perfettamente d’accordo !!
ma quando si sostituisce all’approccio pragmatico quello ideologico … si combinano delle sciocchezze
perfettamente d’accordo !!
ma quando si sostituisce all’approccio pragmatico quello ideologico … si combinano delle sciocchezze
Spero non venga chiuso lo SPID sarebbe demenziale, proprio oggi che i cittadini stanno cominciando a capirne i vantaggi. Oltretutto non ancora tutti i cittadini hanno la CIE. Oltre a questo non ci stanno dicendo che tutto ciò che è finanziato con PNRR dovrà essere mantenuto per eventuali controlli successivi per almeno cinque anni ? E lo SPID in molti casi è stato proprio finanziato con il PNRR.
Durante un incontro la settimana scorsa il sottosegretario Butti, ha detto che tra diciotto mesi al massimo 2 anni, per accedere ai servizi pubblici rimarrà solo la carta d’identità elettronica.
A occhio prevedo un tracollo nella fruizione telematica dei servizi pubblici e nell’interazione tra cittadini ed Enti…
dovranno poi spiegare il senso di avere finanziato con il PNRR un servizio che verrà spento, sul quale stiamo facendo formazione tramite la facilitazione digitale (sempre finanziata dal PNRR) . A mio parere è una cavolata ENORME. I cittadini stanno cominciando ad apprezzare ORA l’uso di SPID. Andare a cambiare tutto sotto il loro naso non è produttivo.
@giuliamacchi Completamente d’accordo da un punto di vista pratico e pragmatico e in disaccordo riguardo la soluzione SPID piu’ in generale, ma ho gia’ commentato la cosa in dozzine di post gli ultimi anni ![]()
Occorrerebbe, e non credo che la cosa sia particolarmente difficile da realizzare, creare un portale nazionale che verso l’utente appare come SPID ma di fatto gestisce i dati come se provenissero da una CIE. Poi nella lista SPID “Scegli il tuo provider” aggiungere “Ministero dell’Interno”. Il Ministero come provider SPID. Al successivo step di cambio di tecnologia, unificare tutto in un sistema statale. Come fa tutta Europa esclusa la Svezia (dove hanno numerosi altri problemi causa incompatibilita’ tra tecnologia e legislazione).
Butti continua a dire che lo SPID ha i giorni contati a favore della CIE. Anche se poi in questa audizione parlamentare del 3/7/2025 parla anche di sinergie far SPID e CIE di servizi aggiuntivi che i privati (immagino con l’infrastruttura PSID) potrebbero offrire.
Comunque io continuo a dire che avere un sistema multiplo di identificazione digitale è un bene e non un male. Attualmente se mi si blocca la CIE e io ho urgenza di fare delle operazioni con la PA (perchè oggi ho delle cose che mi scadono alle ore 24) risolvo con lo SPID. E un domani come faccio ?
Ecco il video della audizione di BUTTI:
Come sarebbe uno SPID gestito dallo Stato e technology-neutral? O alcune password di riserva per casi particolari? Le possibilita’ sarebbero numerose, un pizzico di pragmatismo e si risolverebbero tante cose. Sarebbe poi bene distinguere tra le necessita’ del notaio o commercialista con decine di accessi al giorno e del pensionato che una volta l’anno accede al 730. Ma sembra che pretendere il legislatore si metta nei panni dei diversi tipi di utenza, eventualmente pensando anche a diverse soluzioni mirate, sia eccessivo. Ma neanche i privati sono stati finora un granche’.
comunque il sistema attuale permette di avere soluzioni di accesso di backup (ad esempio anche con un doppio spid che non è vietato)
il problema è fra 3 anni, quando dovremmo avere un solo canale di accesso (la CIE) che ci priverà della possibilità di avere una via accesso di backup!
Sulla necessita’ di un canale backup resiliente con tecnologie totalmente diverse da CIE sono d’accordo al 200%.
Dato che nessun sistema ID europeo, per quanto a me conosciuto, ha un tale canale sarebbe ottima cosa pensare di svilupparne uno europeo. Ma se la Commissione, come ha fatto finora per soluzioni sensibili e strategiche, affida l’incarico a Microsoft o Google… lasciamo perdere.
ma l’uragano Trump sta facendo riflettere in tanti nei palazzi delle Istituzioni della UE …e può darsi che …si arrivi ad una Sovranita Europea in diversi ambiti e anche sulle tecnologie informatiche
in 15/20 anni se cominciamo ora.
Quando l’infrastruttura della nostra identità si basa sui sistemi delle multinazionali americane mi sembra molto difficile parlare di indipendenza. Se ci aggiungi il loro dominio sui sistemi di pagamento che gli da un controllo preponderante sulla nostra economia parlare di indipendenza si riduce ad una chiacchera passeggera.
per il momento non mi risulta che ANPR sia in mano alle multinazionali americane
per quanto riguarda il sistema dei pagamenti purtroppo è cosi’ e speriamo che BCE si sbrighi a varare l’EURO DIGITALE ma purtroppo ci sono alcuni eurodeputati che stanno facendo procedere lentamente i lavori di approvazione :
Il riferimento non e’ ad ANPR ma a SPID che funziona solo ed esclusivamente con uno smartphone. Nessuna delle diverse societa’ che lo offrono ha pensato a sistemi alternativi. E dire che le chiavette TOTP funzionano cosi’ bene e sono cosi’ semplici.
Non ho ancora trovato una spiegazione sensata sull’Euro digitale. Quando pago col Bancomat uso un Euro digitale oppure no? Acquistare i biglietti ferroviari pagando con MyBank invece della carta di credito e’ Euro digitale oppure no? Invece di spingere per una nuova tecnologia non sarebbe piu’ semplice richiedere ai gestori di pagamenti elettronici di accettare anche soluzioni basate su IBAN e addebiti su conto corrente in tempo reale? Problem solved. Per l’appunto, MyBank sta andando in quella direzione.
sul database delle Identità Digitale, il sottosegretario Butti, ha detto che in futuro sarà solo quello dello Stato e per questo motivo io ho pensato a una integrazione CIE + ANPR controllati dallo Stato (potrebbe essere il MEF con il Poligrafico dello Stato o il Ministero dell’Interno con l’ANPR) . Vedremo…
l’Euro Digitale emessa da BCE è moneta legale (obbligatorio da accettare). Bancomat è moneta bancaria (non c’è l’obbligo di accettarla).
Perche Azure di Microsoft e Google Cloud sono notoriamente società europee e NON obbligate da cloud act a fornire dati worldwide agli USA xD
Certo, infatti Poligrafico dello Stato o ANPR o altro Ente Pubblico che sia … non sarà mai in grado di impiantare un cloud affidabile tutto suo e quindi si affideranno ai grandi colossi informatici americani che naturalmente opereranno in Italia o in UE con società di diritto unionale.
Alla faccia del Sovranismo!
E i nostri dati non saranno mai sicuro dal cittadini del free world murrigano
Su questo non ho alcuna certezza. La PA italiana ha dei problemi (corruzione e cialtronaggine) e non mi dà garanzie di seria protezione dei dati.