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MIicropagamenti elettronici

Ricordate le quattro eccezioni tassative a pagoPA come metodo di pagamento:

a) «Delega unica F24» (c.d. modello F24) fino alla sua integrazione con il Sistema pagoPA;
b) Sepa Direct Debit (SDD) fino alla sua integrazione con il Sistema pagoPA;
c) eventuali altri servizi di pagamento non ancora integrati con il Sistema pagoPA e che non risultino sostituibili con quelli erogati tramite pagoPA poiché una specifica previsione di legge ne impone la messa a disposizione dell’utenza per l’esecuzione del pagamento.
d) per cassa, presso l’ente e/o il soggetto che per tale ente svolge il servizio di tesoreria o cassa;

diciamo che un comune volesse realizzare, a grandi linee, un’app per il pagamento del posteggio che prevede cosi’ a grandi linee:

  • registrazione al servizio della persona e dell’auto;
  • generazione di un contrassegno/qr code da applicare all’auto;
  • a inizio sosta indicazione tramite app e scansione del qrcode del tempo di sosta previsto e pagamento con credito del telefono o altre forme di pagamento (carta di credito, paypal, satispay o altre diavolerie moderne);
  • verifica da parte dei controllori tramite scansione del qr code e collegamento al sistema che dice se la sosta e’ pagata o meno.

Dubbi:

  • questa soluzione, che cosi’ e’ estranea a pagoPA, sarebbe legittima?
  • Se non lo fosse, come sarebbe riconducibile a soluzione pagoPA-compliant?
  • cambierebbe qualcosa se il servizio di pagamento tramite app fosse gestito da una s.p.a. ad hoc per la gestione dei parcheggi e altri servizi partecipata dal comune?
  • cambierebbe qualcosa se il servizio di riscossione della tariffa dei posteggi fosse data in concessione a un concessionario privato?

NOTA: so che esistono servizi di pagamento del posteggio tramite app e qr-code, non so minimamente come funzionano. Quanto descritto sopra e’ frutto di una pensata estemporanea mentre cercavo gli ultimi dieci centesimi per convincere un parchimetro a rilasciarmi un tagliando per la sosta minima. Inoltre si tratta di un esempio giusto per introdurre una situazione apparentemente difficile da ricondurre allo schema pagoPA.

Ciao Francesco, cercherò di rispondere meglio che posso ai tuoi dubbi anche se sinceramente non sono sicuro di averli ben compresi. Tu stesso ammetti di non conoscere bene il processo e quindi alcuni requisiti risultano piuttosto indeterminati:

  • Qualsiasi soluzione che utilizzi il sistema pagoPA è legittima. Semmai può essere illegittimo, per un soggetto obbligato, non renderlo disponibile. PagoPA non interferisce con i processi di business, ma si integra con essi solo e unicamente per consentire il pagamento. Allo stato non abbiamo mai registrato problemi e sono confidente che non ne troveremo neppure nel caso del pedaggio del parcheggio.
  • Nell’esempio che ci proponi indichi che stai pensando a una soluzione con parchimetro (che peraltro non è un requisito necessario). Visto che l’indeterminatezza degli ulteriori requisiti, possiamo immaginare un parchimetro che, una volta calcolato il pedaggio, sia in grado di mostrare un QRcode composto secondo le specifiche pagoPA. Ci sono diverse APP in grado di gestire un pagamento inquadrando il QRcode con il terminale mobile. Dal prossimo aprile sarà disponibile l’APP IO con tale funzionalità. Mi sembra con ciò di aver delineato un esempio di servizio pagopa compliant. NB Non parlo della generazione del contrassegno nè dei dati da fornire a chi deve controllare, perché non riguardano il pagamento.
  • Per gli ultimi tuoi due dubbi rispondo che il processo di pagamento su pagoPA non dipendono dalla natura giuridica dell’Ente Creditore.

Grazie. Cerco di essere piu’ chiaro. Parto dal fondo.

Anzi, parto da un esempio: per Natale sono rientrato a Firenze ed era pieno di cartelloni che pubblicizzavano la app easypark (https://easyparkitalia.it/) per pagare il posteggio. Non so che rapporto ci sia fra Comune di Firenze, s.p.a. a partecipazione pubblica che gestisce i parcheggi e proprietario della app easypark. Moralmente mi sento di dire che il posteggio si paga al Comune, indipendentemente da soggetti intermedi. Domanda: quale rapporto ci deve essere fra questo flusso di denaro generato dal pagamento tramite questa app e pagoPA?

Tornando alla mia ipotesi.
Sulla natura giuridica: pagoPa e’ senz’altro obbligatorio per le pubbliche amministrazioni. Mi chiedevo - ancora non l’ho capito - se nel caso di pagamenti a societa’ partecipate (spesso societa’ per azioni) che si occupano di gestione di servizi o di concessionari di servizi/riscossione pagoPA è ancora obbligatorio. Non è una questione tenico-informatica ma proprio di diritto. E va oltre i parcheggi.

