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Incasso entrate tributarie e patrimoniali con PAGO PA

Nella legge di Bilancio approvata a fine 2019 sono state inserite alcune norme che riguardano l’incasso delle entrate, e quindi direttamente o indirettamente anche PAGO PA.

Per quanto riguarda le entrate tributarie, è stato introdotto PAGO PA come ulteriore modalità per l’incasso della TARI, ma è rimasto anche il mod. F24.
ho provato a mettere un po’ di ordine nel tema qui

Per quanto riguarda l’IMU è stato ribadito che l’unica modalità di incasso rimane il mod. F24 e per quanto riguarda invece le entrate patrimoniali (ES: Canone Occupazione Suolo Pubblico), viene espressamente eliminato il mod. F24, sembrerebbe già dal 1 gennaio 2020.

Tra l’altro, sempre nella L. di Bilancio si dice che da quest’anno l’addizionale provinciale sulla TARI non va più incassato dal Comune e poi riversato alla Provincia, ma va pagato direttamente alla Provincia: nel caso di F24 verrà creato un apposito codice tributo, mentre non è ancora chiaro cosa succederà a chi ha già adottato PAGO PA.

Qualcuno ha informazioni più precise in merito?

Faccio alcune considerazioni. Mi pare di capire che le entrate tributarie restino riscuotibili con F24 (finché non sarà completata l’integrazione nel circuito): per l’IMU il passaggio non è tanto semplice, pensa a come l’Agenzia delle Entrate potrà trattenere le quote destinate a Fondo di Solidarietà Comunale in un circuito che non gestisce (più) direttamente, non sembra tecnicamente possibile. Peraltro non riesco a capire come sarà integrato l’F24 in PagoPA.
Il COSAP ricordo che ad oggi si può riscuotere come la TOSAP in F24 usando lo stesso codice tributo (e la struttura di gestione AdE non ha modo di distinguerli). Dall’anno prossimo in cui ci sarà un canone patrimoniale onnicomprensivo le cose cambieranno.
Per l’addizionale provinciale dal 01/06/2020 si prevede il riversamento diretto da parte della struttura di gestione (in modo di non onerare i Comuni di questo adempimento): con PagoPA serve un decreto ministeriale che preveda le modalità, altrimenti è un pessimo passo indietro (vedi il discorso IMU per l’impossibilità di trattenuta).
P.S. ammetto di essere prevenuto nei confronti di PagoPA, ma il modello organizzativo sotteso alla rendicontazione dei pagamenti spontanei c.d. non attesi (il c.d. riscontro del dovuto da parte dell’ufficio che gestisce l’ambito a cui pertiene la singola entrata) non mi convince granché… Non dimentichiamo un problema ancora più grande: la mancata compensabilità a credito/debito tra tributi diversi (e di spettanza diversa), con F24 è pacifico (entro i limiti quantitativi e di decorrenza), con PagoPA è impossibile…

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Ne approfitto per alcune precisazioni:

Mi pare di capire che le entrate tributarie restino riscuotibili con F24 (finché non sarà completata l’integrazione nel circuito): per l’IMU il passaggio non è tanto semplice, pensa a come l’Agenzia delle Entrate potrà trattenere le quote destinate a Fondo di Solidarietà Comunale in un circuito che non gestisce (più) direttamente, non sembra tecnicamente possibile.

Infatti nell’art. 1 comma 765 della L. 160/2019 c’è scritto che:
" Con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministero dell’interno e con il Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri, sentita la Conferenza Stato-città ed autonomie locali, da adottare entro il 30 giugno 2020, sono stabilite le modalità attuative del periodo precedente relativamente all’utilizzo della piattaforma di cui all’articolo 5 del codice di cui al decreto legislativo n. 82 del 2005.
Con il medesimo decreto sono determinate le modalità per assicurare la fruibilità immediata delle risorse e dei relativi dati di gettito con le stesse informazioni desumibili dagli altri strumenti di versamento e l’applicazione dei recuperi a carico dei comuni, ivi inclusa la quota di alimentazione del Fondo di solidarietà comunale, secondo quanto previsto a legislazione vigente al fine di garantire l’assenza di oneri per il bilancio dello Stato.

Per l’addizionale provinciale dal 01/06/2020 si prevede il riversamento diretto da parte della struttura di gestione (in modo di non onerare i Comuni di questo adempimento): con PagoPA serve un decreto ministeriale che preveda le modalità

Infatti era proprio l’oggetto della mia domanda

Ok, suppongo che per l’addizionale le modalità saranno simili a quelle dell’IMU per alimentazione FSC e quota Ifel: la logica sembrerebbe la stessa, defalcheranno la quota di competenza di Provincia/Città metropolitana dal sistema dei pagamenti. Con l’avviso PagoPA non credo sia possibile concepire “alla fonte” in fase di emissione di un documento più di un Ente Creditore (a meno che non pensino a 2 avvisi con due IUV ed EE.CC. separati … oddio :’( )

Non è possibile predisporre un unico IUV che dica al cittadino quanto deve pagare, ma al momento dell’incasso abbia già “dentro”, visibile solo all’operatode che lo ha creato, la destinazione (ripartita) dei fondi, come avviene con l’F24? Mi pare impossibile che nessuno ci abbia pensato.

