Portale consumi ARERA. Quale spid? per persona giuridica o professionale

Buongiorno, provo qui perchè dall’apposito helpdesk riesco ad avere poche informazioni e contrastanti…

Il nostro Ente vorrebbe accedere al portale consumi di ARERA Portale Consumi | Homepage

per poter acquisire e studiare tutto lo storico dei consumi di luce e gas.

Se notate, prima di effettuare il login con SPID, è possibile flaggare “Seleziona l’opzione solo in caso di identità Persona Giuridica”. Le utenze in questione sono ovviamente intestate al codice fiscale dell’Ente.

Non capiamo se dobbiamo dotarci di uno SPID per persona giuridica o di uno SPID ad uso professionale.

esperienze in merito?

grazie.

Guardando il SAML di questo portale, accettano identità di tipo 2 (Identità digitale della persona giuridica) e 4 (Identità digitale ad uso professionale per la persona giuridica). Quindi escluderei lo SPID professionale (tipo 3).

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vero… grazie giulia!

Qualcuno sa indicare perche’ per i privati non e’ possibile accedere al portale ARERA con mezzi di identificazione alternativi a SPID, ad es. la CIE o la TS?
Qual e’ la probabilita’ che un hacker nemico voglia leggere i miei dati di consumo, che quasi certamente rispecchiano le statistiche dei carichi domestici per l’intera citta’? Dovrebbe procurarsi il Codice Fiscale dell’intestatario del contratto, il numero unico del contatore, e possibilmente conoscere anche i dettagli del contratto di fornitura. Come mette insieme queste informazioni se vive in Hackerstan? Non e’ una situazione dove un’alternativa login/password sarebbe ragionevolmente sufficiente a proteggere il 99,999% degli account?
Tra l’altro, se il mio C.F. e i dati del mio contratto fossero cosi’ facilmente acquisibili da terzi chissa’ quante volte mi avrebbero cambiato fornitore in automatico, piu’ semplice che telefonarmi per estorcere un “si”. Ma non e’ ancora successo.
Altro aspetto divertente. Le procedure di registrazione per l’accesso alla pagina personale di ARERA, e-distribuzione e Servizio Elettrico Nazionale sono diverse, con combinazioni differenti di verifiche per email e SMS. Per fortuna il mio distributore particolare di zona si e’ accontentato della verifica per email senza SMS. Chissa’ quante principesse nigeriane ora stanno sbavando per conoscere i miei dati di consumo nella speranza di trovarci un IBAN italiano :wink:

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il fatto è che una volta eseguito l’accesso, sono immediatamente visibili tutti i POD e i PDR di tutte le forniture associate al CF che ha eseguito l’accesso.
E’ possibile visionare lo storico dei consumi di energia, ma anche lo storico delle potenze quartorarie prelevate…
In pratica, si può risalire, ripeto senze conoscere a priori POD e PDR, alle abitudini di un soggetto.

D’accordo con queste considerazioni. Occorre proteggere i dati.
Ma allora perche’ ARERA, e-distribuzione, Servizio Elettrico Nazionale e altri fornitori e distributori usano metodi differenti di accesso, ognuno dei quali vincolato e senza alternative? Le leggi nazionali prevedono CIE e SPID, eventualmente la TS. Ma per entrare sui portali e-distribuzione e SEN tra le altre cose viene richiesta una email, che uno puo’ benissino non avere. Comunque sia, tutti questi portali non invitano alla registrazione e all’uso.
Un secondo aspetto e’ molto piu’ inquietante. e-distribuzione dal 2017 ha sviluppato un’interfaccia domestica per l’accesso ai dati istantanei del contatore. Questa interfaccia, chiamata “Chain-2”, sara’ quasi indispensabile per il controllo domestico dei consumi. In pratica “legge” dal contatore i dati istantanei e accumulati, proprio come quelli sul display premendo il tastino. Il fatto e’ che questi dati NON saranno disponibili localmente via WiFi con un richiamo 192.168.xx.yy. No, saranno criptati e passati a un’azienda esterna, il c.d. “Asset Provider”, per la loro elaborazione e restituzione all’utente, nella forma decisa dall’Asset Provider stesso. Al momento mostrano istogrammi e torte sullo smartphone e nulla piu’. Va da se’ che occorre acquistare il servizio. Quindi un Asset Provider sara’ a conoscenza dei dati di consumo storici quartorari, istantanei, e ne fara’ l’uso che meglio credera’. Non stupiamoci se ci sara’ presto “Google Meter” o “FB smart energy”. Per leggere da solo i propri dati di consumo occorre scendere in cantina, accendere la luce e premere il tastino sul contatore. Automazione, questa sconosciuta!
Tutto molto “open” e molto “smart”.

