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PagoPA e detrazioni fiscali

Ci giungono domande sulla validità della RT ai fini delle detraibilità fiscale, qualora il dovuto sia detraibile (es. ticket sanitari, tasse universitarie, etc)

In nessun documento ho trovato una chiara indicazione in merito.

è sempre specificato che la RT ha una funzione “liberatoria” per il debitore, ma non è chiaro se valga anche in sede di dichiarazione dei redditi o se il creditore debba rilasciare un altro documento allo scopo

Grazie
Daniele Crespi

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La RT è una ricevuta telematica in formato XML che il PSP mette a disposizione della PA al fine di comunicare alla PA l’esito del pagamento.
La PA sulla base di tale RT può emettere nei confronti del cittadino la relativa ricevuta e/o quietanza che hanno rispettivamente il valore di prova del pagamento eseguito e di prova dell’avvenuta estinzione del debito.
Precisato quanto appena esposto, preme però segnalare che, se in generale la normativa fiscale richiede la prova del pagamento, appare comunque opportuno evidenziare che non è escluso che una specifica normativa per la detraibilità della singola voce di costo possa richiedere qualcosa di diverso da una semplice prova del pagamento.

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Grazie della risposta.

A mio parere, visto che le tipologie di pagamenti alla PA che sono “deducibili o detraibili” non sono tantissime e che il tema riveste particolare importanza per gli Enti creditori, che devono sapere se sono tenuti ad emettere un documento aggiuntivo, e per il cittadino che deve sapere se la Ricevuta è utile ai fini della presentazione dei redditi

penso che su alcuni pagamenti sia il caso che AgID ed AdE facciano chiarezza.

Oltre ad alcuni pagamenti come Rette Universitarie (MIUR) o contributi badanti ed altro (INPS e INAIL) la mi apreoccupazione riguarda soprattutto le spese sanitarie ed i ticket per i quali c’è una responsabilità diffusa in centinaia di ospedali e ASL che se non hanno questa chiarezza temo si rischi che restino al palo.

Possiamo sperare che AgID e AdE chiariscano a breve se la Ricevuta generata da pagoPA è valida ai fini fiscali per detrarre le spese sanitarie ?

Mi pare un problema rilevante per i cittadini e le aziende sanitarie.

Grazie
Daniele

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Daniele,

mi sembra che la risposta di Giulivi, sia esaustiva, ovvero se il pagamento è detraibile, la quietanza di pagoPA è valida ai fini fiscali. Non credo ci sia bisogno di nessun parere di AdE.
Ovviamente, se voi volete un chiarimento da AdE, siete liberissimi di richiederlo

Ciao,

se prima lei parlava di RT ora parla invece di Ricevuta e credo che con tale ultimo termine lei faccia riferimento alle attestazioni di pagamento che i PSP aderenti a PagoPA possono rilasciare ai pagatori.
In merito, mi preme segnalare che pagoPA non modifica in alcun modo le pregresse logiche di interazione tra cittadino e psp e lascia inalterata la normativa fiscale. Pertanto, se il cittadino già prima di pagoPA per la detrazione/deduzione di ticket sanitari o rette universitarie allegava una ricevuta del pagamento rilasciata dal PSP al pari potrà fare con la Ricevuta rilasciata dal PSP aderente a pagoPA.
Se, invece, già prima di pagoPA doveva allegare una quietanza rilasciata dalla PA, al pari dovrà richiedere tale quietanza alla PA anche ove il pagamento sia stato eseguito con pagoPA.
Per completezza, ribadisco nuovamente che l’elemento di novità di pagoPA della RT è scambiato tra il PSP e la PA, quale esito del pagamento eseguito.

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Nel mio caso specifico, ovvero detrazione spese universitarie per la figlia a carico, il Politecnico di Milano rilascia ricevuta del pagamento dietro richiesta in bollo da 16 euro + 16 euro da apporre su ricevuta stessa…
Mi rifiuto di pagare 32 euro allo Stato per dimostrare che ho pagato un ente statale.
Andrò al CAf a fare la compilazione annuale del 730 con la RT che il Politecnico ha regolarmente inviato e l’estratto conto della carta di credito con cui ho fatto il pagamento, che riporta un generico “Pagamenti alla pubblica amministrazione” senza alcun riferimento allo IUV nè al percettore Politecnico. E speriamo che me lo accettino.
Vi saluto frastornato da queste difficoltà

mi scusi ma non mi è chiaro se IL SUO CONTRIBUTO SUL FORUM sia una critica a pagoPA oppure UNA CRITICA alla normativa sul bollo, nel caso di suo interesse, che prevede una marca da 16 euro per l’istanza e una altrettanta marca per la quietanza.
mi chiedo se negli anni passati ha portato in detrazioni tali tasse universitarie e come ha proceduto. attendo sue info. grazie

