menu di navigazione del network

Ortofoto AGEA 2021-2023

ORTOFOTO AGEA 2021-2023

Sul sito del ministero delle politiche agricole [1] è uscito il bando per la “gara a procedura aperta sopra soglia per la conclusione di un accordo quadro con un unico operatore economico ai sensi dell’art. 54 comma 3 del d. lgs. 50/2016 e smi per l’affidamento dei servizi di telerilevamento ed elaborazione cartografica”.

Insomma, è uscito il bando per l’esecuzione delle c.d. “ortofoto AGEA”.

nel sito ci sono tutti i documenti di gara e andando a vedere in particolare l’Allegato 5 si legge:

  • oggetto del servizio:
    a) Ripresa Aerea;
    b) Processamento dei dati per la produzione di ortofoto tematiche;
    c) Ortorettifica immagini satellitari.

per quanto riguarda proprietà e licenze d’uso, l’art. 27 stabilisce che tutti i diritti di proprietà, utilizzo, sfruttamento economico saranno di titolarità esclusiva del ministero, ivi inclusi, a titolo esemplificativo e non esaustivo, i diritti di pubblicazione, riproduzione, distribuzione, diffusione (con qualsiasi mezzo e forma), utilizzo in qualsiasi forma e modo, elaborazione o trasformazione.

Bene, tutto a posto quindi?

finalmente già in fase di indizione della gara si stabilisce che le c.d. “ortofoto AGEA” saranno pubblicate come open data?

eh no…
infatti i successivi commi riportano in sintesi che:

  • il ministero concede in licenza d’uso i prodotti alle amministrazioni pubbliche
  • il Fornitore sfrutta i prodotti per la cessione a tutti quelli che non sono PA, senza vincoli temporali.

anche questa volta facciamo open data la prossima volta?

non so quali spazi ci siano per chiedere spiegazioni, contestare questa impostazione del bando, vero è che a fronte del valore del servizio di 15 milioni di euro, lasciare al Fornitore il diritto di sfruttamento senza vincolo di tempo, mi sembra francamente eccessivo.

[1] https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/16755


Riporto interamente l’art. 27 relativo alla proprietà e diritti di sfruttamento dei prodotti.

  1. PROPRIETÀ DEI PRODOTTI E DELLA DOCUMENTAZIONE, TITOLARITÀ DELLE OPERE DELL’INGEGNO, UTILIZZO E SFRUTTAMENTO

27.1 Tutti i diritti di proprietà e/o di utilizzazione e sfruttamento economico dei prodotti di fornitura, comprensivi di tutti i prodotti intermedi, (come dettagliatamente indicati al capitolo 4 del Capitolato Tecnico), nonché di qualunque altro materiale e documentazione realizzato dal Fornitore o da suoi dipendenti e collaboratori nell’ambito o in occasione dell’esecuzione dell’Accordo Quadro, saranno di titolarità esclusiva del Mipaaf, ivi inclusi, a titolo esemplificativo e non esaustivo, i diritti di pubblicazione, riproduzione, distribuzione, diffusione (con qualsiasi mezzo e forma), utilizzo in qualsiasi forma e modo, elaborazione o trasformazione.

Il Mipaaf, in quanto titolare dei predetti diritti, potrà cederli liberamente o concederli in licenza nei limiti di quanto stabilito nei commi successivi.

27.2 Il Fornitore si obbliga espressamente a fornire al Mipaaf tutta la documentazione ed il materiale necessario all’effettivo sfruttamento di detti diritti di titolarità esclusiva, nonché a sottoscrivere tutti i documenti necessari all’eventuale trascrizione di detti diritti a favore del Mipaaf in eventuali registri od elenchi pubblici.

27.3 La documentazione di qualsiasi tipo derivata dall’esecuzione dell’Accordo Quadro è di esclusiva proprietà del Mipaaf che ne potrà disporre liberamente.

27.4 In particolare, il Mipaaf potrà fornire i prodotti indicati ai precedenti commi, e nelle modalità sopra indicate, alle amministrazioni (come meglio definite nel Capitolato Tecnico) a qualsiasi titolo operanti nel comparto agricolo, forestale, agroalimentare e della pesca di cui all’art. 15 del D. Lgs. 173/98 e a tutte le amministrazioni in genere di cui al D.Lgs. 165/2001.

