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Riuso - alcune considerazione sul Riuso nel Sud

Sono un consulente informatico ed opero nel sud del nostro paese. Volevo illustrarvi come è stato applicato il concetto di Riuso in alcune regioni del Sud. In primo luogo sono state costituite degli organismi regionali e dei regolamenti ad hoc che vincolavano le PA ad utilizzare esclusivamente software di riuso, ed in secondo luogo hanno bloccato qualsiasi accesso al registro del riuso. Per essere iscritti al registro bisogna avere un applicativo presso una PA, ma per avere un applicativo presso la PA bisogna essere iscritti al registro del Riuso. In pratica in alcune regione 3 o 4 imprese sono diventate esclusiviste della PA ed anche i costi invece di diminuire sono lievitati in maniera incredibile. Anche se il costo di un pacchetto veniva proposto a titolo gratuito, i costi di installazione manutenzione e assistenza venivano gonfiati a dismisura. Ho provato ad offrire applicativi gratuiti solo per poter iscrivere i miei prodotti al registro del riuso, ma è stato tutto inutile. Il concetto del riuso è stato pensato come se gli applicativi per la PA fossero come delle semplici APP che un operatore della PA scarica e utilizza; in realtà la complessità delle norme tecniche previste dall’agenda digitale, un utilizzo professionale del cloud e delle tecnologie più recenti rendono un applicativo professionale praticamente inutilizzabile anche da una figura professionale di medio livello. In secondo luogo mi chiedo se esiste un organismo che ha potuto valutare la qualità del codice dei software iscritti al registro; molto spesso di livello molto basso sia nell’analisi dei processi che nel codice utilizzato e assolutamente non professionale se non addirittura pericoloso. Qui nel Sud l’intangibilità del software ha fatto la fortuna di molte organizzazioni ai limiti della legalità ed ha messo fuori gioco imprese serie e giovani talenti che son dovuti migrare verso nord. Avrei piacere che qualcuno mi rispondesse, perché ho denunciato in tutti i modi il fenomeno ma non 'è stato nulla da fare.

a parte il discorso più strutturato che fai, mi sembra che quella quotata sotto sia la situazione di tutta Italia, aimè.

Ciao Vincenzo,

sono Fabio Pietrosanti del Centro Hermes per la Trasparenza e i Diritti Umani Digitali (https://www.hermescenter.org) e sono molto interessato a conoscere più in dettaglio l’aspetto burocratico, regolatorio e normativo delle regioni che citi, al fine di farne un articolo di rendiconto, eventualmente acquisendo tramite richieste FOIA (accesso civico generalizzato) detti regolamenti e partecipanti-iscritti laddove non fossero già pubblici.

E’ possibile riportare una sintesi con link esterni in merito a:

  • organismi regionali sul riuso
  • regolamenti sul riuso
  • riferimenti su registri in riuso (di cui riferimento di difficile accessibilità)

Sarebbe molto utile documentare nel dettaglio amministrativo questo aspetto, se puoi postare sul forum, senno’ scrivimi fabio.pietrosanti @ hermescenter . org