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Riguardo l'unione europea che vuole fare un sistema operativo e browser

Su reddit é partita a una discussione a riguardo https://www.reddit.com/r/ItalyInformatica/comments/fcby92/lue_sviluppi_un_sistema_operativo_e_un_browser_la/ dopo la notizia ufficiale.
Agid sta parlando con l’unione europea per fargli capire che è un immensa cavolata e dovrebbe favorire quello c’è già nel mercato come le leggi italiani dicono di fare (che poi siano seguite è un altro paio di maniche).

Ciao Daniele, basterebbe fargli notare com’è andato a finire il progetto LiMux. Anche perché nel «core business» di una pubblica amministrazione non c’è di sicuro Sviluppo software.

La cosa migliore che può fare un ente pubblico è finanziare o creare i presupposti affinché il mercato locale del territorio collabori in modo aperto al bene comune.

Sono ondate … prima va bene tutto … poi solo quello fatto in casa … poi ancora tutto … poi solo quello fatto in casa. Tante volte basterebbe ricordarsi la storia (LiMux), evitare di pensare che chi fa internamente fa meglio e avere progetti di medio termine invece che sui due giorni in base al vento che tira.

LiMux, quello che descrivete come un progetto “fallimentare”, è durato 14 anni ed è stato cessato per ragioni politiche prima ancora che tecniche.

Non so dove avete letto la “notizia ufficiale” ma non c’è nessuna azione ufficiale e nemmeno l’idea di buttarsi in un’impresa del genere.
è soltanto una proposta avanzata da un ministro finlendese , per cui tale rimane tale: una proposta

Questa uscita mi pare un po’ come quella che “La commissione europea adotta signal per le comunicazioni”. No, ha solo suggerito ai suoi dipendenti fuori sede di comunicare tramite signal con i colleghi in sede finché non sarà pronta l’app ufficiale costruita sull’infrastruttura di skype for business.

Detto ciò un browser adatto per la PA c’è già e si chiama Firefox. E dovremmo tutti spingere perché diventi il riferimento per tutti i fornitori di software della PA, la compatibilità a Firefox/Firefox Mobile dovrebbe diventare requisito nei bandi di gara, e dovrebbe essere presente come browser principale su tutti i computer/mobile devices della PA.

Stesso discorso per LibreOffice (senza dimenticarsi che The Document Foundation ha sede a Berlino, su territorio europeo…)

Questo sempre che si voglia sviluppare un mercato alternativo ai colossi USA e favorire le aziende europee che fanno business con i prodotti opensource.

Per un sistema operativo demanderei il discorso. Troppo complesso affrontarlo qui in poche righe. Ma è necessario capire se vogliamo una forte industria IT in europa o no. Se la risposta è si ci vogliono un bel po’ di soldi, di sicuro non bastano quelli degli attuali bandi europei…

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Esattamente quel che stavo pensando e, per un “fallimento”, mi pare sia andato fin troppo bene, finché i politici non ci hanno messo il becco.
Microsoft ringrazia per i 90 milioni di euro, che l’amministrazione poteva certo usare meglio altrove.
Last but not least, se é vero che é spesso meglio evitare il “chi fa in casa fa meglio” (concordo), credo bisogni meglio definire il concetto di “in casa”: relativamente al comune di Colonia (comunque coraggioso nella sua scelta/esperimento) la cosa mi trova d’accordo. Non lo sono più quando la “casa” é l’UE: certamente la comunità di sviluppatori europei ha la capacità di mantenere una distro europea (LEUnox? :smile: ), magari come fork di Debian, che mi pare un buon punto di partenza e, rimanendo in ambito posix, non credo sarebbero necessari ulteriori porting.
Tutto questo principalmente verso le PA europee, sperando di arrivare presto al singolare, ma anche gli utenti casalinghi finirebbero per beneficiarne: quello UE é un mercato enorme ed interessante (basti pensare a come tante compagnie, prima fra tutte RyanAir, abbandonarono l’UK per non perderlo), questo dovrebbe avere il suo peso globalmente, verso le software houses, per lo sviluppo di software gestionali e, non ultimo di gaming (che é una delle ragioni principali, non nascondiamocelo, per cui la gente usa Windows a casa, e poi finisce per usarlo in azienda “dato che lo conosce già”).

Personalmente credo non si tratti nemmeno più di “vogliamo o no” ma la cosa sta diventando una necessità stringente: l’informatica è un substrato oramai essenziale tanto quanto l’energia, e son contento che si stia finalmente capendo.
I “discorsi” possono essere “globali”, intendo i dati, ma é oramai sempre più necessario che i tool siano sviluppati nella comunità che li usa e ne deve curare la security: scordiamoci, per un attimo, il “siamo tutti fratelli”, le altre superpotenze hanno già ampiamente dimostrato che, se non proprio “nemiche”, sono quanto meno competitor. A mio modo di vedere, continuare ad usare i tool base sviluppati da altri, sarebbe come, scusate il paragone sportivo, se la Ferrari corresse con auto fornite dalla Mercedes: per bene che vada, pare ovvio che la fornitura sarebbe subottimale, quando non contenente opportune easter eggs/backdoors. Non qualcosa che vorrei vedere in “casa mia” considerata come UE.