27.5 Il Mipaaf concede sin d’ora licenza d’uso, in favore del Fornitore, dei prodotti di fornitura, comprensivi di tutti i prodotti intermedi, (come dettagliatamente indicati al capitolo 4 del Capitolato Tecnico), senza oneri aggiuntivi per lo stesso, ed in via esclusiva per ciò che attiene allo sfruttamento dei predetti prodotti da parte di soggetti terzi diversi dalle amministrazioni così come disciplinato al precedente comma 27.4.

Tale licenza è da intendersi non soggetta a limitazioni temporali.

27.6 In virtù della licenza di cui al precedente comma 27.5, il Fornitore potrà, a sua volta, concedere in licenza d’uso i prodotti di fornitura, ivi inclusi tutti i prodotti intermedi, (come dettagliatamente indicati al capitolo 4 del Capitolato Tecnico), solo ed esclusivamente in favore di soggetti terzi diversi dalle amministrazioni così come espresso al precedente comma 27.4.

27.7 Le Parti concordano, pertanto, che solo il Mipaaf, e non anche il Fornitore, potrà concedere licenza d’uso dei prodotti di cui sopra in favore delle amministrazioni così come disciplinato al precedente comma 27.4. Il Fornitore, e non anche il Mipaaf, potrà invece concedere in licenza i predetti prodotti in favore di soggetti terzi diversi dalle amministrazioni sopra indicate, come stabilito al precedente comma 27.6.

2 Mi Piace

Mah, capisco il senso del suo POST, ma questi dati hanno un rilevante valore di mercato, scegliere di pubblicarli come OPENDATA significa pagare al fornitore tutto quel valore e, a mio avviso, trascende un po’ il senso degli OPENDATA. Qui non si tratta di rendere disponibili dati raccolti (o comunque in possesso) dell’Amministrazione, bensì di rendere Open un prodotto (generico) sviluppato da uno specifico fornitore; un po’ estremizzando è come se acquistando la licenza di Windows l’Amministrazione decidesse di renderla disponibile per tutti. Non credo sia questa la ratio degli opendata.
Inoltre lasciando i diritti al fornitore, in un mercato in concorrenza, si abbasserà il prezzo di aggiudicazione (i 15 milioni di cui lei parla sono solo la base d’asta) e quindi ci sarà un risparmio per l’Amministrazione.
Diverso sarebbe il caso in cui l’Areonautica decidesse di fornire un servizio del genere, allora lì si che sarebbe il caso di pubblicare come OPENDATA tutte le informazioni relative.

mi permetto di fare presente una serie di considerazioni per evidenziare, almeno spero, quanto siano importanti le ortofoto AGEA e quanto sia inopportuna, ovviamente a mio avviso, questa scelta così restrittiva.

Le ortofoto AGEA non sono un prodotto generico ma tematico finalizzato al riconoscimento delle colture (refresh). infatti il volo è effettuato in piena estate, cosa che generalmente si evita per i voli “cartografici”.
Il volo AGEA è ormai l’unico prodotto a livello nazionale che garantisce una ripresa aerea “frequente” e riveste una importanza fondamentale non solo in ambito agricolo ma anche per altri settori. non è trascurabile poi il fatto che, al contrario delle produzioni locali a cura delle Regioni, garantisce una informazione coeva per amplissime porzioni di territorio italiani. Ad esempio, vado a memoria, tutta la pianura padana è stata volata nel 2012 in pochissime settimane.

Le riprese aerofotografiche sono un dato ambientale ai sensi del decreto legislativo n. 195 del
2005, Art. 2. [1] e quindi soggette alla pubblicazione ai sensi del d.lgs. 33/2013 (c.d. Decreto Trasparenza), Art. 40 [2] .
Anche la Direttiva INSPIRE colloca le ortofoto nell’Annex II, a riprova del contenuto ambientale che esse rivestono.
Lasciare i diritti al Fornitore (peraltro senza limiti temporali) va contro la ratio degli open data che è quella di favorire il riuso in ottica di mercato. quella base conoscitiva è fondamentale per qualunque lavoro di in cui la componente spaziale è rilevante.
non comprendo poi il parallelismo con la licenza software che infatti è una licenza d’uso e nulla c’entra con l’oggetto del bando, dato che la PA diventa proprietaria della fornitura (è una fornitura e non un servizio). Scopo del Bando dovrebbe essere non risparmiare ma avere un prodotto e rimettere in circolazione quel prodotto come open data che, non lo dico io tutti gli studi sull’argomento, provoca un aumento di valore legato alle attività professionali legate a quel dato.
Non è un caso ad esempio che tutti i prodotti Sentinel del Progetto Copernicus siano resi disponibili in open data.

