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Modulistica editabile ed inviabile on line con certificazione dell'Utente con SPID

Nei vari portali web della P.A. non sono sviluppate tecnologie che consentono al cittadino di interagire con la pubblica amministrazione attraverso l’invio via web di moduli editabili con certificazione dell’utente.
Sotto una dimostrazione concreta di un applicativo installato ad un comune, che consente di inviare moduli completamente editabili via web con certificazione dell’utente con SPID eo PIN ( registrazione dal portale); Modulistica on line
Sarebbe utile e doveroso inserire nel piano triennale modalità di tale fattispecie che consentirebbero una vera dematerializzazione all’origine del procedimento amministrativo.
Contrariamente quasi tutte le amministrazioni adottano la consueta modilistica in formato .pdf o peggio ancora con formati proprietari .doc, ecc.

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Grazie della segnalazione @anto,
in realtà è una delle attività su cui stiamo spingendo lato SPID e che verrà ulteriormente integrata con il processo di Firma elettronica avanzata o qualificata tramite SPID.
Oltre all’invio di moduli alla PA sarebbe utile, aggiungo i miei 2 cents, un completo refactoring delle modalità di invio “moduli” alla PA partendo non dalla digitalizzazione del modulo ma dal processo digitale del servizio.

P.S. INPS ha già integrato un processo di FEA nel servizio di pensione anticipata.

Umberto Rosini
Agenzia per l’Italia Digitale

Art. 64 2-octies DECRETO LEGISLATIVO 07 marzo 2005, n. 82
" Le pubbliche amministrazioni consentono mediante SPID l’accesso ai servizi in rete da esse erogati che richiedono identificazione informatica".
Appare ridondante applicare la firma digitale ad un accesso ai servizi con lo SPID, l’utente è già identificato dal sistema e firmare con firma digitale il documento che si vuole inviare diverrebbe un onere aggiuntivo oltre che un costo.
L’applicativo che ho evidenziato consente innanzitutto la registrazione con SPID e mediante dei forms editabili, che prelevano all’apertura del form medesimo, i campi anagrafici dal data base del gestore dello SPID, importandoli sul form in modo immodificabile (es: richiesta di prestazione amministrativa).
Quindi l’utente è già certificato dall’accesso all’area riservata e mediante un java script il modulo con campi obbligati vine spedito con pulsante invia ad un indirizzo di posta elettronica certificata dell’amministrazione di competenza.
Analoga copia in formato .pdf , viene ricevuta dal medesimo utente all’indirizzo mail dichiarato con un I.D. univoco con caratteristiche provvisorie in attesa di protocollazione da parte dell’Amministrazione.
L’accesso ad un’apposita tabella del data base contenente i moduli spediti, con accesso riservato all’amministratore del sistema, consente ulteriore momento di verifica di invio e ricezione dell’istanza.
Sul form iniziale è possibile allegare ulteriori modelli con identificazione SPID di altri eventuali soggetti su modulo apposito da allegare all’istanza iniziale.
In conclusione avremmo un’istanza iniziale con allegati tanti sottomoduli editati mediante accesso riservato di ciascun elemento familiare, riuniti in un’unica richiesta di procedimento amministrativo.

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Salve @anto,
Seguo una parte (anche se piccola) della realizzazione dei servizi on line per la mia amministrazione e mi trovo spesso a suggerire linee di implementazione a colleghi del territorio.
condivido la posizione che hai espresso e, per quanto poco possa sembrare, non sono pochi i colleghi che la conividono e la mettono già in pratica.

Nota:
L’articolo a cui fare riferimento è il 65 (vedi dopo) “Istanze e dichiarazioni presentate alle pubbliche amministrazioni per via telematica.”

Effettivamente, nel piano triennale e nelle linee guida di design è assente l’indicazione puntuale che indichi e che sintetizzo in “E’ preferibilibile l’utilizzo di form on line al posto di invio di copie digitali di documenti cartacei ovvero di invio di dati non strutturati, come un documento digitale sottoscritto”.

