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SmarWorking PA - Obiettivi

Ciao.

Una delle attività che secondo me sono primarie per voler fare smart working nella PA è la trasformazione da “ore di lavoro” a “obiettivi”. E tra l’altro questo passaggio non è utile solo per la PA, perchè in Italia c’è ancora un modello vecchio di visione lavorativa per cui sei un bravo lavoratore se fai tante ore, in verità puoi esserlo anche se fai 10 minuti al giorno, dipende da quanto produci (outcome).

Qualcuno ha idee, link, altro su come fare questo passaggio (da quantità=ore di lavoro, a qualità=obiettivi/outcome) in maniera strutturata?

Grazie.

Andrea

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Lo spunto, @Andrea_Tironi1 credo che sia interessante. Trovo purtroppo 3 criticità importanti: 1) se la PA si focalizza solo sul “prodotto” e non sull’iter/processo, si concretizza una prestazione di puro risultato o cottimo, che l’attuale quadro normativo disincentiva: sia come “sfruttamento”, sia perché i datori di lavoro pubblici e privati hanno un imprinting culturale per cui ‘se il dipendente non lo vedo vuol dire che non lavora’ (molto diffusa come mentalità); 2) molto spesso i tempi di erogazione di un servizio o di istruttoria di una pratica non dipendono solo da te (capita molto spesso che per concludere un iter tu debba chiedere all’utente un’integrazione documentale, a un altro Ente un parere o una conferma, a un altro ufficio elementi per l’istruttoria …e i temi si allungano; 3) tra le mansioni possono essere previste quelle di attesa/assistenza all’utenza (in semsnso lato) allo sportello, al telefono, via email: in tal caso il tempo dedicato, in relazione all’orario di apertura al pubblico, è incomprimibile.

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