Sono stato poco chiaro ma l’esempio che proponevo, così come è, non passa da pagoPA.
Non prevede nemmeno un parchimetro. ma è tutto virtuale: semplicemente registri la tua auto al servizio e a un certo punto dici al servizio che vuoi autorizzare la sosta dell’auto dalla ora T per N minuti nella zona di sosta Z.
Chi sviluppa la app svilupperà anche dei metodi per farsi pagare dall’utente (carta di credito registrata, con un conto paypal collegato, SDD a fine mese stile telepass, credito di telefono ecc.) e poi far avere i soldi all’ente creditore.

Il modello che proponi tu si basa sull’emissione su strada di un avviso analogico concentrato in unQRCode che a quel punto il pagante avvia al pagamento “nei modi tradizionali”. Probabilmente il modello avviso di pagamento e le commisisoni che oggi si tira dietro non è il più indicato per questi micropagamenti. L’ente creditore di turno dovrebbe quindi escogitare qualcosa.

Sicuramente i metodi ad hoc scritti sopra collegati alla app non sono pagopa-compliant.
Come possono essere ricondotti nell’alveo delle regole pagoPA?
Basta forse che l’ente creditore appalti il servizio di gestione dei parcheggi tramite app e relativo incasso tramite app a un soggetto privato e poi si faccia versare dal soggetto privato i soldi incassati tramite un pagamento pagoPA?
Far transitare ogni singolo micropagamento dal nodo SPC via PT mi sembra un onere eccessivo, tanto piu’ che in uno scenario di micropagamenti che devono essere immediati, anche solo dal punto di vista del tempo, l’eventuale scelta del PSP o l’autenticazione al WISP renderebbero la “user experience” piuttosto problematica. Inoltre, da quanto pubblicato circa i pagamenti pagoPA via POS, ricordo di aver capito che, se non si addebitano commissioni all’utente la scelta del PSP puo’ essere effetutata a monte dall’ente creditore: in tal caso il passaggio dal nodo SPC è necessario?

Capisco che suono cervellotico, ma garantisco che a vivere nella trincea dell’amministrazione (locale) di situazioni come questa se ne trovano tante, si ricevono tante proposte da parte di privati aspiranti partner della digitalizzazione dei servizi. Non sempre si riesce a capire se quanto proposto e’ conforme alle regole o meno (e, ricordo, la conformità alle regole è sempre responsabilità dell’amministrazione, non ci sono bollini di conformità né manleve di sorta)

Per quanto riguarda l’obbligo di adesione a pagoPA invito a consultare le ns FAQ, ad esempio, per le società partecipate: https://pagopa-doc-faq.readthedocs.io/it/latest/#enti-utenti-e-obbligatorio-per-un-ente-pubblico-offrire-come-metodo-di-pagamento-pagopa

Io continuo a non vedere difficoltà insuperabili nell’utilizzo di pagoPA, ma rispetto l’opinione di tutti. Invito tuttavia ad approcciare questi temi con mente aperta anche perché il sistema è in rapida evoluzione e potrebbe dare delle sorprese. Mi limito a segnalare un paio “fatti poco noti” potrebbero far riflettere:

  • Ci sono già esempi (ancorché in numero insufficiente) di commissioni il cui valore è commisurato all’importo dei micropagamenti

  • Sul WISP è possibile, per gli utenti registrati, impostare il pagamento in modalità one click

Grazie ancora.

Nemmeno io. Dispiace dare l’idea di quello che accampa problemi o difficoltà dove non ci sono e mente aperta cerco di averne a sufficienza. Proprio per quello mi sforzo, nel mio piccolo, di pensare a metodi per “transire” al digitale nel quadro delle linee di indirizzo nazionale. Mi sforzo quindi di capire come funziona il sistema.
A me piacerebbe eccome che un comune potesse offire un servizio immediato come mobike che inquadri il qrcode e inizi a pedalare. Mi chiedo quindi come si potrebbe realizzare nel quadro normativo-reoglamentare esistente.

Quanto alla continua evoluzione: forse sta li’ il problema, da un lato l’obbligo tassativo con tanto di deadline, dall’altro evoluzioni e cambiamenti. ll rischio concreto e’ che le amministrazioni si focalizzino sul mero adempimento formale (trovare un PT e censirsi sul portale delle adesioni) invece che sulla reale opportunità di migliorare i servizi resi e pure lavorare di meno.

Il dubbio su easypark comunque mi resta: secondo me i parcheggi a Firenze muovono soldi che sfuggono del tutto a pagoPA.
E aggiungo: oppure, se così non è, se il metodo easypark è del tutto conforme alle regole che dobbiamo rispettare, vediamo di condividere come funziona.

Vorrei chiarire che per me evoluzione significa incremento dei servizi di pagamento offerti dai PSP (specialmente quelli basati su dispositivi mobili) e decremento delle commissioni. Il tutto in un quadro normativo e tecnologico stabile

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Ho visto che il sistema easypark sta prendendo davvero piede nei comuni italiani per il pagamento dei parcheggi.
Qualcuno ha capito in che modo easypark si integra con pagopa, l’“unico strumento di incasso” per p.a. e gestori di pubblici servizi e il cui utilizzo è “obbligatorio […] per ogni tipologia di incasso, senza nessuna esclusione”?