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Lo Sportello Unico Digitale Europeo

L’ultima speranza (o illusione :interrobang: ) di vedere superato il bizantinismo della nostra burocrazia nella offerta da parte della PA dei servizi pubblici è la messa in pratica delle disposizione del regolamento UE 2018/1724 che impone forme di e-government che siano realmente “accessibili”

Abbiamo quindi due date da monitorare e cioè il 12 dicembre 2022 con eventuali tempi supplementari al 12 dicembre 2023.

Nell’articolo che si cita, l’autore ripone molte speranze a questo momento ma si parla dei SUAP come un’esperienza positiva. Io invece ritengo che quella dei SUAP è stata un’occasione persa perchè se andiamo a vedere come è stata realizzata la digitalizzazione dei vari servizi di autorizzazione gestiti dagli Sportelli Unici vediamo che ogni sportello si è creato il suo sito con la sua procedura di gestione senza seguire uno standard e il risultato è una Torre di Babele.

Cioè il SUAP del comprensorio territoriale del Sangro-Aventino che raggruppa i comuni di Lanciano e dintorni, ha un portale molto diverso dal Suap del comprensorio chietino-ortonese (parliamo di comuni della stessa provincia di Chieti e che sono a pochi chilometri uno dall’altro).

Speriamo quindi che non si perda anche questa occasione per far fare quel salto di qualità alla nostra PA, che tutti si aspettano dalla nuova era del PNRR … :roll_eyes:

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Concordo con te, è una “semplicistificazione”, fallita in partenza; oltretutto agli uffici preposti arriva una pletora di documenti articolati e complessi, neanche distinti per ufficio destinatario, che non è neanche immediato decodificare e controllare. Ciò comporta che, a prescindere dalla modulistica per l’avvio attività in senso stretto (es. autorizzazioni commerciali, pratiche camerali e affini), tutta la restante modulistica di pertinenza di altri uffici resta pienamente in vigore e deve essere separatamente compilata (es. quella degli Uffici tributari degli Enti locali). Penso che ci sarebbe voluto poco a rendere sensata e ragionevole questa procedura: una scheda anagrafica unitaria, una scheda sul tipo di attività, una scheda sull’immobile utilizzato, una scheda specifica per ogni Ufficio comunque interessato per i soli profili di competenza, e soprattutto un portale unico accessibile a tutte le PP.AA. direttamente coinvolte nei controlli in cui caricare atti/osservazioni visibili ad altre PP.AA. (senza bisogno di complicate e irrealistiche navette e/o conferenze di servizi)…

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Tante volte mi sono chiesto per quale motivo non sono riusciti a partorire una modulistica UNICA, almeno per quanto riguarda le stesse informazioni che devono essere date ai destinatari principali Cciaa, AdE, Inps, Inail.

L’unica spiegazione che mi do è che i partiti si sentono impotenti. Non c’è mai stato qualche leader politico influente che abbia avuto il coraggio di far sedere a un tavolo tecnico i tecnici di queste PA con la missione di arrivare obbligatoriamente entro una certa data a un risultato di unificazione dei flussi informativi.

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Pensa alla stessa c.d. “comunicazione unica” (2007): in realtà non era altro che la somma delle precedenti pratiche da presentare ai vari uffici (“unica” un bel niente). Io non la vedo in termini di “impotenza”, la vedo in termini di “ignoranza”, cioè non conoscenza di chi detta le norme e le regolamentaziono rispetto a ciò che è richiesto effettivamente dalle PP.AA. interessate e quindi ad esse necessario (lo vedo spesso). P.es. pensa a chi è coinvolto nell’elaborazione delle regole: ministri e sottosegretari, alti dirigenti ministeriali, ANCI, UPI e Conferenza dei presidenti delle Regioni … mai gli addetti ai lavori, si commenta da sé…