Non sono informato sul contenuto dei progetti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ma una attività strategica come la conoscenza aggiornata del territorio attraverso le ortofoto meriterebbe davvero un posto d’onore in quella programmazione.

credo che un aspetto così importante non possa essere trascurato e considerato residuale.

s.


[1] DECRETO LEGISLATIVO 19 agosto 2005, n. 195
Attuazione della direttiva 2003/4/CE sull’accesso del pubblico all’informazione ambientale.

[2] DECRETO LEGISLATIVO 14 marzo 2013, n. 33
Riordino della disciplina riguardante il diritto di accesso civico e gli obblighi di pubblicita’, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni.

4 Mi Piace

Secondo me stiamo mancando un punto fondamentale che è quello della leva economica degli open data.

Gli Opendata prodotti/pagati dalla PA generano ricchezza.
E’ vero che anche mia madre li paga, ma ne guadagna direttamente (usufruendo di prodotti derivati, es: app del telefonino con i percorsi corretti…) e indirettamente (i servizi derivati dall’uso degli open data generano ricchezza tramite consulenze, creazioni prodotti, analisi, etc. e tutti questi passaggi sono tassati). Potenzialmente se ben utilizzati gli open data potrebbero/dovrebbero generare in tasse più di quello che sono costati.
Il programma Copernicus della Commissione Europea è stato rifinanziato con circa 6 Miliardi di euro. La stessa commissione ha stimato che questo investimento produrrà un ritorno economico che va dai 65 ai 130 miliardi di euro generando benefici 10 volte maggiori dei costi più la creazione di almeno 4000 posti di lavoro. Va da sé che le ortofoto avranno un impatto minore, stiamo parlando di ordini di grandezza diversi, ma dobbiamo smettere di guardare gli opendata solamente come “dati gratis” pagati dalla collettività ma come investimento. Spetta a tutti gli utilizzatori di questi dati, ingegnarci per creare servizi per la comunità dando un ritorno concreto sia in termini economici (tasse) che di servizi alla popolazione (mappature, analisi, etc.)

3 Mi Piace

Aggiorno i lettori di questo forum, segnalando che è stata posta la questione direttamente al RUP.
Nelle FAQ [1] pubblicate nel sito del ministero [2], è inserita la domanda e la risposta, laconica ma significativa: “si tratta di un refuso”.
I prodotti AGEA 2021-2023 non saranno dati in concessione al Fornitore sono dunque di proprietà del Ministero che li diffonderà ai privati secondo dei criteri a questo punto ancora da decidere.

Ora che la Direttiva 1024/2019 [3] relativa all’apertura dei dati e al riutilizzo dell’informazione del settore pubblico sarà recepita dagli Stati membri entro il 17 luglio 2021, credo proprio che a meno di eccezioni, che io comunque non sono in grado di cogliere, questi dati saranno davvero messi a disposizione del pubblico nella forma più libera che tutti auspichiamo.
La Direttiva, che vi invito a leggere e ad apprezzarne l’estrema comprensibilità, individua nell’Allegato 1 [3] le categorie tematiche di serie di dati di elevato valore: un enorme passo avanti sia per la cultura degli Open Data sia per il riuso in chiave economica che questa Direttiva susciterà.

s.


[1] https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/a%2F7%2F2%2FD.e658c4d3ab775f0f9949/P/BLOB%3AID%3D16755/E/pdf

Domanda
Nell’Allegato 5 “Schema Di Accordo Quadro” si legge al punto 27.1 che “Tutti i diritti di proprietà e/o
di utilizzazione e sfruttamento economico dei prodotti di fornitura … saranno di titolarità esclusiva
del Mipaaf, ivi inclusi, a titolo esemplificativo e non esaustivo, i diritti di pubblicazione, riproduzione,
distribuzione, diffusione (con qualsiasi mezzo e forma), utilizzo in qualsiasi forma e modo,
elaborazione o trasformazione”, come auspicato e previsto dal Codice dell’Amministrazione Digitale.
Tale punto 27.1 è però contraddetto dai successivi punti 27.5, in cui si concede al Fornitore la licenza d’uso dei prodotti di fornitura ed “in via esclusiva per ciò che attiene allo sfruttamento dei predetti prodotti da parte di soggetti terzi diversi dalle amministrazioni”, ed ancora dal punto 27.6, in cui il Fornitore può “a sua volta, concedere in licenza d’uso i prodotti di fornitura …, solo ed esclusivamente in favore di soggetti terzi diversi dalle amministrazioni”. Si chiede pertanto se i punti 27.5 e 27.6 siano un refuso.

