No proprio a livello legislativo americano intendo
Cerca il Cloud Act
Il Cloud Act è stato ideato per facilitare le indagini transfrontaliere e l’accesso ai dati da parte delle autorità statunitensi.
Invece il GDPR ha il proprio focus sul controllo dei propri dati personali. Quindi è la genesi delle due normative che è diversa
Si ma il gdpr alla casa bianca… Lo usano quando finisce la carta igienica
PSN questo sconosciuto. Lo scopo di PSN è proprio evitare le soluzioni estere (perlomeno per la locazione dei carichi, il sistema operativo è comunque americano in quanto non esiste nulla di europeo sotto quel fronte), bisogna solo spingere per renderlo soluzione principale piuttosto che seconda (o sedicesima) scelta.
ma se si usano sistemi operativi open, non proprietari, con licenze copy left
(ad esempio GNU/Linux GNU General Public License - Wikipedia )
non esiste il problema della “sovranità” da preservare!
PSN sta usando VMware vCloud per i carichi VM. Per quanto stia andando allo sfacelo, VMware è quella meno rognosa da gestire per una taglia da PSN (e con relativa facilità di cercare sistemisti capaci di farlo funzionare). Openstack non lo consiglierei al mio peggior nemico, quindi non vedo grandi altre strade.
Il Polo Strategico Nazionale (PSN) si configura come una pietra miliare nell’agenda di trasformazione digitale italiana, con l’obiettivo primario di dotare la Pubblica Amministrazione ¶ di un’infrastruttura cloud sicura, efficiente e affidabile. Concepito nell’ambito del più ampio quadro di “Italia Digitale 2026” e fortemente sostenuto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), il PSN è progettato per superare le significative carenze riscontrate nei data center esistenti della PA e promuovere l’autonomia tecnologica nazionale.
A oggi, sono stati raggiunti risultati notevoli nella fase infrastrutturale. L’infrastruttura fondamentale, composta da quattro data center nazionali, è stata completata con anticipo a dicembre 2022, adempiendo a un obiettivo chiave del PNRR (Missione 1, Componente 1, Investimento 1.1). Gli sforzi di migrazione sono in corso con determinazione, con oltre 200 PA che hanno migrato almeno un servizio entro ottobre 2024, superando il target numerico iniziale del PNRR per quel periodo. Il PSN offre ora una suite completa di servizi cloud, che spaziano dal supporto alla migrazione a soluzioni avanzate di cloud privato e ibrido.
Nonostante i progressi significativi nell’implementazione infrastrutturale e nell’adesione iniziale delle PA, la spesa effettiva rispetto ai fondi PNRR allocati per le infrastrutture digitali rimane relativamente contenuta (2,8% di 900 milioni di euro). Questo dato suggerisce che l’erogazione dei fondi è legata principalmente all’adozione progressiva e ai canoni di servizio piuttosto che a ingenti spese iniziali di capitale. L’ambizioso obiettivo di migrare il 75% delle PA italiane al cloud entro il 2026 richiederà uno slancio sostenuto, un supporto finanziario continuo e un forte accento sullo sviluppo delle competenze digitali all’interno della PA. Le sfide includono la complessità intrinseca della migrazione di sistemi IT eterogenei e la necessità di bilanciare la sovranità nazionale con i benefici derivanti dall’utilizzo di provider cloud globali.
dobbiamo aspettare ancora poco per vedere se questo progetto (PSN) funzionerà o meno. Sicuramente rispetto a tanti “falsi investimenti” presenti nel PNRR questo produrrà novità positive
Da quanto vedo e sento, gli enti medio grandi hanno già carichi attivi, sono le entità più piccole che hanno problemi. Non avendo personale specializzato inhouse penso aspettino che agid o psn gli fornisca supporto operativo nel trasferirsi ma non vedo indicazioni sotto quel fronte.
Sergio Boccadutri su agendadigitale.it.
Spid come “bene comune” e come opzione a favore di una “pluralità” e “resilienza” del sistema della e_identity
La vera eccellenza tecnologica sarebbe un “telefono intelligente” italiano/ europeo, con hardware costruito in Asia su progetto di aziende esclusivamente UE e software sviluppato da laboratori europei. A quel punto anche la verifica dell’identita’ ci potrebbe stare.
