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Profilo professionale del Responsabile Transizione Digitale


(Ivan Cerato) #1

Buongiorno a tutti,
in relazione al RTD vorrei condividere alcune mie personali considerazioni e conoscere i vostri pareri in merito:

  1. molte amministrazioni non hanno ancora nominato il RTD e in mancanza di un sistema di verifica (con relative “sanzioni” economiche applicate ai Dirigenti apicali inadempienti) probabilmente passerà ancora molto tempo prima che tutte le amministrazioni assolvano a questo obbligo. Per il DPO forse è stato più facile, in quanto con cifre modeste è stato possibile delegare un soggetto esterno (10-15.000 euro anno per un ente di circa 1000 persone).
  2. nel piano triennale tra i compiti del RTD viene indicato che dovrà “progettare e coordinare lo sviluppo dei servizi in rete per cittadini e imprese…” quindi questa attività potrebbe essere ricondotta ad una delle professioni regolamentate dall’art. 46 comma c del DPR 328/2001, che esplicita le attività proprie dell’Ingegnere dell’Informazione: “… la pianificazione, la progettazione, lo sviluppo, la direzione lavori, la stima, il collaudo e la gestione di impianti e sistemi elettronici, di automazione e di generazione, trasmissione ed elaborazione delle informazioni”.

Purtroppo nel Piano Triennale (tranne una piccola parte sul rafforzamento delle competenze) non viene mai indicato e/o richiesto che i dirigenti che decidono gli investimenti tecnologici abbiano le relative competenze tecniche (magari avvallate dall’abilitazione professionale richiesta per chi svolte come libero professionista attività similari).

Buona giornata a tutti…