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Forfettario dal 2019 e correzione fattura elettronica


(Luca Pellizzari) #1

Salve a tutti,
Ho deciso di passare al Regime Forfettario dal 2019 per la mia attività marginale, dopo essere venuto a conoscenza delle nuove disposizioni, che permettono ai lavoratori dipendenti di accedervi anche superando i 30.000 € lordi, purché “il lavoro con partita IVA, NON sia fatto prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro dipendente”. In effetti io supero i 30.000 lordi di lavoro dipendente, e il lavoro con partita IVA non ha nulla a che vedere con quello di lavoro dipendente (in altre parole nessuna prestazione e fattura la faccio al mio datore di lavoro).
Premetto che ho inserito ancora a ottobre 2018 (non sapendo che avrei potuto optare per il Forfettario dal 2019) la mia PEC nel cassetto fiscale “Fatture e Corrispettivi” come codice destinatario per SDI, in previsione della fatturazione elettronica dal 2019.
Erroneamente ho anche emesso una fattura elettronica (che fino ad ora e’ anche l’unica) ad un privato (senza P.I.) Codice destinatario “0000000”, agli inizi di gennaio 2019, inserendomi come regime ORDINARIO e applicando l’Iva 22% sulla fattura.
Spero che il “COMPORTAMENTO CONCLUDENTE” di cui si parla sulle istruzioni, in merito al Regime Forfettario (che sarebbe quello di avere emesso una fattura con iva e indicato come regime “Ordinario”), non mi ostacoli nel procedere a cambiare regime fiscale da Semplificato a Forfettario dal 2019.
Quale comportamento mi consigliate di seguire a questo punto.
Secondo voi una Nota Credito a storno totale della fattura , e una riemissione della stessa fattura inserendola con il regime “Forfettario” e l’esenzione iva N2, potrebbe essere la soluzione giusta.
Resto in attesa di Vs. opinioni.
Luca


(Paolo Del Romano) #2

concordo con questa soluzione per risolvere il problema


(Luca Pellizzari) #3

Ho un dubbio che mi assale.
Secondo lei quando inserisco i dati della Nota Credito, metto come regime quello “Ordinario”… in effetti nella n.c. devo mettere anche l’Iva…
oppure metto già il regime “Forfettario”? … ma presumo che se metto regime Forfettario non mi permette di inserire l’Iva … (almeno credo)…
Grazie ancora…


(Paolo Del Romano) #4

la nota di credito la devi fare come la fattura (altrimenti non riesci a emetterla). Io metterei nella causale o in una linea del corpo fattura anche la motivazione della nota di credito


(Luca Pellizzari) #5

Grazie infinite…
inserirò nella Causale “Storno totale Fattura n.1 per passaggio al Regime Forfettario art. 1 comma 58 Legge n. 190/2014”.


(Luca Pellizzari) #6

Altro dubbio…
I miei clienti sono per il 95% privati con C.F., e un 5% con P.I. .
Da Forfettario, oltre a sistemare quella prima fattura elettronica emessa erroneamente, potrei non inviare più le fatture elettroniche ma stamparle in formato cartaceo e consegnarle ai clienti (privati e ditte).
Potrei io, sempre da Forfettario, inviare le fatture elettroniche SOLO dei clienti con P.I.?
Per esempio… solo le fatture 35,38,62,78,100 … e ovviamente non inviare quelle ai privati, che risulterebbero in questo caso 95 fatture?
Grazie…


(Paolo Del Romano) #7

si ma devi fare DUE SERIE distinte delle fatture emesse:

SERIE A = fatture cartacee
SERIE B = fatture elettroniche


(Luca Pellizzari) #8

Quindi da come posso capire per i privati potrei usare… fattura n.1/a, per le P.I. metto fattura n.1/b.

Esempio: al 22/02/19 … 2 fatture a privati le n° 1/a e 2/a (NO invio Fatt.Elettr.)
al 25/02/19 … 1 fattura a ditta la n° 1/b (SI invio Fatt.Elettr.)
al 27/02/19 … 1 fattura a privato la n° 3/a (NO invio Fatt.Elettr.)
al 28/02/19 … 1 fattura a ditta la n° 2/b (SI invio Fatt.Elettr.)
e cosi’ via…

Mi puo’ confermare se quanto descritto e’ corretto?


