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Iniziative legislative popolari "online" con SPID (e firma remota) ?

Ciao a tutti,

non tutti sanno che in italia esiste la possibilità di fare leggi di iniziativa popolare (legge 25 maggio 1970 n 352 art. 48) e che il nuovo Regolamento del Senato all’art. 71 obbliga l’assegnazione a una Commissione entro 30 giorni.

Lo strumento dell’iniziativa popolare è molto bello, se non fosse che è necessario seguire delle faraginose nonché analogiche procedure (art. 7/8 della n.352 25/maggio/1970) per:

a) la vidimazione dei moduli della raccolta delle firme (un pubbliche ufficiale, ma si suggerisce la corte d’appello)

b) per l’autenticazione dei firmatari che deve essere effettuata da pubblici ufficiali

c) certificazione che i firmatari siano iscritti nelle liste elettorali

Qui è possibile leggere un esempio di Vademecum che descrive la burocrazia per l’iter di proposta di legge popolare.

Questo post vuole esplorare quale la reale fattibilità, tanto nell’ambito legale quanto tecnico, di rendere questo processo interamente digitale usufruendo dell’impianto tecnico-normativo esistente, guardando in particolare all’uso di SPID.

Consentire a cittadini di partecipare a iniziative di legge popolare via web.

Consentire a realtà di attivismo politico-civico di organizzare interamente online l’azione di raccolta e certificazione delle firme volte a portare al Senato iniziative legislative popolare.

E’ utile sapere che spetterà al presidente dalla Camera cui sono state portate le firme, validare che queste sono valide (art. 7).
Ciò significa che laddove il presidente del Senato (che è la Camera che si è impegnata entro 30gg ad assegnare a Commissione la legge di iniziativa popolare) condividesse l’uso degli strumenti tecnologici e giuridici moderni per la raccolta delle firme e la loro certificazione, il meccanismo potrebbe funzionare.

Ma veniamo allora all’aspetto tecnologico:

a) Validazione dei moduli per la raccolta delle firme

b) Autenticazione delle firme (ovvero identificazione dei firmatari)

c) Certificazione che i firmatari siano iscritti nelle liste elettorali

Chiedo ai più esperti giuristi e tecnici, in quale modo sarebbe possibile dare equivalenza con gli strumenti moderni (SPID Primo/Secondo/Terzo livello e Firma Elettronica Normale/Avanzata/Qualificata) ai requisiti di cui sopra?

Si potrebbe firmare inizialmente il “modulo di raccolta firme” (un PDF) con una firma digitale da un pubblico ufficiale, e quindi avere cittadini che con una autenticazione SPID di 2’ o 3’ livello impiegando Firma Elettronica Remota appongono ulteriori firme su questo PDF?

E la certificazione che detti firmatari siano iscritti nelle liste elettorali, come si può fare in digitale? E può essere automatizzato? Il dato di iscrizione alle liste elettorali, è un metadato di ANPR?

Lancio qui la discussione per fare questa valutazione tecnico legale, capire quale potrebbe essere l’architettura tecnica-giuridica e cosa ci manca dal punto di vista tecnico o giuridico.

Dove possiamo lavorare dal punto di vista regolatorio e/o tecnico, magari possiamo attivare tavoli di lavoro.

Ma anche con il nuovo parlamento in arrivo, se identificassimo gli interventi normativi necessari per fare funzionare l’architettura tecnico-giuridica che potrà essere identificata in questo post, ci lavoriamo e cerchiamo di policy advocacy di portarli a termine.

@umbros @Guido_Scorza voi che ne pensate di questi aspetti?

Fabio Pietrosanti (che potrebbe avere scritto castronerie giuridiche, ma il mio Avv. nella firma, significa Avventore, non Avvocato!)

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Piccola aggiunta, io penso anche ad un supporto tecnologico che utilizza la carta di identità elettronica per fare questa procedura.

Ottimo topic.

Un change.org italian version.
Sarebbe una cosa molto interessante, che permetterebbe al popolo di esprimere in maniera velocissima e diretta il proprio punto di vista.
Dopotutto, si avrebbe una risposta rapidissima grazie al web e un feedback realistico grazie a SPID.

La validazione delle firme sarebbe appunto presa in carico dal servizio SPID, che in partnership con ANPR renderebbe il tutto più preciso.

Naturalmente questa cose deve appunto essere vista non come una votazione dove il votante rimane anonimo.