Apple docet! ![]()
Oggi alla Camera dei Deputati il sottosegretario Tullio Ferrante ha risposto alla Interpellanza urgente n. 2/00685 del deputato Barbagallo sul tema in oggetto e lo stesso ha affermato che il processo di transizione dallo Spid alla Cie sarà molto graduale e infatti è prevista una proroga dell’attuale convenzione di due anni che potrà essere prorogata di ulteriori tre anni se dovesse essere necessario. Inoltre anche SPID potrà essere utilizzato per attivare l’IT-Wallet.
Con il seguente link è possibile leggere gli atti parlamentari.
Si riporta il testo per la parte che interessa:
“La transizione da SPID a CIE sarà scandita da tempi compatibili con una diffusione capillare della CIE, tenendo conto delle esigenze degli utenti e, in particolare, della tutela delle fasce più fragili della popolazione. Si intende pertanto rassicurare gli interpellanti circa la continuità del servizio: non vi sarà alcuna interruzione improvvisa e i contributi occorrenti saranno regolarmente erogati per garantire il funzionamento dei provider SPID. Si precisa, infine, che l’attivazione dell’IT Wallet sarà garantita anche attraverso l’utilizzo combinato di CIE e SPID. L’obiettivo è naturalmente quello di migliorare l’efficienza, la sicurezza e la qualità dei servizi digitali, nell’interesse dei cittadini, delle imprese e delle pubbliche amministrazioni.”
La convenzione con spid è stata prolungata di 5 anni.
e fra 5 anni il wallet europeo dovrebbe essere decollato
CIE un flop? Se (1) l’interfaccia fosse piu’ semplice e meno cervellotica, (2) la CIE potesse venire usata per la firma elettronica e (3) venisse utilizzata anche da gestori esterni alla PA, ad esempio, le banche come 2. verifica in 2FA la CIE avrebbe un successo stellare. Tutti e tre questi punti sarebbero semplici e in particolare (2) e (3) non richiedono software ma solo decisioni organizzative, a costo zero o quasi per lo Stato.
Ma non viene fatto. Nessuno prende l’iniziativa..
Ma la cosa che sorprende è che il sottosegretario Butti ci ha messo la faccia perchè la prima cosa che disse ancor prima di insediarsi è che Spid sarebbe stato subito spento per far posto alla CIE !!
Se non c’è riuscito, almeno con i tempi brevi che prevedeva lui, pur trovandosi in un periodo favorevole perchè con “pieni poteri” , evidentemente la cosa non è semplice.
Qual’è il punto critico ?
Oltre a quelli che hai citato tu …io direi che i tempi rilascio della CIE non sono favorevoli perchè alcuni Comuni chiedono la prenotazione a volte anche con tempi lunghi. E poi nonostante l’impegno del @IPZS-CIE il cittadino non-digitale non sa a chi rivolgersi per farsi aiutare. Con lo Spid i vari Identity Provider hanno dei Call Center per fare un minimo di assistenza.
Segnalo un thread (su questo forum) a tal proposito che lamenta questo problema dei tempi lunghi su Roma
Impossibile prenotare a Roma
In effetti tra i punti che avevo inizialmente citato SPID e’ piu’ facile da usare e c’e’ un minimo di assistenza, ma anche perche’ non e’ previsto l’incontro di persona al momento dela richiesta. Che e’ quello che permette il Livello 3. Al Livello di sicurezza 2 di SPID i gestori si possono prendere qualche liberta in piu’ e tagliare alcuni percorsi di verifica.
Continua a sfuggirmi perche ad es. le banche non permettono l’uso della CIE per il login. A loro costerebbe quasi zero (il software lo mette il Ministero) e avrebbero completa sicurezza sulll’utente. Invece preferiscono giri con app propietaria, 2FA ecc. Mentre SPID non offrirebbe la sicurezza necessaria per il login bancario.
Io uso CIE su un sistema Linux, e funziona bene. Sono soddisfatto. Ma non posso raccomandare l’installazione ad altri perche’ siamo ben oltre gli skill richiesti alla “casalinga di Voghera”. Se si potessero eliminare le installazioni di middleware ed operare direttamente con funzioni ad es. JavaScript il piu’ semplici possibili, sarebbe un enorme vantaggio. In alternativa, ovviamente, usare lo smartphone come lettore NFC.
Un esempio potrebbero essere i token bancari usati prima dell’introduzione delle app per smartphone. Dispositivo fisico, piena sicurezza, nessuna necessita’ di installare alcunche’, non importa su quale sistema.