Le linee guida di pagoPA v1.2 riportano

10.3 Attestato di pagamento e rilascio della quietanza
Una volta riconciliato il pagamento, l’Ente Creditore rende disponibile sul proprio sito web
ovvero invia al pagatore tramite posta elettronica certificata e/o strumenti analoghi, ivi incluso il
domicilio digitale del cittadino di cui all’articolo 3-bis del CAD , un documento che costituisca per
il debitore prova dell’avvenuto pagamento.
Tale attestato deve poter essere riproducibile, a richiesta e cura del pagatore, su supporto
cartaceo: al fine di assicurare la provenienza e la conformità tra la copia analogica così ottenuta e
l’originale informatico da cui è tratta6 si rimanda alle “Linee guida sul Contrassegno elettronico” a
cura della scrivente Agenzia.
Le ricevute di pagamento rilasciate dai prestatori di servizi di pagamento che aderiscono al Nodo
dei Pagamenti-SPC hanno potere liberatorio7 nei confronti del pagatore per l’importo
dell’operazione di pagamento, a condizione che i dati identificativi del pagatore o del soggetto
versante, le coordinate di addebito o di accredito del pagamento riportati su tali documenti siano
esatti.
Restano ferme le disposizioni in materia di imposta di bollo che permane a carico del pagatore in
> via solidale con l’Ente Creditore ai fini del rilascio delle quietanze relative ai pagamenti eseguiti.

ciò nonostante anch’io , come @Giovanni_Polvani mi sento di stigmatizzare il comportamento delle PA che “digitalizzando” un processo di pagamento tramite pagoPA non fanno il passettino in più per digitalizzare anche la produzion della Quietanza rendendola gratuitamente disponibile online

cosa che fanno molti Enti

esempi che conosco personalmente : Università dell’Insubria e tutti gli Ospedali della Lombardia

fossi in Giovanni protesteri vibratamente con il PoliMI

saluti
daniele

Buongiorno @Giovanni_Polvani, facendo una verifica sulla piattaforma utilizzata dall’università, la copia dell’attestazione di pagamento dovrebbe essere scaricabile all’interno della propria area personale.

Entrambi, con la seconda ovviamente non di pertinenza di questo Forum.

La prima volta che ho pagato con PagoPA ci ho messo 2 ore: pochi circuiti di pagamento, 3 carte di credito su 4 disponibili NON accettate, transazioni abortite. Poi, una volta fatto, nell’estratto conto della carta, nessun riferimento allo IUV, ma solo una laconica “pagamento alla pubblica amministrazione”
Scontato il periodo di rodaggio iniziale, ora i pagamenti sono più semplici, sia con carta che direttamente da web bank (CBILL).
Permane la non dicitura del riferimento IUV pagato se si usano le carte di credito, mentre la ricevuta CBILL riporta tutto (percettore e IUV) in chiaro.
E’ la prima volta che detraggo spese univiersitarie perchè è la prima volta che ne ho diritto.

Detto questo, ben venga la digitalizzazione, ma un miglioramento da fare rimane, non solo per il discorso tasse: obbligare i PSP e circuiti bancari ad essere chiari ed espliciti nelle descrizioni di cosa si è pagato.

Cordiali saluti

Copio e incollo le istruzioni ricevute dal mio CAF:

Spese di istruziione uniiversitaria e speciallizzazione: ricevute dei versamenti effettuati per spese sostenute per frequenza universitaria … con chiara identificazione del corso di laurea sostenuto. …
La spesa non può essere documentata attraverso il modulo di autocertificazione stampabile, di
norma, dalla posizione on line dello studente.

Riassumendo:
la ricevuta del versamento, se si intende la RT, ce l’ho
il modulo dell’attestazione di pagamento scaricabile online NON viene accettato
l’estratto conto della carta di credito con cui ho pagato NON riporta i riferimenti (IUV, Politecnico)

Come rendere la vita facile a chi paga le tasse (sono un dipendente) ma ha diritto a qualche detrazione…

Quindi quello che manca all’interno della documentazione in suo possesso è a “chiara identificazione del corso di laurea” ?

Corretto?

Caro Gammaldi,

ci siamo già parlati e chiariti, e confido in altrettanta attenzione da parte del CAF e magari in chiarimento scritto di AdE (o enti vicini) sulla "sufficienza della RT e quant’altro già disponibile, a beneficio di tutti quelli che si trovano in analoga situazione. Grazie ancora del supporto.