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L’idea è proprio quella!!
Peccato che non sia stata inserita in nessun documento e quindi in questo momento siamo in attesa; tra l’altro l’ipotesi sarebbe applicabile anche ad altri casi, e quindi sarebbe estremamente utile.

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Modello 1 potresti mettere iuv provincia e iuv comune con i due importi, in modello 3 non si può fare se non singolo. Probabilmente per un comune è meglio incassare tutto lui e poi fare giroconto. Oppure usare F24.

poerannoi (=fiorentino per “poveri noi”), speriamo bene…
mi pare che l’approccio “semplicistificatorio” alla fine generi mostri.
Il percorso pagoPA sembra una continua rinuncia alla gestione delle situazioni un briciolo complesse ma del tutto comuni.
La firma delle RT da parte dei PSP? deprecata. Poco male che sulla base delle RT, per le quali si caldeggia anche l’invio in conservazione insieme alle RPT, l’EC dovrebbe rilasciare quietanze con effetto liberatorio.
Il carrello? Previsto ma nessuno lo fa. PErche’ risparmiare tempo e commissioni?
L’avvisatura digitale? Ma no, superiamola con un servizio di messaggistica point to point alla quale diamo un nome a effetto…
Il bollo? Ecco la documentazione, e-bollo, bollo pagoPA… ma l’unico esempio di bollo pagabile in modo sensato sembra quello di impresainungiorno.gov.it con Infocamere che se la suona e se la canta da solo…
I contanti? SI’, no, forse. I micropagamenti? Che ci vuole, iniziate e poi arriveranno le microcommissioni. Intanto il parchimetro si paga con app misteriose che sottendono rapporti altrettanto misteriosi fra enti e gestori delle app (ma non danno minimamente idea di transitare dalla piattaforma dei pagamenti verso la p.a.).
Stiamo integrando F24 con pagoPA, dicono da tanto. Ma cosa vuol dire? A me pubblica amminsitrazione locale destiantaria di tributi cosa cambia? AI fini F24 l’EC è l’AdE, piuttosto ditemi come l’AdE mi rendiconterà i pagamenti che riceve, cosi’ magari evito investimenti inutili per adeguare i miei sistemi… (che poi, se si tratta di virare l’F24 tout court su pagoPA, basterebbe una pagina web per avviare un pagametno spontaneo con stesse caselline dell’F24 che vengono poi riportate con una certa sintassi nell’RPT…)
Adesso, passate i tributi su pagoPA: ah, ma vanno spartiti fra enti diversi…
Lo stesso per la migrazione in cloud: le mitiche raccomandazioni del kit dicono di migrare intanto le cose facili, a quelle difficili ci si pensa poi. Col risultato che metà degli applicativi sta in cloud e metà resta in casa (poi, punti di vista, si puo’ rivendere la cosa anche come “ben il 50% dei sistemi adesso sul cloud”…)
Insomma, mi sembra che ci si faccia sorprendere in continuazione dall’ordinaria prevedibilità delle cose.

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Sono d’accordissimo @frantheman , troppe problematiche. Bastava estendere a tutti i tipi di pagamenti (tributari ed extratributari), oltre a una certa soglia di importo, un modello simile all’F24, magari riveduto per quanto riguarda le sezioni, i singoli campi, prevedendo nuovi codici entrate e riferimenti all’ente creditore, in modo da avere certezza di chi paga e per cosa (obbligando a compilare tutto, permettendo per tutte le entrate l’eventuale rateazione, identificando bene debitore e creditore e assegnando al pagamento un numero univoco), permettendo il pagamento su conti correnti e su carte di debito/credito, con la previsione che le commissioni fossero sempre a carico dell’ente creditore e spostando la gestione dei flussi dall’Agenzia delle Entrate ad un soggetto pubblico es. PagoPA SpA … lo trovo un metodo molto più semplice e ormai rodato (ha poche pecche)… per i pagamenti spontanei si poteva pensare ad un form da compilare sul sito dell’Ente creditore con campi a compilazione vincolata in relazione al tipo di entrata, che poi confluivano negli stessi flussi. Per la rendicontazione l’Ente avrebbe scaricato il flusso (separatamente dalla riconciliazione contabile), come fa oggi per gli F24…

@Patrizia ha in corso un’interlocuzione con pagopa spa sul tema, portando avanti quanto detto. Quando avrà finito sono sicuro ci aggiornerà.

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@Patrizia_Saggini la Conferenza Stato, città, autonomie locali recentemente ha espresso un’intesa su uno schema di decreto MEF relativo al riversamento del TEFA di cui chiedevi, penso non aspetteremo molto e dovremmo avere in mano il decreto … http://www.conferenzastatocitta.it/it/sedute/2020/seduta-del-23-giugno-2020/report-della-seduta-del-23-giugno-2020/

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E’ stato pubblicato sul sito del MEF lo schema di decreto che definisce le modalità di versamento della quota della TARI destinata alla Provincia; la pubblicazione in GU dovrebbe essere a breve.

Entro la fine di luglio dovrebbe essere emanato un documento tecnico che contiene le specifiche per il versamento diretto della quota, anche utilizzando PAGO PA o il versamento mediante bollettino postale (che nel 2021 dovrebbe scomparire, no?)
:wink:

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Grazie, prometto che poi leggo. Chiedo uno spoiler: su quali parti in causa impattano le novità
tecniche?