Dal punto di vista burocratico bisognerebbe vedere se poi ci sarà qualcuno che si farà carico delle raccolte e proposte che si andranno a fare…

Rimango tuttavia molto interessato all’argomento, seguirò questo topic! :wink:

Eh ma non stiamo parlando di “Voto online” ma di “proposte di legge di iniziativa popolare”, che hanno una loro procedura codificata nella legge usando strumenti analogici con vidimazioni, firme e contro-gabelle burocratiche, e questo post vuole esplorare la possibilità di arrivare a una sua digitalizzazione.

Il Voto Online è un tutto un altro argomento

Ho fatto una breve analisi di come fa l’unione europea con le iniziative legislative popolari.

La UE utilizza il sistema ECI http://ec.europa.eu/citizens-initiative/public/?lg=en .

Il sistema ECI per iniziative legislative popolari è basato sul software opensource OCS (Online Collection Software) e non richiede NESSUNA AUTENTICAZIONE DELLE FIRME:
https://joinup.ec.europa.eu/solution/eci-online-collection-software-ocs/releases

Da quanto ho letto http://ec.europa.eu/citizens-initiative/files/Study-on-the-use-of-eID-presentation.pdf qui c’è un progetto per integrare l’autenticazione eIDAS, di cui SPID ne è la implementazione compatibile Italiana:

A questo punto guardando all’esperienza europea ECI, dovremmo ritenere che un sistema di iniziativa legislativa popolare dovrebbe potere essere fattibile utilizzano SPID?

@umbros tu che ne pensi? Sai dai colleghi europei di utilizzi di autenticazione eIDAS compliant per iniziative legislative popolare e/o sai della integrazione d’uso di SPID nel contesto dell’ECI ?

Salve, la questione è di sicuro interesse per molti motivi, ad iniziare proprio dall’esercizio del diritto democratico. Ad oggi, proprio per le faragginose procedure imposte dalla normativa (L. 53/1990 e successive), che mai si è evoluta per includere anche gli strumenti digitali messi a disposizione dalle agenzie governative (come SPID), è necessario trovare la disponibilità di certificatori che sono, perlopiù, figure politiche. E certamente questo crea un vulnus non trascurabile proprio nell’esercizio stesso dei diritti democratici.

Oltre al fatto che diventa difficile, per gli uffici dell’anagrafe, fare manualmente le verifiche sulla validità delle sottoscrizioni: l’uso di strumenti come SPID e Anagrafe nazionale semplificherebbe enormemente il lavoro di tutti, dai promotori ai sottoscrittori agli ufficiali dell’anagrafe, con riduzione dei costi e delle tempistiche.

Tecnicamente, e qui chiedo al forum, è già fattibile ?

Michele

Per quanto attiene alle ECI Europee il nuovo regolamento UE prevede che dal 01/01/2020 i cittadini possono usare il loro eID (per Italia SPID e CIE) per lo European Commission Central Online Collection System.

Questo facendosi ospitare l’OCS dell’ECI dalla EC, la cui validità viene certificata dal Ministero dell’Interno.

Quindi si, con modifiche interpretative, potenzialmente si potrebbe fare una raccolta firme come fosse una ECI su piattaforma EC, laddove presidente di camera o senato, ne accettasse la validità come firma da depositare.

Fabio

Ma state parlando del disegno di legge, parcheggiato in commissione, N. 1892?

p.s
Vedere anche:
https://m.facebook.com/FabianaDadone/photos/a.553990244659452/3130854846972966/

A mio avviso:
a) La vidimazione dei fogli serviva a garantire che non ne fossero prodotti di fasulli, per cui potrebbe essere sostituito anche da un sistema informatico ospitato da un ente pubblico o un notaio che replicasse in digitale tali moduli;
b) l’identificazione dei firmatari e l’autenticazione delle firme è garantita dalla firma digitale, o dalla sottoscrizione dopo identificazione tramite SPID, per cui è il requisito che più facilmente viene soddisfatto;
c) questo è il punto più complesso perché richiede l’accesso alle liste elettorali, tramite metodi classici o interfacciamento con ANPR (da parte di chi? sempre dal sistema di cui sopra?) ma già limitarsi a digitalizzare i primi due punti sarebbe un’innovazione clamorosa.

Aggiorniamo il post con l’impegno della Associazione Luca Coscioni:

Con una modifica alle legge n 352 del 1970, che disciplina la procedura di raccolta firme per referendum e leggi di iniziative popolari, è stata introdotta la possibilità di firmare online attraverso le modalità previste dall’articolo 20 del Codice dell’amministrazione digitale (ad esempio firma digitale e SPID) nonché attraverso una piattaforma telematica che la Presidenza del Consiglio dovrà realizzare entro il 31 dicembre 2021.

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L’integrazione IOApp era stata proposta anche nel percorso del Ministero della PA sulla sua installazione/fork di Decidm https://partecipa.gov.it/processes/innovazione-tecnologica/f/20/proposals/448

Che fine ha fatto il tutto?