Da una soluzione concettualmente e tecnicamente semplice ne hanno costruita una artificiale, complicata, e a pagamento.
Mi fermo qui, altrimenti quello che penso, se trascritto, potrebbe portare a conseguenze penali. Per me, non per e-distribuzione.

questo è un altro problema… ci arriveremo ad un standardizzazione prima o poi, spero.

chain-2 lavora su onde convogliate. Non si tratta semplicemente di accederci puntando ad un indirizzo IP.
Comunque esistono dispositivi di interfaccia chain-2

esempio: Alfa – AlfaBySinapsi

@perrcla

Siamo in tanti a sperare…

Infatti l’indirizzo IP dovrebbe puntare non al contatore ma all’interfaccia che converte i dati dalle onde convogliate. L’interfaccia si aggancia in ogni caso in automatico al sistema WiFi di casa, che e’ il presupposto di funzionamento per Chain 2.

Conosco il dispositivo indicato e ho avuto di recente una lunga discussione con il produttore. Non possono fornire un’interfaccia con accesso locale dei dati, via query sulla rete dati domestica, ma il tutto passa obbligatoriamente dal loro cloud esterno con dati criptati. I dati sono ritornati sullo smartphone.
Purtoppo il mio SCADA casalingo per il controllo automatico delle funzioni di riscaldamento e condizionamento non ha lo smartphone. E io non ho nemmeno voglia di prendere una webcam, posizionarla di fronte a uno smartphone sempre acceso e scrivere un programma OCR per il riconoscimento dei caratteri da trasferire a SCADA in una semplice stringa. Diciamo che la mia UX non e’ esattamente entusiasta. Qui il dipartimento UCAS di e-distribuzione ha decisamente esagerato.
La questione non riguarda solo questa particolare azienda ma tutti i produttori. Ne ho contattati una mezza dozzina, stesso risultato. Se mi sa indicare un prodotto che permette la lettura locale sono estremamente interessato.

più semplice… arduino o raspberry, accrocchiati un sensore che legge il numero di lampeggi del LED del contatore.
Ogni 1000 lampeggi = 1 kwh di energia.
la frequenza è proporzionale alla potenza istantanea che prelevi :wink:

Immaginavo che saremmo arrivati a questo punto :wink:

Proprio adesso sto completando sulla breadboard un circuito di lettura della corrente sulla fase di alimentazione rilevata con un trasformatore di misura split-core seguito da un rettificatore semionda con amplificatore operazionale. E’ sufficiente rilevare la tensione in uscita dal circuito, proporzionale alla corrente e proporzionale alla potenza. Anche se la lettura e’ gravata da qualche % di errore, so what? Uso M5Stack al posto di Arduino perche’ ha display e WiFi incorporato. M5Stack puo’ venire programmato sia come client che come server per la comunicazione in rete locale.

Il prossimo passo e’ leggere il prezzo dell’energia elettrica da qualche server in rete, normalmente si puo’ estrarre da una pagina HTML, e se ci sono segnalazioni di limitazione di carico. Un Raspberry programmato in Python si occupera’ della logica di controllo, principalmente scollegare carichi energivori. Semplici rele’ ON-OFF.

Resto dell’idea che e-distribuzione avrebbe potuto semplificarci la vita e mettere a disposizione l’interfaccia… A quanto ho capito contattando i produttori ci sono gia’ diverse richieste per l’accesso ai dati aperti in tempo reale. Ma non possono soddisfarle :cry:

eh bisogna ingegnarsi…

hai ragione, è una scelta che non concepisco nemmeno io.