PEC per il cittadino

gratuita, facilmente rilasciabile (con spid già attivo) penso possa essere uno strumento che va nella direzione dell’Italia digitale e se utilizzabile dappertutto (e non come quella chiusa dallo stato e inps) potrebbe dare una ulteriore spinta a digitalizzare l’Italia.

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arricchendo di un grosso appeal sia l’app che lo stesso portale.

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Con la CEC-PAC gratuita, con tutte le limitazioni che aveva nell’uso (solo verso la P.A.) e le conseguenze giuridiche di avere un domicilio legale delle comunicazioni da parte delle P.A., dal 2009 si stava per raggiungere l’obiettivo. Il mutato quadro politico e la volontà di garantire il mercato privato dei gestori PEC ne ha poi determinato la dismissione.

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Ciao, ti segnalo che alcuni comuni la rilasciano ai propri cittadini. Puoi sensibilizzare il tuo ad attivare una simile iniziativa. I costi sono davvero irrisori: il costo di ogni casella attivata si azzerra al primo invio da parte del Comune e genera economie dal secondo.
Il cittadino non paga niente e ha economie di spesa per raccomandate al primo concorso pubblico che tenta o alla prima disdetta di un contratto di telefonia.
Un bel mondo, reale e possibile, anche senza app IO.

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Vero. È davvero un’ottima iniziativa, p.es. quella patrocinata da Anutel, che permette ai cittadini di avere una casella gratis, utilizzabile senza oneri né vincoli. E’ il Comune chiamato a concludere una convenzione con il gestore e sobbarcarsi i costi (pur minimi) almeno per un anno.

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come bisogna fare per ottenere pec e spid

Per la PEC è necessario rivolgersi ad uno dei gestori PEC censiti, mentre per SPID ci sono istruzioni accessibili da qualunque pagina di login SPID e ospitate sul portale SPID dedicato.

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Una casella PEC costa tra i 5 e i 30 euro all’anno. Cioé poco più di un pacchetto di sigarette o di una ricarica del telefono.

Grazie per il tuo contributo, la mia richiesta ha lo scopo di sensibilizzare la PA al fine di poterla distribuire a tutti, anche a coloro che per l’uso (meno di una raccomandata l’anno) limitato non l’acquisterebbero… (anche se costa meno di un pacchetto di sigarette).

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Comprendo lo spirito ma non sono del tutto d’accordo, perché trovo fondamentalmente ingiusto pagare in anticipo -con i soldi di tutti- degli strumenti avanzati per coloro che ne faranno scarso uso.

Viceversa, i cittadini si pagano da loro lo smartphone, così come la risma di carta, la stampante o le penne. Ma sono disponibili se lo strumento è utile e serve a risolvere un problema concreto, o a ottenere una cosa di cui hanno bisogno.

meglio dare incentivi per monopattino elettrico o bicicletta a pedalata assistita che poi non vengono usate o che circolano contromano o senza luci anche di notte

Sul Sole 24 ore ho trovato questo schema di provvedimento… speriamo che sia la volta buona

Non credo, leggo dalla rassegna stampa che per l’attivazione dell’indirizzo PEC (senza la quale è inoperante) serva la collaborazione del cittadino interessato … siamo da capo, le solite petizioni di principio: è del tutto inutile attribuire anche gratuitamente un domicilio digitale al soggetto, quando l’efficacia della conoscenza legale degli atti notificati dipende da una sua incoercibile volontà (senza questa si torna alle notifiche analogiche, con le già note problematiche). Ottima idea quella di una massiva campagna di comunicazione, ma il domicilio digitale andava imposto a tutti (tutt’al più avrei allungato il termine per il destinatario per prendere conoscenza della notifica).

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In questo Paese il problema si risolve in questo modo: cittadina/o non vuoi aderire alla PEC digitale, benissimo la notifica di ogni documento costa 20€… aderisci alla PEC digitale? Bene, sconto fiscale da detrarre sul 730 per un quinquennio… In pochi mesi anche il più negato nell’informatica avrà imparato a usare la PEC.

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Da paura.
Lo schema di dpcm dice che dal primo gennaio 2024 è obbligatorio usare la PND per tutte le comunicazioni (non le notifiche quelle toste che si fanno con la busta verde) anche nei confronti di chi non ha domicilio digitale.
Dal primo gennaio 2023 lo è verso chi il domicilio digitale lo ha (anche se non e’ espresso cosi’ chiaramente che vada fatto tramite la PND).

Il punto, in sintesi: il destinatario dotato di domicilio digitale paga comunque 2 euro per ogni comunicazione. Ogni volta che un p.a. vuole dirgli qualcosa (in forma scritta e documentabile).

La stranezza: per come e’ partita la PND si sta occupando solo di notifiche quelle toste che si fanno con le buste verdi.

I conti non tornano.

Aggiungo: la PND in sé è una figata totale.
La p.a. produce in digitale, avvia al destinatario tramite PND e all’invio materiale (digitale o analogico-digitale o analogico) pensa la PND. Un bel sollievo. Qualche grattacapo iniziale per impostare pagoPA per riavere i costi di notifica ma poi si va lisci.
In questo modo, se anche un cittadino non vuole o non mantiene in vita il domicilio digitale per la p.a. non ci sono complicazioni.
Le complicazioni ci sono perché ogni comunicazione sono due euro… quindi per forza di cose la PND sarà usata solo per quelle comunicazioni che ora prevedono costi di notifica sopra una certa cifra (10 euro?). Per il resto siamo punto e a capo, la singola p.a. deve capire come inviare e occuparsi dello stato della spedizione, fare reinvii correzioni…

Non dobbiamo dimenticare che la PND prevede al momento un’adesione volontaria, ma la volontà è quella di farla diventare strumento obbligatorio e penso che lo schema di decreto sopra riportato sia un primo step in questa direzione.

Considerate che ad oggi la legge fa salve altre modalità di notifica previste da leggi speciali (raccomandata AR, raccomandata atti amm.vi e giudiziari, notifiche c.p.c., PEC ecc…) e un DPCM pacificamente non può operare contra-legem.