A beneficio dei frequentatori del Forum, che alla fine è stata la cosa più utile di tutta la faccenda, rispondo alla sua ultima domanda:

No, ho anche l’autocertificazione che attesta l’iscrizione e frequenza al corso di laurea.
Quello che manca è il collegamento chiaro ed inequivocabile tra la mia ricevuta di pagamento (ovvero l’estratto conto della carta di credito che non riporta alcuna dicitura utile) e la RT, non essendo al momento sicuro che venga accettata la posizione dei pagamenti visibile e scaricabile dal sito dell’universirtà sul profilo di mia figlia.
Inoltre, a causa delle commissioni delle banche/circuiti carte gli importi su RT e su Estratto conto sono leggermente diversi, ingenerando ulteriori potenziali dubbi.
Cordiali saluti

Caro @Giovanni_Polvani, a mio avviso il problema non è in quello che ti rilascia il PSP

pensa se compri qualunque cosa in qualunque modo con una carta di Credito,
sulla ricevuta del POS non avrai mai l’indicazione di cosa hai comprato
( e meno male sono i circuiti saprebbero quanta carta igienica uso o quanto vino bevo :slight_smile: )

CHI ti dovrebbe fornire una attestazione utile ai fini fiscali è l’Ente Creditore attraverso la Quietanza , la quale deve contenere non solo quanto hai pagato ma anche cosa hai pagato

poi che te la fornisca in digitale o in cartaceo , che ti obblighi a pagare il bollo o meno sono altri aspetti discutibili (mi sono espresso sopra), ma la quietanza te la deve fornire e quella senza ombra di dubbio è valida ai fini fiscali

my2cents

rifacendomi ad una mia pregressa risposta sul forum in tale argomento, segnalo che in materia di detrazioni bisogna verificare cosa la specifica normativa per la specifica detrazione richiede ai fini documentali della spesa da detrarre.
Ciò detto, se da tale normativa non è richiesta (e dio norma non lo è) la quietanza ma la sola prova del pagamento eseguito, la RT che rilascia l’Ente creditore in abbinata con l’avviso di pagamento che meglio chiarisce cosa si è pagato, dovrebbe essere sufficiente per fornire tale prova del pagamento della spesa da detrarre. A tale documentazione (avviso +RT) si potrebbe aggiungere ad ulteriore prova la ricevuta rilasciata dal PSP ove si sia pagato con il modello 3, ossia presso il PSP (per intenderci tramite CBILL o a sportello fisico, ecc.).

Agid già da tempo ha interrogato l’AdE affinché si possa chiarire il valore probatorio ai fini fiscali della RT ma tale interlocuzione è ancora in attesa di una risposta formale da parte dell’AdE.
Sarà cura di AgID provvedere a chiudere tale questione quanto prima possibile.

Opinabile.
Forse mi sono espresso male con “descrizioni di cosa si è pagato”)
Intendevo il nome del percettore (non del prodotto) ed un numero di riferimento (IUV), che socondo me dovrebbero esserci nella riga dell’estratto conto (es Politecnico Milano, IUV 12345667)
Oggi io leggo “Carispezia nodo dei pagam” in un caso e “Pagamenti alla Pubblica A Milano” nell’altro. Da qui al numero di rotoli di carta igienica c’è una buona via di mezzo.
Saluti

Mi inserisco per chiedere se è lecito che INPS respinga l’erogazione del bonus asili nido sulla base del fatto che ho presentato fattura emessa dall’ente creditore (Comune di Mantova) che riporta tutti i dati richiesti da INPS (nome asilo, partita IVA, CF del minore, CF di chi sostiene la retta, ecc.) e ricevuta telematica pagoPA che invece riporta parte dei dati richiesti e un IUV riferito al bonifico da me effettuato non immediatamente collegabile alla fattura? INPS, in quanto PA, non dovrebbe acquisire d’ufficio i dati mancanti dall’altra PA (Comune di Mantova) sulla base dell’art 15 L. 183/2011?

A mio parere la quietanza di pagamento - per avere valore ai fini fiscali - deve contenere i dati minimi di una ricevuta, quindi prestazione, CF della persona che ha pagato e, nel caso del nido d’infanzia, nome e CF del bambino.
Questo documento, quindi, deve poter essere ricollegato alla fattura, in modo da attestare il pagamento.

Quindi, ci possono essere 2 casi:

  • o il sistema di pagamento del Comune di Mantova può rilasciare il documento di quietanza provvisto dei dati necessari;
  • oppure deve essere richiesta all’ufficio che ha ricevuto il pagamento, che è tenuto ad inviarla.

L’art. 15 della L. 183/2011 si riferisce ai certificati, tra cui non mi sembra che rientri l’attestazione di pagamento.

La Ricevuta Telematica di pagamento non ha i dati del minore, che però sono presenti sulla fattura ad essa collegata. Il comune non può modificare i campi presenti sulla ricevuta ma, come lei dice, può emettere un documento di quietanza che però riporta in grassetto “…non valido per rapporti con Pubbliche Amministrazioni ai sensi dell’art. 15 L. 183/2011”. Perché se la fattura riporta tutti i dati necessari è richiesta che anche la ricevuta o quietanza di pagamento li riporti?

La quietanza NON è un certificato;
i dati della quietanza debbono rispettare delle regole fiscali.

Mi risulta che se il pagamento della retta al Comune viene effettuato attraverso Pago PA può essere rilasciata una quietanza con i dati necessari.