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Primo test di uso delle linee guida sui documenti informatici

Ho provato a utilizzare le linee guida per compilare i metadati di un documento amministrativo informatico al momento della sua formazione e vorrei proporre alcune considerazioni emerse dall’uso pratico. Lo so che la consultazione è terminata, ma è dall’uso che emergono casi concreti.

  • Nella definizione del soggetto manca l’indirizzo snail-mail, è vero che parliamo di documenti informatici, ma il mittente e il destinatario potrebbero avere indirizzi postali e non avere indirizzo telematico

  • Per i soggetti tipo PF sarebbe utile separare il nome dal cognome

  • L’unità organizzativa di riferimento del RUP non è codificata, se deve essere il cod_uni_ou di iPA dovrebbe essere documentato

  • L’unità organizzativa di riferimento non dovrebbe essere obbligatoria solo nel caso di Ruolo=RUP, potrebbe essere molto utile nei casi in cui il mittente/destinatario siano PA grandi, per capire l’ufficio da cui il messaggio proviene o a cui viene inviato.

  • Se l’URI del piano di classificazione è un dato obbligatorio, ne consegue un obbligo di pubblicazione per le PA, che non è affermato in alcun luogo.

nello schema XML:

  • IndirizziDigitaliDiRiferimento ha minOccurs=“1”, ma alcuni soggetti potrebbero non avere indirizzo digitale
  • NumeroAllegati è definito come xs:maxInclusive value=“999”, ma IndiceAllegati" ha maxOccurs=“unbounded”
  • CodiceFiscaleAutoreDellaModifica ha un xs:pattern, ma il dato da cui proviene (soggetti/codice) non è validato

La flessibilità delle nuove linee guida rispetto alle vecchie regole tecniche consente di recepire osservazioni tardive in modo più semplice?

@ssette

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Giuste osservazioni.
Mi fa anche pensare che certe informazioni, tipo il rup o la suo up, invece che spalmare sul documento sarebbero da associare al corrispondente fascicolo.