Risposta
Le previsioni di cui ai punti 27.5 e 27.6 sono un refuso. Va pertanto considerato quanto previsto dal
punto 27.1.

[2] https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/16755

[3] https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32019L1024&from=EN

ALLEGATO I
Elenco delle categorie tematiche di serie di dati di elevato valore di cui all’articolo 13, paragrafo 1

  1. Dati geospaziali
  2. Dati relativi all’osservazione della terra e all’ambiente
  3. Dati meteorologici
  4. Dati statistici
  5. Dati relativi alle imprese e alla proprietà delle imprese
  6. Dati relativi alla mobilità
2 Mi Piace

Ho esperienza di contratti pubblici e questi mi sembrano dei peracottari!
Con un cambiamento del genere pensano di cavarsela con un chiarimento, senza nemmeno un’errata corrige ? A 5 giorni dalla scadenza!
Questo cambiamento richiederebbe una ripubblicazione figuriamoci!
Un bel ricorso non glielo toglie nessuno…

Decisamente concordo con Ettore: com’è possibile risolverla con un chiarimento? Nel 27.1 si cita esplicitamente che i commi successivi contengono limiti all’utilizzo da parte del Mipaaf…
E quindi i commi 27.5 e 27.6 devono essere espunti?
E il 27.7 che fa riferimento al 27.6 che fine fa?
Non sta in piedi nulla…

1 Mi Piace

Basta scrivere chiedendo l’annullamento della gara in autotutela. Se hanno un ufficio legale un minimo serio non se la sentiranno di continuare così.

1 Mi Piace

Ho anch’io seri dubbi che la cancellazione dei punti 27.5 e 27.6 risolva il pasticcio.
In realtà i punti dal 27.4 al 27.7 sono intercossessi.
Dovrebbero essere riscritti in qualcosa del genere:

27.4 In particolare, il Mipaaf potrà fornire i prodotti indicati ai precedenti commi, e nelle modalità sopra indicate, alle amministrazioni (come meglio definite nel Capitolato Tecnico) a qualsiasi titolo operanti nel comparto agricolo, forestale, agroalimentare e della pesca di cui all’art. 15 del D. Lgs. 173/98 e a tutte le amministrazioni in genere di cui al D.Lgs. 165/2001 nonché a soggetti terzi diversi dalle amministrazioni.

27.5 Le Parti concordano, pertanto, che solo il Mipaaf, e non anche il Fornitore, potrà concedere licenza d’uso dei prodotti di cui sopra in favore delle amministrazioni e di soggetti terzi diversi dalle amministrazioni così come disciplinato al precedente comma 27.4.

Mi dispiace ma non concordo minimamente con questa sua interpretazione, qualsiasi dato può avere o meno rilevante valore di mercato ma se si tratta di dati acquisiti o generati dalle pubbliche amministrazioni devono necessariamente essere pubblicati sotto forma di dataset pubblici, eventuali limitazioni potranno essere poi definite attraverso specifiche policy di riutilizzo ma tali scelte non devono in alcun modo precludere la possibilità, da parte dei cittadini e delle
imprese, di poter fruire delle informazioni collezionate dalle PA se non altro almeno a livello di consultazione. Faccio l’esempio dei dati dei cabinet FTTC pubblicati regolarmente da TIM e comunicati anche ad Agcom, sicuramente nutrono di un rilevante valore di mercato ed infatti il loro ri-utilizzo è regolato da apposite policy, nonostante ciò rappresentano ad esempio un’importantissima fonte per quegli amministratori pubblici che hanno necessità di conoscere lo stato di avanzamento dei lavori di copertura BUL sul proprio territorio. Posso portare numerosi altri esempi come i dati delle ARPA regionali e così via. Ribadisco, non concordo per nulla, senza polemica, con la sua posizione in merito al bando Agea.