Un approfondimento https://www.agendadigitale.eu/cittadinanza-digitale/referendum-raccolta-firme-anche-online-dal-2022-ecco-i-prossimi-passi/

URGENTE rispondere a questa domanda: La firma remota con SPID avrà un costo per il proponente di un progetto di proposta di legge di iniziativa popolare privato/politico/no-profit?

Qualcuno mi ha indicato 0.40/0.50 euro per firma, che con 500.000 firmatari minimi significa 250.000 euro di budget minimo di costi di firma, una barriera all’ingresso inaccettabile.

Qui ci sono le Regole Tecniche per la sottoscrizione elettronica di documenti ai sensi dell’art. 20 del CAD

Al punto 8.2 indica che gli IDP sono obbligati ad erogare il servizio, e al punto 9 indica che gli IDP possono offrire servizi aggiuntivi a pagamento di conservazione documentale:

Dobbiamo rispondere a una domanda in modo chiaro:
La firma remota con SPID, stante il punto 8.2, sarà gratuita per tutti gli stakeholder coinvolti?

Ovvero, sarà possibile ad esempio per la Associazione Luca Coscioni sviluppare una piattaforma tecnologica e lanciare con questa un sito di raccolta firme per proposte di legge di iniziativa popolare?

Fabio

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@fpietrosanti purtroppo sei troppo ottimista nel leggere i punti 8.1 e 8.2, in realtà si parla di “”“Gli IdP CHE offrono servizi di sottoscrizione di cui alle presenti linee guida, si impegnano (…)”"", “”“Gli SP CHE intendono far utilizzare la firma (…)”""; non dice che gli IdP sono obbligati a offrire la firma SPID e infatti l’offerta scarseggia…

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Ecco, questo tema mi interessa un sacco (il costo della firma, non dell’uso per i progetti di legge). Non ho mai capito se esista un costo per firma o meno. Avevo letto che era così, ma non ho mai visto un firmatario pagare nulla.
Qualche anima pia mi spiega?

Non esiste, a quanto mi risulta, alcuna norma che vieti tariffe per servizi “aggiuntivi” all’identificazione a mezzo identità digitali. Del resto è la ragione principale per cui anni fa naufragò il tentativo originario del Governo di creare un monopolio pubblico dell’identità digitale (con il susseguirsi di ricorsi da parte di taluni degli attuali IdP, che ipotizzavano di poterci creare una qualche forma di business sopra), tramontata l’ipotesi di far pagare l’utente per il puro rilascio e uso di identità digitali resta campo libero per ogni aggiunta che vi ruota attorno (ammesso che vi sia qualcuno interessato e ammesso che i gestori vogliano realmente offrire il servizio…). Le linee guida ora ci sono, manca l’offerta e la domanda :wink:

Il Costo unitario di ogni richiesta di autenticazione da parte di organizzazioni private per autenticare su SPID è definito qui Determina N.166/2019 nell’allegato Il tariffario relativo alla determina N. 166/2019 :

Questo con un Modello di Pricing Pay per Use

Questo aspetto richiede maggiore approfondimento, al fine di superare il problema del prezzo della login con SPID su iniziative di partecipazione democratica come le proposte di legge di iniziativa popolare.

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Interessante. Ma questi costi sono a carico di chi?

La tabella riportata da Fabio riguarda ciò che devono pagare i Service provider privati (soggetti privati i quali, previa convenzione con AgID, offrono dai propri siti i loro servizi all’utenza mediante autenticazione mediata dai gestori di identità digitale) agli IdP, maggiorato di IVA. Non si applicano al settore pubblico in qualità di SP. Se non ricordo male gli IdP, in sede di scadenza della convenzione a fine 2019, si erano impegnati all’uso gratuito del loro sistema di autenticazione da parte dell’utenza verso il settore pubblico (sono esclusi dalla gratuità certe modalità particolari di attivazione / riconoscimento, e servizi aggiuntivi, per i quali l’IdP potrebbe richiedere un corrispettivo all’utente).

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Caro Luca,
ho cercato copia della “convenzione” che gli IdP firmano con AgiD, per vederne nel dettaglio i termini, ma non l’ho trovata.

Sapresti mica dove reperirne una copia aggiornata online?

Leggevo su “Come diventare fornitore SPID” del sito Agid nella sezione “Procedura Amministrativa” ma viene indicato che si dovrà firmare la convenzione che Agid gli invierà.

Quale è l’ultima versione della convenzione, bisogna fare una richiesta di accesso civico generalizzato ad Agid, o è disponibile per download online da qualche parte?

Fabio

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