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Riuso di software in SaaS di altra PA

Se una pubblica amministrazione vuole utilizzare una soluzione a riuso di un’altra PA in grado di erogare il servizio in modalità SaaS è necessario che sia per forza qualificata e registrata sul Cloud Marketplace di AgID oppure tra pubbliche amministrazioni l’obbligo non sussiste?
grazie
Raffaele Fabbri

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IMHO, “L’altra PA” ha un datacenter in gruppo A? può tenerlo, ma deve comunque fare un piano di dismissione perché non può investire. Se è un B, deve dismettere, rapidamente, e migrare su cloud… quindi non potrebbe erogare il servizio neppure per sè stessa.
Secondo me, “altra PA” posiziona il servizio in questione su SPC-Cloud o uno dei fornitori del Cloud Marketplace. Definite un accordo, e utilizzate lo stesso servizio erogato dallo stesso cloud.

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Anche io mi sto ponendo la stessa domanda e mi stavo chiedendo, fra le altre cose, se è sufficiente “appoggiare” la soluzione software su una infrastruttura “certificata” (SPC o Marketplace) o se invece sia necessario dare garanzie maggiori, magari le stesse che devono dare gli erogatori SaaS come ad esempio la 27001 con perimetro sul servizio e non solo sull’infrastruttura o un sistema di processi di gestione strutturato.

Sarei curioso di sentire la vostra opinione in merito.

La Guida alla compilazione per la richiesta di qualificazione CSP riporta:

“I fornitori Cloud, siano essi soggetti privati che Pubbliche Amministrazioni, che intendono erogare servizi IaaS, PaaS e SaaS destinati alle Pubbliche Amministrazioni devono preventivamente sottoporre tali servizi alla qualificazione di AgID utilizzando la piattaforma dedicata disponibile al link:
https://cloud.italia.it/marketplace/supplier
La qualificazione CSP consente di erogare alle PA servizi di tipo IaaS e PaaS. Il fornitore che intende erogare servizi SaaS dovrà indicare, in sede di qualificazione, l’infrastruttura qualificata o i servizi qualificati su cui è basato il proprio SaaS. Se il fornitore intende erogare i servizi SaaS attraverso la propria infrastruttura Cloud dovrà risultare egli stesso tra i CSP qualificati.”

Da ciò desumo che 1) sì, anche la PA che eroga il SaaS deve qualificarsi, e 2) che la qualificazione sia sul servizio, e non (solo) sull’infrastruttura.

Un saluto,
Bonaria Biancu

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Chiesto a qualificazione-cloud@agid.gov.it
Vediamo cosa dicono, interessa anche a me.
Andrea

Ma riuso di un SaaS non è una mezza contraddizione?

Riuso: una PA si è sviluppata o si è fatta sviluppare un software e ne è proprietaria. Per legge lo mette a disposizione di tutte le altre PA, che se la vedono loro dove e come installarlo.

SaaS: qualcuno mette a disposizione un software già installato in un’infrastruttura e pronto all’uso a meno di eventuali configurazioni.

Se una PA detiene in proprietà una soluzione SaaS e vuole aprirla ad altre PA fa il provider di servizi non il ceditore in riuso. Se la cede in riuso vuol dire che la PA che la prende in riuso se la installa altrove.
Se una PA usa il SaaS di un’altra di solito fa accordi di collaborazione (l. 241, art. 15 a memoria), non convenzioni di riuso.

Detto ciò non viene meno la necessità di poggiarsi su strutture certificate.

Ecco la risposta che riassumo:

  • la qualificazione è della soluzione, non dell’ente
  • la soluzione deve essere comunque qualificata

Buon pomeriggio,

si ricorda, in primo luogo, che la qualificazione AgID riguarda i servizi cloud (IaaS, PaaS e SaaS) presentati e non, come spesso erroneamente interpretato, il soggetto/i che eroga o fornisce lo stesso.

In base a tale impostazione, ne discende che se il servizio è già stato qualificato da altro soggetto (PA, azienda di servizi ICT, ecc.), lo stesso non necessita di ulteriore qualificazione. Si ricorda, in ogni caso, di fare riferimento alle recenti linee guida sul riuso del software pubblicate al seguente link:

https://www.agid.gov.it/index.php/it/linee-guida

Sulla base di quanto descritto, non è rilevante se il soggetto che offre il servizio SaaS sia pubblico e/o privato; l’aspetto da prendere in considerazione, circa la necessità di qualificazione dei servizi cloud, consiste nella modalità di erogazione dello stesso. Se in modalità cloud, così come inteso nella strategia Cloud della PA (cloud.italia.it), il servizio acquisito, anche a titolo gratuito, e utilizzato dalle PA deve essere qualificato.

Cordiali saluti,

Qualificazioni Cloud

Servizio Razionalizzazione risorse ICT PA

Agenzia per l’Italia Digitale


Credo che la risposta di Agid sia molto chiara e completa.

Andrea