IndicePA e dati incoerenti relativi ad email/domini: Bonifica?

Salve,

sto tornando a lavorare su un progetto di monitoraggio basato sui dati di IndicePA, per il quale mi è necessario validare ed analizzare quali siano gli indirizzi email non-PEC e quindi i corrispondenti domini internet usati (e quindi gli MX email) di ogni ente pubblico Italiano.

Ho trovato molti enti con dati incoerenti, senza email o con email sbagliate, alcuni con domini che non risolvono neanche più.

Da qui la mia domanda, c’è un qualche meccanismo di controllo automatico, revisione e sistemazione dei dati presenti in indicepa, o bisogna convinvere con dati incompleti e/o incorretti?

Pongo questa domanda perchè sennò, forse, potrebbe essere utile fare un progetti comunitario rivolto a cercare di sistemare questi dati e/o comunicare con periodicità a tutti gli enti che non hanno dati aggiornati o incorretti, affinchè li aggiustino/aggiornino.

Chiedo consiglio a riguardo, sia dal frangente istituzionale-agid che dal frangente comunitario.

Saluti e baci

Fabio

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Ciao Fabio,
a me non risulta che questo forum sia monitorato dai vari uffici chiamati in causa.

Non credo ci sia nessun meccanismo automatico.

Io segnalerei il problema e la presa in carico, via PEC, all’ufficio protocollo, protocollo@pec.agid.gov.it, sottolineando che è destinata a chi gestisce il portale.

Un caro saluto

Ciao Fabio,
aggiungo un tassello che forse può esserti utile: una situazione del genere — enti con dati nell’IPA incoerenti, PEC/email errate o domini che non risolvono più — non è solo un problema di qualità del dato, è una possibile violazione del CAD.

In particolare l’art. 6-ter, comma 3 del CAD (D.Lgs. 82/2005) impone a ogni ente di aggiornare i propri dati nell’IPA tempestivamente e comunque con cadenza almeno semestrale, secondo le indicazioni di AgID; il comma lega esplicitamente l’inadempimento alla responsabilità dirigenziale. Se l’errore riguarda la PEC del protocollo di una AOO, si aggiunge l’art. 47, comma 3, che obbliga a pubblicare in IPA gli indirizzi PEC a cui inviare istanze e comunicazioni. La responsabilità di veridicità e completezza dei dati è in capo a ciascun ente accreditato (lo dicono anche le Linee Guida AgID sull’IPA).

L’obbligo di aggiornare resta del singolo ente. Però c’è una leva concreta: per ogni ente con dati errati e confermati si può presentare una segnalazione al Difensore Civico per il Digitale presso AgID (art. 17, co. 1-quater CAD), che è l’unico canale per le violazioni del CAD. Funziona ente per ente — una segnalazione per amministrazione — ma è esattamente lo strumento per indurre la PA a correggere.

Saluti

Eh, bene che ci sia l’obbligo, perchè a questo punto direi che ci tocca fare attivisticamente progettino di analisi, monitoraggio e bonifica del file presentando rendiconti di incongruenze a Difensore Civico Digitale e mandando PEC agli enti in questione. Che ne pensi, ci diamo una vibe codata?

C’è indicato da qualche parte il data set di dati minimi necessari?

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Non ho capito la domanda

Tipo, ci sono enti che non hanno l’email non-PEC o enti che hanno l’email ma il cui MX associato al dominio non esiste (in questa analisi mi sto focalizzando su email normali e sistemi MX per analisi di sovranità digitale).

Allora da questo, mi domandavo se ci sono dei campi obbligatori ed altri no, vedi l’email ordinaria funzionante dell’URP è obbligatoria?

Non ho capito: chi dovrebbe fare il progetto comunitario?

Direi la comunità, quindi ambito attivistico con progetto opensource, che stia addosso agli enti e Agid, con automatismi e qualche supervisione affinchè IndicePA venga bonificato e si manutenga aggiornato