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Software Protocollo Informatico e mancata conservazione sostitutiva

Mi chiedo se è possibile che un software per il protocollo informatico non abbia implementate le API per la conservazione sostitutiva a norma presso i SERVICE PROVIDER Agid?

per la pubblica amministrazione è obbligatoria da tempo. Che io sappia, parlo per esperienza diretta, tutti (a sto punto, da quanto dice, quasi tutti) i software di protocollo sul mercato, hanno la conservazione sostitutiva eo si appaggioano a conservatori accreditati

Si dall’entrata in vigore del DPMC del 2013 e’ obbligatoria la conservazione sostitutiva a norma. Il produttore del SW non crea in automatico il giornale di protocollo e in piu’ ha detto che deve sviluppare ( a pagamento) linee di codice per poter versare il giornale di protocollo e gli eventuali messaggi veicolati a mezzo pec. Io gli ho obiettato che abbiamo in essere una convenzione anche per la manutenzione adeguativa e che l’offerta economica a noi fatta ed accettata era comprensiva di una suite che ricomprendesse appieno la conformita’ alla 445/00 e al DPCM.

Questo racconto dovrebbe sconvolgere e scandalizzare ma purtroppo non è così sorprendente.
A parte che credo che si potrebbero fare anche nome e cognome del produttore del software in questione, ma purtroppo sta all’amministrazione verificare che il software faccia ciò che serve.

Del resto, può obbiettare i produttore, si è perfettamente a norma se i documenti si mandano in conservazione uno a uno tramite un’interfaccia web del conservatore.

Basterebbe poco per guidare le amministrazioni nella scelta. Un tempo esisteva la checklist per le funzionalità del protocollo informatico, poi è sparita dai radar.

Auguri sinceri…