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Notifiche email a valore legale?

Buongiorno, sul portale cittadini ANPR e sulla relativa guida trovo una frase molto difficile da digerire

Nell’ambito della definizione del profilo del cittadino, dove è possibile rilasciare indirizzo email e numero di cellulare, leggo che

In questa area, cliccando sul pulsante “Inserisci i tuoi recapiti”, puoi digitare i tuoi contatti. In particolare se vorrai avvalerti della facoltà di inviare una “Richiestadi rettifica dati” dovrai necessariamente essere fornito di un indirizzo “Email validato”.

Questo significa che tutte le comunicazioni da parte di ANPR e degli Enti che accedono alla base dati di ANPR (ad es. il tuo comune) potranno essere fatte in modalità digitale e con pieno valore legale.

Ma… scherziamo? Il pieno valore legale al massimo lo ha la PEC. Adesso vogliamo dare valore di notifica alle email tradizionali?
Forse mi sfugge qualcosa?

Io dico che la guida al sito di ANPR non ha alcuna valenza normativa, quindi li si può dire quello che si vuole. Anzi io spero proprio che il mio Comune pensi così di notificarmi le multe per mail: sarei sicuro di non pagarle.

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La email (posta elettronica ordinaria) in linea di principio non ha alcun valore precostituito ed è liberamente valutabile dal giudice (ci sono delle analogie con la firma elettronica semplice), quindi parlare ritualmente di notifica la vedo difficile. Ritengo però che uno spiraglio lo possa offrire l’art. 3-bis comma 4-quinquies CAD, laddove parla di elezione di domicilio speciale in un domicilio digitale diverso da quello iscritto in INI-PEC: concetto molto criptico (è un’altra PEC? È un indirizzo email?) su cui non si è, che io sappia, formata giurisprudenza, quindi poco certo e sicuro in un potenziale contenzioso…

@djechelon, in effetti la formulazione di quel passaggio della guida ingenera una discreta confusione. Perche’ non poni la questione direttamente a SOGEI, tramite il GitHub di ANPR?
Andrebbe chiarita la portata di quel passaggio che, letto distrattamente, sembra appunto indicare quella casellina del form come il luogo per dichiarare al mondo il proprio domicilio digitale, quando sembrerebbe piu’ una email tecnica per interagire con l’interfaccia web di ANPR.

In generale, io direi che quanto scritto non è una bestialità in senso assoluto, perche’ non c’è nessuna mutua implicazione fra “valore legale” e “PEC”, ma occorre contestualizzare meglio. Possiamo avere comunicazioni PEC prive di valore legale e comunicazioni su email semplice con valore legale.

Pero’ ecco, se apri l’issue su GitHub magari capiamo meglio le intenzioni di ministero e SOGEI.

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Secondo me ci sta che si richieda una validazione dell’indirizzo mail della persona che presenta una richiesta di rettifica dati in ANPR,
ma la seconda frase

in effetti non ha alcun valore giuridico, in attesa della piena definizione del domicilio digitale…

La mail può essere utilizzata SOLO per quel procedimento, quindi dovrebbe essere escluso l’utilizzo per tutte le altre comunicazioni, addirittura dagli eventuali altri enti che consulteranno ANPR;
o comunque, la persona dovrebbe poter scegliere se dare il consenso per l’utilizzo del proprio indirizzo mail solo per quel procedimento, o anche per altre comunicazioni.

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Grazie per la segnalazione @djechelon

La frase era un refuso, abbiamo provveduto ad aggiornare la guida,

Saluti

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Grazie a tutti

Grazie a @ettoremazza per aver evidenziato un uso improprio di un domicilio digitale prima che sia emanata una norma di merito.

Grazie a @Patrizia_Saggini perché a pensarci bene quella mail è certamente quella che verrebbe usata da tutte le amministrazioni per il procedimento di rettifica anagrafica.

E grazie a @mttfranci per aver fixato :partying_face:

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Grazie a voi per il contributo :slight_smile: