Verifica Green Pass API

Per la legge italiana di quei dati al datore di lavoro non dovrebbe fregare niente. Al limite li conosce il medico competente che mai dovrebbe svelarli al datore di lavoro ma che dovrebbe usarli come tutti i dati sanitari per tutelare la sicurezza del lavoratore e valutarne l’idoneità a compiere la sua prestazione lavorativa. AL datore di lavoro deve arrivare solo una informazione del tipo sì o no.
Questo è il quadro normativo in Italia e a questo ci si attiene.
Da qui la app ufficiale, che va a tutela di chi il green pass lo esibisce.
Da qui il divieto di memorizzare o trattenere i dati presenti nel green pass.

PS: ricordiamolo, perche’ male non fa: un qr-code altro non è che un modo pittoresco per scrivere una sequenza alfanumerica. in quello del green pass ci sono i dati anagrafici del suo intestatario e i vari dati di vaccinazione/guarigione/tamponi e qualcos’altro. C’è poi una stringa cifrata che garantisce l’autenticità dei dati precedenti. La parte di dati è in chiaro e, in linea teorica, anche un umano potrebbe leggerli.

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Invece no, è qui il punto. non è che se una cosa puoi scriverla automaticamente puoi farla.
Considera poi l’assurdo logistico che a quel punto se prima di mostrare il green pass a un ingresso uno si deve leggere qualche paginata di informativa, altro che fila.
La situazione e’ chiara: certi trattamenti di dat isarebbero del tutto vietati, nell’emergenza si autorizzano ma a determinate condizioni, cioe’ con la app statale. E no, non e’ vero che se uno è d’accordo si puà fare tutto. Specie nel mondo del lavoro. E’ la base della tutela del lavoratore dipendente, visto che il datore di lavoro ha una certa posizione di vantaggio nei suoi confronti.

Poi certo, ci sono due grossi assurdi iniziali da cui derivano gli altri assurdi: il green pass non è stato progettato per un controllo diffuso della popolazione e, ancora prima, il controllo diffuso della popolazione non è che sia così tanto desiderabile, per mille motivi.

Io rinnovo l’invito a investire risorse mentali su problemi più urgenti, fosse mai che qualcuno si accorgesse di averla fatta fuori dal vaso…

Beh, dal 15 Ottobre, sempre che non facciano retromarcia, sarà obbligatorio per TUTTE le aziende pubbliche private, di controllare il GreenPass di TUTTI i dipendenti e visitatori che entrano nell’azienda.
Credo che sia un problema abbastanza urgente da gestire.
E il tizio che manualmente si mette a controllare tutti: NO, non è una soluzione (immagino alcune realtà che conosco personalmente, è totalmente improbabile che venga gestito).
Se poi faranno marcia indietro, si vedrà, ma per organizzare certe cose, fatte BENE ci vuole tempo.
A mio avviso, cosi come è pensata ora, finirà che i controlli GreenPass terminano dopo la prima settimana.
Ne conseguirà che qualche azienda prenderà la legnata perché verranno fatti a campione controlli.
Così come è impostata ora, a parer mio, ovviamente, l’unica cosa chiara è che il GreenPass non verrà controllato oppure sarà fatto male.
Detto ciò staremo a vedere. Spero che possano essere più chiari sugli strumenti che si potranno usare e come si dovranno usare.
Perché ripeto e sottolineo, secondo la mia opinione:
Il tizio che controlla manualmente tutti : NON è una soluzione, ma anzi, sarà parte del problema.

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Il tizio che controlla a mano è la regola individuata dal Governo. Punto.
Fra l’altro parte della verifica riguarda l’identità della persona, difficilmente automatizzabile senza trattamenti di dati mooooolto spinti.
Il mondo degli operatori ICT non può farci niente. Anzi, ogni soluzione meramente tecnologica del problema non fa altro che aggravarlo.

Sta al Governo cambiare la regola, oppure fornire uno strumento più utilizzabile (per la scuola lo ha fatto, ma li’ e’ un datore di lavoro sostanzialmente unico).
Del resto questa pandemia ha generato un aumento di spesa corrente notevole, vorrà dire che le aziende utilizzeranno parte del profitto che senza green pass non farebbero (Governo dixit) per dotarsi di plotoni di tizi con smartphone e app a presidiare i varchi di accesso.

Oppure ancora il Governo può accorgersi che anche a livello logistico e implementativo la misura che ha adottato genera mostri e magari rendersi conto che è una castroneria da tutti i punti di vista che uno possa assumere.

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Forse non sono felice nell’esprimermi, ma vorrei fosse chiara la mia visione della cosa.

Il governo ha dato la modalità, l’unica che ha valore di fronte alla legge, per controllare la validità di un GP.

Detto questo, se una azienda vuole fare controlli in modo diverso e avanti al GP non valido e alla richiesta della persona di controllo a valore legale adeguarsi con i tempi opportuni, non vedo nessuna problematica. Se non vuoi le scale mobili sali per le scale normali.

Aggiungo anche che L’omino che controlla tutti non è una utopia, da me si fa a mensa (500 dipendenti), tanto siamo in fila al nastro, farci controllare mentre aspettiamo non cambia il tempo di attesa. Io personalmente non vedo problemi per questo sistema.

Quando e se lo si farà agli ingressi continuo a non vedere problemi. C’è gente alla guardiola o in reception, chiedere a loro di controllare il GP è fattibile.

Ma poi, scusate, ovunque entrate prima controllavano la temperatura manualmente senza problemi, non è la stessa cosa?

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Buongiorno a tutti…
vorrei sapere se qualcuno di voi è riuscito a verificare la firma del certificato in java
grazie

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Ecco, ottima metafora: in questo caso le scale mobili sono vietate.

ciao!

qualche messaggio più in altro trovi il link postato da un utente alla libreria Java sviluppata dall’Agenzia Svedese per il Governo Digitale:

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Grazie!!!
Davvero quello che cercavo!!
:smiley:

No ma wait.
Io non stavo assolutamente disquisendo su quale a norma di legge sia la modalità.
Quella è chiara.
A mio avviso, però, è una modalità inapplicabile.
Poi staremo a vedere. Ripeto, la legge ad ora è chiara, unica modalità legale è il tizio che verifica manualmente e qui arrivo io dicendo.
Ok, o nel giro di qualche settimana cambiano modalità o il tutto si risolverà in un “si passa tanto te l’ho controllato ieri”…

Secondo me non è vero che le scale mobili sono vietate. Secondo me è vietato avere solo le scale mobili a disposizione per gli utenti e dare l’accesso tramite le scale o ascensore non autorizza a non rendere disponibili le scale.

Nessuno dice che non puoi usare altri mezzi, ti dicono solo che per loro è come se non ci fossero.

A me controllano ogni giorno e non sgarrano ma a proposito di questo a me per esempio quando controllano il qr mi identificano con il bedge… è illegale? No. Ha valore legale? No.

Non è lo stesso con il GP?

Non tutti i dati personali sono uguali, in questo il GDPR è chiaro. I dati sanitari sono dati particolari che il GDPR prevede possano essere trattati solo da soggetti autorizzati. Quindi l’azienda, che nei confronti del dipendente riveste il ruolo di Titolare del trattamento, non può trattare i dati sanitari dei dipendenti, non ha titolo per farlo. Quindi non può leggere il contenuto del GP.
Non si può dire “se l’azienda lo fa non conta e quindi è come se non l’avesse fatto”. Non può farlo e basta. Il motivo è lo stesso per cui in azienda i dati sanitari dei dipendenti vengono conservati in busta chiusa che, in caso di necessità, solo il medico del lavoro incaricato può aprire.

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Cambiando leggermente tema, vorrei chiedere a chi ne sa più di me se è chiaro il limite del controllo del greenpass, ovvero l’evento in corrispondenza del quale va controllato. Magari ora appare un caso irrealistico, ma dal 15 ottobre sarà reale secondo me (se non cambia qualcosa ovviamente).
La situazione limite è questa, io ho il GP che scade alle 20:30 i mercoledì poiché ho fatto il tampone alle 20:30 di lunedì.
Allora mercoledì alle 20:00 io entro nella sala interna di un ristorante, il ristoratore mi controlla il GP (che è ok) e comincio a cenare.

Alle 21:30 chiedo il conto e mentre sto per uscire gli enti di controllo (uno a caso) mi ricontrolla ed è non ok.

Che succede?

Il ristoratore non ha colpe, ma come fa il ristoratore a dimostrare di aver fatto il suo dovere?
Il cliente ha il dovere di conoscere il momento esatto della scadenza del GP? Se ha solo il QR con se come legge questo dato? E l’organo di controllo lo fa?

Questo era un esempio limite, ma trasponetelo alle 8 ore di lavoro e al GP valido 72 ore. È una situazione che si verificherà per certo.

Qualcuno conosce la norma in questi casi?

Allora da un punto di visto tecnico i dati a livello di ora di rilascio dovrebbero essere contenuti, in chiaro, nel qr-cpde: quindi in caso di necessità basterebbe leggerlo con un qualsiasi reader, ormai incluso nella app fotocamera degli smartphone.
A livello organizzativo e normativo non mi pare che le disposizioni attuali arrivino a tale livello di dettaglio, ma hanno annunciato delle linee guida ma probabile che esistano circolari a uso degli organi di controllo che dirimono la questione già adesso.
Anche questa è una complicazione logistica che la dice lunga sulla ragionevolezza della misura…

E no! Se poi servono altre app salta tutto il sistema discusso prima. E poi i dati sono compressi e codificati, non è una lettura che puoi fare con una app qualsiasi. Secondo me si incappano se non cambiano qualcosa dal 15 in poi.

Il green pass è necessario per l’accesso, quindi deve essere valido al momento dell’accesso. Non credo ci siano dubbi al riguardo.
@frantheman le app standard del telefono non leggono quel tipo di QR code.

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Grazie @ettoremazza
Sulla validità al momento dell’accesso ok, ma se poi si prevedono dei controlli successivi all’accesso il problema della verifica a un tempo antecedente si pone.

Grazie anche del chiarimento sulla leggibilità, avevo male interpretato delle notizie lette in passato. E avevi gia’ postato i due link essenziali per capire il funzionamento, sorry :+1:

Beh, io penso che la verifica a posteriori da parte delle forze dell’ordine in un caso del genere non possa prescindere da un controllo piu approfondito dei dati del GP che non sia il solo controllo con la app Verifica C19.

Esatto, cosa che sembra escludere qualsiasi preoccupazione del primo controllore (quello al varco) sulla residua “validità” del green pass.