La sperimentazione MaaS for Italy a Bari prova a cambiare un’abitudine profonda: organizzare gli spostamenti quotidiani, in un contesto ancora fortemente dipendente dall’auto privata, attraverso applicazioni che permettono di acquistare servizi di mobilità diversi, integrati in una (o più) app.
Il forte tasso di innovazione della misura si confronta con una realtà in cui qualità percepita del TPL, cultura digitale e disponibilità di servizi condivisi variano sia all’interno del capoluogo stesso, sia tra i comuni dell’area metropolitana coinvolti, rendendo più complesso il salto verso una mobilità davvero “as a service”.
Per superare queste barriere, la strategia del soggetto attuatore è partita da incentivi molto elevati: fino a 70 euro al mese (85 per le categorie più fragili) a cui si aggiungevano un welcome bonus di 50 euro per ogni app scaricata e un voucher una tantum per la compilazione dei questionari CAMI, così da spingere le persone a registrarsi e sperimentare il MaaS come sistema (quindi avere la possibilità di prenotare e pagare da un’unica app. biglietti o corse su diversi sistemi e operatori) a costi fortemente ridotti.
Ogni mese, indipendentemente dall’utilizzo, il voucher veniva azzerato e ripristinato per intero, privilegiando la logica di un plafond sempre disponibile rispetto a meccanismi di cashback.
La scelta è stata infatti quella di non puntare sul rimborso di una quota della spesa totale, ma su voucher di alto valore e su uno sconto del 50%.
La quota di sconto veniva sottratta dal voucher mensile, fino alla concorrenza del valore dell’incentivo, sugli acquisti effettuati tra i sistemi di mobilità presenti sulle piattaforme aderenti alla sperimentazione.
Questa prima fase ha avuto un ruolo quasi “didattico”, aiutando a superare diffidenze verso il digitale e criticità del sistema di trasporto, e ha portato oltre 17.000 iscritti, più di 11.000 utenti che hanno utilizzato almeno una volta i servizi e oltre 140.000 viaggi acquistati con uno sconto del 50%.
Ora la sperimentazione entra nella fase conclusiva, ma anche più delicata: gli incentivi vengono ridotti e rimodulati a 20 euro al mese per tutti, senza bonus né voucher aggiuntivi, per osservare quanto l’uso di app e servizi MaaS regga con un sostegno economico molto più contenuto.
In un’area dove la percezione del TPL, del trasporto pubblico in generale e dei sistemi digitali non è ancora pienamente favorevole, questa fase a “basso incentivo” servirà a capire se le nuove abitudini hanno attecchito oltre lo sconto e a mettere a disposizione delle amministrazioni dati utili per definire nuove strategie e politiche di mobilità, orientate alla diffusione di un modello sempre più integrato e sostenibile, dal punto di vista ambientale e sociale.
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