che la residenza dichiarata deve corrispondere al luogo in cui si dimora.

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L’art 43 è figlio di un’altra epoca, ora con lo smart working e l’home working le persone stanno un mese da una parte ed un mese dall’altra. Anche a volerlo rispettare è incompatibile con i tempi previsti, ex lege, per il cambio di residenza.

Ciao @Pippomone e grazie per la tua risposta,
parto dal presupposto che l’art. 43 c.c. non è una norma abrogata altrimenti vige il principio, come recita un vecchio brocardo latino, “lex superior derogat inferiori”.
Mi soffermo su ciò che hai scritto “la residenza dichiarata”. Ritornando sul punto, tenevo a precisare che non ho dichiarato alcuna residenza.
Dunque, l’inerzia nel dichiarare una residenza, costituisce un illecito?

Grazie.

Consiglio di dare uno sguardo alla legge 1228/1954 e relativo regolamento DPR 223/1989 e successive modifiche, che dovrebbero chiarire la portata degli obblighi in materia di residenza anagrafica. È difficile comprendere una certa ritrosia che si riscontra da parte dei cittadini al cambio residenza (in modo che corrisponda alla situazione di fatto) e spesso viene da pensare male (non so… evasione-elusione IMU? evasione-elusione ISEE?)

Mi può aiutare per favore

Da quando in qua il non dichiarare qualcosa sarebbe lecito? È come se io non dichiarassi che nel frattempo ho acquisito un’arma. Oltretutto, quando in qualsiasi momento si comunica la residenza a un ente, e questa non corrisponde al domicilio abituale, si sta conseguentemente dichiarando il falso. La residenza non è solo un luogo di comodo, ma comporta diritti e doveri importanti, anche fiscali.

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