TIM pubblica i dati delle centrali FTTC solo perchè il mercato delle TLC è regolamentato.
Questo fatto, inoltre, non ha nulla a che vedere col caso in questione; se una società di rilevamento aereospaziale decidesse di pubblicare i dati per il riuso (anche con delle policy) saremmo tutti contenti, ma non è di questo che si parla.
Qui si sta discutendo dell’opportunità di spendere molti più soldi per potere diventare proprietari dei dati anzichè acquisirne solo l’utilizzo.
Oltretutto se io fossi un azienda che producendo e vendendo quei dati “ci campa” non potrei proprio rispondere alla gara… poi dopo che vendo ? Se diventano di pubblico dominio ?

non penso che i dati FTTC siano pubblicati perché il mercato delle TLC è regolamentato, altrimenti dovrebbero pubblicare anche i dati degli interventi diretti fatti da Open Fiber sul portale bandaultralarga.gov.it, cosa che purtroppo non avviene visto che pubblicano solo gli interventi in concessione. Dipende solo dalla volontà di essere trasparenti o meno, tutto qui. Detto questo continuo a non condividere, probabilmente sbagliandomi come mi fa giustamente notare, che una pubblica amministrazione acquisisca o meglio acquisti dati con risorse che derivano dalle tasse di noi contribuenti e poi non le renda disponibili. Non sempre l’utilizzo di dati ed informazioni viene sempre fatto per fini di lucro e credo che una soluzione vada trovata affinché anche se pubblicati, set di dati come ad esempio questi di Agea, poi non possano essere utilizzati per finalità commerciali, ma siano comunque disponibili in consultazione per fini di ricerca, ma questo è un pensiero mio e probabilmente sbaglio.

Io credo che il discorso degli OpenData si debba applicare a dati che l’Amministrazione possiede perchè li crea (magari aggregandoli da altre Amministrazioni), ma non a dati che l’Amministrazione compra.

ripensando all’esempio sulla licenza di windows che poi una volta acquistata da un ente la fa riutilizzare ai cittadini… mi ricorda tanto le numerose riunioni fatte con vari operatori tra il 2005 e 2007 quando i comuni volevano realizzare le prime reti wifi pubbliche e c’era l’enorme problema della connessione gbe da 10Mbps acquistata da un ente che gli operatori cercavano in tutti i modi di non far usare per le connessioni wifi cittadine. Anche in quel caso c’era di fondo lo stesso discorso che fa: operatore che vende connettività a cittadini, imprese, pa e poi improvvisamente si accorge che quella connettività che ha venduto ad x€/mese al comune y questo la usa per “regalarla” ai cittadini!!! Ma come si permette? Mi causa una perdita enorme! Allora se vuole usarla con questa finalità me la deve pagare in base al numero di utenti che si connettono al wifi visto che io perdo profitti da utenti che usano il wifi cittadino e disdicono l’adsl di casa!!! Insomma tutti discorsi così ma vedo che poi alla fine il buonsenso ha avuto la meglio, le soluzioni si sono trovate e il problema è stato superato. Di esempi così ne potrei fare tanti e per tutti, quando c’è stata una forte volontà di fondo di affrontare di petto l’argomento e trovare soluzioni, si è risolto sempre tutto bene con vantaggi per tutti. Questi discorsi purtroppo nel nostro paese si fanno sempre male perché a mio avviso abbiamo un problema culturale e pensiamo sempre che se si rende disponibile un prodotto per tutti il cui utilizzo è solo regolato da policy ben chiare questo non basta e quindi va nascosto finché uno non paga. Pensiamo sempre che c’è il furbo dietro l’angolo che si ruba le ortofotomappe di agea in alta definizione ci costruisce un’app e la vende lucrandoci anche se casomai quelle foto sono protette da policy che ne vietano un utilizzo simile. Se rimaniamo fermi con questa mentalità credo si vada poco lontani.

scusa, non capisco, stiamo proprio parlando di questo. Il capitolato prevedeva la possibilità, per chi le vende, di tenerne i diritti e quindi venderle ancora ad altri che le volessero acquistare.
Se togliamo questo diritto (come sembra che la stazione appaltante abbia fatto) qualcun altro costruirà un’app che usa le mappe rese disponibili in opendata dall’Amministrazione perchè chi partecipa alla gara non potrà venderle ad altri.