C’è da dire che si tratta di una problematica ampia in quanto un utilizzo esclusivo andrebbe a privilegiare alcuni strumenti di identificazione piuttosto che altri (ne traebbero vantaggio gli utilizzatori di CNS, CIE e SPID, mentrene avrebbero svantaggio gli utilizzatori di firme digitali)

Di contro una generazione ab origine del dato già in forma strutturata porterebbe vantaggi sia per l’amministrazione che per la comunità tutta.

Una ostacolo da rimuovere che segnalo a chi segue a livello strategico il piano triennale (@spiunno ) e il rapporto con la comunità (@rasky ) è costituito dalla presenza in normativa di norme specifiche che vincolano all’uso della firma digitale o che si sovrappongono al CAD.

Ad esempio (ne porto solo due):

  • SUAP
    DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 7 settembre 2010, n. 160
    Regolamento per la semplificazione ed il riordino della disciplina sullo sportello unico per le attivita’ produttive, ai sensi dell’articolo 38, comma 3, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. (10G0183) (GU n.229 del 30-09-2010 - Suppl. Ordinario n. 227 ) che obbliga l’invio di documenti firmati

  • ecosistema giustizia
    LEGGE 18 giugno 2009, n. 69
    Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitivita’ nonche’ in materia di processo civile. (09G0069) (GU n.140 del 19-06-2009 - Suppl. Ordinario n. 95 ) che obbliga l’invio di documenti firmati

Spero di aver portato un contributo.

Cordialmente

uno dei problemi che ci si trova a risolvere è anche l’integrazione con i sistemi di protocollo ed i sistemi di conservazione… molte softwarehouse propongono il loro modulo per le istanze online, ma poi ci si trova (come piccoli enti) ad affrontare il discorso di integrazione con i restanti moduli software necessari per la corretta gestione della pratica (iter worflow etc…)

Non ci sono le idee chiare.
Seguo da diversi anni l’evoluzione normativa del processo di dematerializzazione.
Gli esperti giuristi, che di fatto redigono la norma, spesso non hanno competenze inforrmatiche, di contro i soggetti con competenza informatica non hanno competenze normative e giuridiche.
Di fatto si viaggia in ordine sparso, basta visionare la corposa normativa prodotta dagli anni 2005 ( CAD) e modifiche successive, per comprendere che si sta cercando di mettere delle “patch” a corpose e consolidate prassi regolamentate da testi e leggi antecedenti che disciplinano il procedimento amministrativo.
Appena si cerca di mettere a regime un’applicazione informatica che contempla la norma, subito vi è la modifica legislativa.
Come cittadino, sarei interessato ad avere servizi web interattivi, che consentono un risparmio di tempo ed in modo virtuale avere possibità di definire procedimenti amministrativi con la P.A., senza dover fare code agli sportelli di front office, trovarmi nel traffico caotico cittadino per recarmi fisicamente all’ufficio di pertinenza, perdere tempo prezioso che potrei dedicare alle mie passioni, possibilmente senza dover onerosamente alimentare aziende che forniscono servizi di identificazione e certificazione.
Il Sistema Pubblico di Identificazione Digitale dovrebbe garantire tutto questo, diversamente sarebbe stato sufficiente il possesso di una Pec, la Firma digitale qualificata ed un accesso riservato al portale web mediante comune registrazione…
Cordialmente

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Con l’utilizzo dello SPID la firma digitale e la P.E.C. in uso da parte del comune cittadino dovrebbe sparire.
Permarrebbe solo a carico dei liberi professionisti e dei responsabili del procedimento amministrativo della P.A.
Il cittadino dovrebbe essere identificato con il solo accesso SPID ed essere in grado di presentare istanze per l’avvio di un qualsiasi procedimento amministrativo con la sola identificazione del sistema.