(Paolo Del Romano) #9

confermato …


(Daniele) #10

ma dato che verrà avviato il “cassetto fiscale” (non so il nome reale) per la consultazione delle fatture elettroniche per i privati, non ti conviene usare un gestionale già collegato con la fatturazione elettronica che ti fa l’invio massivo delle fatture create?

anche perché se l’anno prossimo aggiungono i forfettari all’obbligo di invio, comunque dovrai inoltrarle. Inoltre se le invii, non avrai clienti C.F. a ottobre che ti chiederanno perché non hanno la fattura nella propria area riservata.
Poi devi spiegare al cliente CF che le tue fatture che non sono elettroniche sono comunque valide mentre quelle degli altri no.


(Paolo Del Romano) #11

concordo…


(Luca Pellizzari) #12

Voi però date per scontato che io possa passare in Regime forfettario dal 2019, dopo aver commesso l’errore di emettere una fattura elettronica a inizi 2019 in regime Ordinario con iva, per questo avevo scritto in maiuscolo “COMPORTAMENTO CONCLUDENTE”.

Vi allego una risposta da un’altro Forum abbastanza accreditato…
Datemi voi poi un giudizio ed eventualmente un’opinione diversa che possa portarmi nella Vs. direzione… Grazie mille

Enrico Larocca

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Sep 2006
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Matera, Italy

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Salve a tutti,
Ho deciso di passare al Regime Forfettario dal 2019 per la mia attività marginale (iniziata nel 2012 per 5 anni regime dei minimi, poi regime semplificato 2017-2018), dopo essere venuto a conoscenza delle nuove disposizioni, che permettono ai lavoratori dipendenti di accedervi anche superando i 30.000 € lordi, purché “il lavoro con partita IVA, NON sia fatto prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro dipendente”.
In effetti io supero i 30.000 lordi di lavoro dipendente, e il lavoro con partita IVA non ha nulla a che vedere con quello di lavoro dipendente (in altre parole nessuna prestazione e fattura la faccio al mio datore di lavoro).
Premetto che ho inserito ancora a ottobre 2018 (non sapendo che avrei potuto optare per il Forfettario dal 2019) la mia PEC nel cassetto fiscale “Fatture e Corrispettivi” come codice destinatario per SDI, in previsione della fatturazione elettronica dal 2019.
Erroneamente ho anche emesso una fattura elettronica (che fino ad ora e’ anche l’unica) ad un privato (senza P.I.) Codice destinatario “0000000”, agli inizi di gennaio 2019, inserendomi come regime ORDINARIO e applicando l’Iva 22% sulla fattura.
Spero che il “COMPORTAMENTO CONCLUDENTE” di cui si parla sulle istruzioni, in merito al Regime Forfettario (che sarebbe quello di avere emesso una fattura elettronica con iva e indicato come regime “Ordinario”), non mi ostacoli nel procedere a cambiare regime fiscale da Semplificato a Forfettario dal 2019.
Quale comportamento mi consigliate di seguire a questo punto.
Secondo voi una Nota Credito a storno totale della fattura, e una riemissione della stessa fattura inserendola con il regime “Forfettario” e l’esenzione iva N2, potrebbe essere la soluzione giusta.
Resto in attesa di Vs. opinioni.
Luca

RISPOSTA
Difficile dare una risposta in casi del genere dove una scelta è stata fatta. Retrocedere dalla scelta fatta (questo è il comportamento concludente) stornando l’operazione con iva emettendo una nota di credito e riemettendo il documento senza IVA con le indicazioni del regime forfettario non appare risolutivo, almeno non lo è per l’Agenzia delle Entrate.
Ammettere la revocabilità della scelta fatta emettendo un documento con IVA e stornandolo con nota di credito richiederebbe l’indicazione di una norma che disciplini il caso della revoca della scelta iniziale errata, ma a ben vedere questa norma non esiste.
Anche la stampa specializzata si è occupata del caso arrivando alla stessa conclusione per cui, cautelativamente, eviterei comportamenti in tal senso. Quanto poi all’emissione del documento in forma elettronica piuttosto che cartacea per coloro che aderiscono al regime forfettario nulla vieta di adottare lo stesso comportamento già adottato in passato in presenza di obbligo di emissione della fattura verso la Pubblica Amministrazione vale a dire di tenere due distinte serie numeriche una per le fatture elettroniche ed una per le fatture cartacee perché i soggetti in regime forfettario non hanno l’obbligo della fattura elettronica ma se per motivi aziendali / normativi sono costretti ad emetterla in taluni casi, restano liberi di non emetterla in altri.


