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[LG-Interoperabilità] 1.5. Principi del nuovo modello di interoperabilità

L’ambito di applicazione del Modello di Interoperabilità 2018 comprende i tre tipi di interazioni previsti nell’EIF. Le interazioni prevedono che i soggetti coinvolti svolgano alternativamente la funzione di erogatore di servizio, nel caso del soggetto che mette a disposizione API o servizio utilizzati da altri, e la funzione di fruitore, nel caso invece del soggetto che utilizza le API o servizi messi a disposizione da altro soggetto.

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CATALOGO DELLE API/SERVIZI: La struttura del catalogo e il relativo sistema di gestione dovrebbero consentire alla singola amministrazione di erogare servizi/API al proprio naturale bacino di riferimento e partecipare, contemporaneamente, ad un catalogo più ampio le cui regole e visibilità saranno gestite da un ente centrale

GOVERNANCE DEL MODELLO: Le soluzioni tecnologiche a supporto dovrebbero garantire a ciascuna amministrazione la possibilità di gestire porzioni di catalogo.

nel paragrafo è ancora citato il Piano Triennale 2017-2019 e non il nuovo.

inoltre, rispetto al “catalogo” si tratta di quanto previsto all’art.20, comma 9, lettera b) del D.L. n.179/2012 oppure di quanto previsto dall’art.73, comma 3-ter, comma c) del CAD?

“Gli erogatori devono descrivere le loro API/servizi classificando le informazioni scambiate ove possibile collegandole ai vocabolari controllati e a concetti semantici predefiniti, utili anche a determinare l’impatto rispetto ai regolamenti in tema privacy e GDPR, e applicando tag di categoria. Il Catalogo può facilitare questo processo attraverso opportune euristiche.”

Che cosa s’intende per opportune euristiche? Si è pensato a come legare le API specificate in OpenAPI con le ontologie definite dal DAF?