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Raccolta scontrini parlanti per detrazione farmaci

Gentilissimi, in questi giorni precedenti l’annuale incontro con il Caf per il 730, sto raccogliendo tutti gli scontrini parlanti (quelli con codice fiscale dell’acquirente) dei farmaci acquistati nel 2019. Nulla di drammatico se non fosse che il mio Caf pretende una fotocopia di tutti gli scontrini, pagine di documenti che saranno trattenuti nei suoi archivi… Quindi devo fare un bel lavoro di patchwork per sistemarli sulla fotocopiatrice affinchè il numero dei fogli sia ridotto! Domanda: ma su l’app IO non potrebbero essere archiviati tutti i miei scontrini parlanti e alla bisogna inviare al Caf un file pdf (o quello che volete voi…)? Nessun problema per la privacy: nello scontrino il farmaco è sostituito da un codice numerico… Buona serata. Lorenzo.

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Se non sbaglio sul sito dell’agenzia delle entrate accedendo alla dichiarazione del 730 precompilata è possibile scaricare un file XML con tutti gli scontrini parlanti, non sono pdf ma contengono tutte le informazioni necessarie.

Beh, in effetti lo scontrino parlante dovrebbe essere trasmesso telematicamente all’agenzia delle entrate per precompilare il 730 precompilato . Uno divrebbe preoccuparsi solo di quelle spese per cui chi emette scontrino o fatttura non è collegato al sistema dell’agenzia delle entrate.
Non capisco quindi la pretesa del caf. Capisco che debba giustificare la sua esistenza e la tariffa per presentare il 730 precompilato ma, così facendo, vanifica gli sforzi verso la semplificazione e alimenta la sfiducia…

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Il mio caf non richiede la fotocopia, li scansiona.
Penso sia una “bad practices” del tuo caf.

Gentile Andrea, grazie della risposta. Il problema non è la conservazione del dato fiscale, ma della sua immediata fruibilità da parte del cittadino. Come detto da qualcuno sopra, lo scontrino parlante nasce “digital first”, solo dopo un secondo diventa carta da gestire, conservare, riprodurre all’infinito… Siamo nel 2020: ti sembra “normale” uscire dalla farmacia con un pezzo di carta svolazzante, quando ormai paghi anche la cena a domicilio con un’app? Perché non portare tutto sull’app Io gov, visto che quest’app è la “porta digitale” dello stato? Un modo ordinato e duraturo per conservare informazioni estremamente utili per ogni contribuente. Tanto per dimostrarti quanto la “cultura digitale” fatichi ad affermarsi ti informo che nel fascicolo sanitario elettronico della mia regione esiste una specifica sezione per inserire A MANO tutte le spese sanitarie sostenute… Ecco perché chiedo di fare un “pensierino” a questa mia proposta… Ciao e buona serata. Lorenzo.

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Ah ok, se il livello è questo mi trovi completamente daccordo!

Gentile Andrea, grazie della risposta. Purtroppo quello che ci siamo scritti viene “travolto” dalla realtà…

Inoltre ringrazio l’utente Antonio (mzzntn) per avermi indicato la pagina specifica del sito dell’agenzia delle Entrate. L’ho aperta e devo dire che è fantastico constatare come il semplice passaggio della tessera sanitaria in farmacia possa poi ricomporsi in un prospetto utile al contribuente. Buona serata a tutti. Lorenzo.

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Non è da tutti pensare al dato e come nasce. Se è digitale perchè trasformarlo in carta? E’ una delle domande che dobbiamo farci sempre, come ti sei fatto tu.

Per sfiducia. Purtroppo fino a quando lo Stato continuerà a chiedere prove di pagamento, copie di atti e pratiche ‘andate perse’ o per non fare ricerche in archivio, il cittadino non si fiderà e vorrà copie analogiche. Altra dimostrazione che si deve lavorare prima sul backoffice poi sul frontoffice

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Volevo aggiungere un commento relativo a un fatto, e spero di recuperare le fonti.

La fotocopia degli scontrini è resa obsoleta dal Sistema Tessera Sanitaria. Gli acquisti registrati dal sistema TS esonerano il contribuente dal conservare gli scontrini, poichè la prova che tali acquisti sono avvenuti è certificata dal Sistema TS stesso.

Viceversa, il cittadino che intende modificare la precompilata aggiungendo spese sanitarie non risultanti dal Sistema TS è tenuto a conservare quelle sole ricevute aggiuntive in caso di eventuale controllo fiscale.

La ratio, come leggevo in quell’articolo di qualche anno fa, è la semplificazione. Il cittadino non può essere tenuto all’onere della prova relativa a fatti che l’ufficiale pubblico può certificare in un archivio pubblico a propria disposizione. Ovvero l’ufficiale non può imporre, sperando nel difetto del cittadino, la produzione di documenti già presenti agli atti.

Riguardo al CAF/commercialista, posso solo ipotizzare che questi stia attuando una pratica oltremodo difensiva. E so anche di alcuni commercialisti che chiedono gli originali degli scontrini, mentre tutti i farmacisti raccomand(av)ano di fare foto/scansioni perchè la carta chimica si deteriora in 5 anni!!

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Credo che cogli nel segno. Per esperienza personale ho notato che quando il privato fa da intermediario fra cittadino e amministrazione pubblica tende a imporre pratiche vessatorie. Le ragioni, a mio modo di vedere, sono piuttosto facili da immaginare. Poi uno si puo’ anche chiedere a chi giova alimentare l’immagine di una pubblica amministrazione iperburocratizzata e farraginosa…