(Daniele) #13

a me non sembra chiedessi se potevi passare o meni in regime forfettario in quanto non per cambiare regime penso tu debba rivolgerti ad un commercialista, svolgere alcune pratiche amministrative ed attendere l’approvazione. (almeno ho fatto cosi in apertura della mia P.I)

qui si discuteva sulla numerazione delle fatture e quali numerazioni seguire.
poi se sei regime ordinario, tutte le fatture devono essere inviate tramite SDI
se sei diventato forfettario, potresti non inviarne nemmeno una e rimanere con il solo cartaceo, ma ti si consigliava di inviarle tutte a tutti a prescindere.


(Luca Pellizzari) #14

Se lei legge bene la prima domanda che ho fatto, era proprio quello che volevo sapere…:
Se potevo iniziare il 2019 con il Regime Forfettario dopo aver emesso per errore ad inizio 2019 (e questo sarebbe il Comportamento Concludente) una fattura con IVA e inviata elettronicamente come " Regime Ordinario".
La discussione sulla numerazione e’ sorta solo dopo la risposta di Paolo del Romano, che secondo lui potevo passare in Regime Forfettario.
Quello che a me interessava di più era il fatto di poter passare in REGIME FORFETTARIO.
Ovviamente se non potrò passare in Forfettario il problema della numerazione non ci sarà più, perchè dovro’ inviarle tutte telematicamente.


(Daniele) #15

perdonami ma con la frase

Ho deciso di passare al Regime Forfettario dal 2019 per la mia attività marginale,

l’avevo inteso come “sono già un forfettario” e

non mi ostacoli nel procedere a cambiare regime fiscale da Semplificato a Forfettario dal 2019

come “non vorrei che l’emissione della fattura in regime ordinario mi annulli il passaggio al forfettario”


(Luca Pellizzari) #16

Non voglio far polemiche…
ma la stessa identica domanda l’ho fatta a Enrico Larocca del Forum Commercialista Telematico.
La risposta che lui mi ha dato, era proprio quella della mia domanda e della quale avevo il dubbio.
Cercavo solo qualcuno che sapeva dell’argomento, e poteva aiutarmi.
Vi ringrazio


(Paolo Del Romano) #17

Se AdE non si esprime ufficialmente ogni ufficio periferico si interpreta l’applicazione della legge come gli pare. Ma vorrei vedere quale giudice tributario non accetterebbe la formazione di un comportamento concludente con un minimo di tempistica per studiare la norma in un contesto in cui hanno pubblicato la legge di bilancio in gazzetta ufficiale il 31 dicembre senza nemmeno rispettare l’obbligo della ‘vacazio legis’ di 15 giorni. :wink:

Insomma se non te la senti di prendere una scelta da solo affidati a un commercialista in grado di difenderti dalle angherie dei burocrati della AdE.


(Gianni) #18

Ciao Luca,
a mio avviso il collega Larocca da te citato ha espresso eccessiva cautela rispetto al comportamento da adottare, io ti rispondo con un riferimento preciso, ovvero la circolare AdE 17/2012.
Il documento, anche se riferito al regime dei nuovi minimi, al punto 3.1.1, non considera comportamento concludente ai fini dell’opzione per il regime ordinario, l’emissione di fatture con addebito dell’imposta al cessionario/committente. Ne consegue che coloro che intendevano applicare il nuovo regime di vantaggio, potevano effettuare la rettifica dei documenti emessi con addebito dell’imposta, con emissione di nota di credito entro la prima liquidazione Iva successiva.
Il principio enunciato nella circolare rimane tuttora valido e può certamente essere adottato per l’opzione di tuo interesse, quindi mi sentirei tranquillo di procedere con la soluzione da te proposta, senza l’ansia di un eventuale ricorso al giudice tributario.
Saluti.


(Luca Pellizzari) #19

Grazie infinite Gianni,
Sono d’accordo con te sul fatto che Larocca abbia espresso eccessiva cuatela… probabilmente non era a conoscenza di questa circolare.
In effetti neanche io ne ero a conoscenza.
Andrò ad analizzarla attentamente, e speriamo come dici tu che il dubbio che avevo possa essere risolto.
Grazie ancora… un saluto Luca.