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App IO e la spinta sulla digitalizzazione

Questa volta pare che la notizia sia molto buona e speriamo che sia la volta buona!

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La Bozza del decreto sulle semplificazioni anticipata da Repubblica

Se anche solo la metà di queste norme venisse confermata nel decreto definitivo e attuata davvero, sarebbe una svolta.

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Segnalo questi due link, in attesa della pubblicazione sulla G.U. della legge che introduce
Misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale

Volume I

Volume II

Se verranno attuate, sarà la rivoluzione copernicana nella PA

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Grazie, sembrerebbe la relazione di accompagnamento del dl semplificazioni (o della legge di conversione). Le relazioni di accompagnamento sono tanto utili quanto poco conosciute e ignorate

Il decreto è stato pubblicato: GU Serie Generale n.228 del 14-09-2020 - Suppl. Ordinario n. 33

Misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale

Io non credo che sarà realizzato più del 5% di quel che annuncia il decreto, a voler essere MOLTO ottimisti. La scadenza del 28 febbraio è ridicola visto che per ANPR e PagoPA (ugualmente previste da leggi statali) sono anni che rinviano le scadenze. Comunque incrociamo le dita, se si facesse sul serio sarebbe una gran cosa.
Se devono usare tutto il recovery fund per farlo, però, anche no.

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Articoli del Sole 24 ore appena pubblicati sul loro sito:
Primo articolo
Secondo articolo

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In realtà il secondo articolo risale a maggio :slightly_smiling_face: anch’io ci ero cascato ieri!

Il fatto è che son tutte iniziative di cui si parla da tempo…
A me preoccupa molto l’uso che si proclama voler fare di IO, come se se ne ignorassero le attuali capacità (IO è, oggi, semplificando, una casella email che riceve e basta). Quindi anche lì siamo a livello di mera idea platonica, non basta avere un nome per dare concreta realizzabilità a un’idea

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Potresti chiarire cosa intendi con “una casella email che riceve e basta”? Non l’ho potuta scaricare perché risiedo all’estero e non ho SPID/CIE, ma da mesi di forum e vere e proprie montagne di letture di materiale online mi era sembrato chiaramente di capire che, oltre alla ricezione di messaggi, permette come minimo 1) di pagare (tramite PagoPA); 2) di generare certificati/autocertificazioni (funzione applicata per ora quasi per nulla, ma evidentissima nei template di backoffice, e di cui il Bonus vacanze rappresenta credo una variante). È davvero la primissima volta che sento che IO sia “una casella email che riceve e basta”. È vero che scrivi “semplificando”, ma mi sembra una semplificazione estremamente esagerata: se si possono effettuare pagamenti e generare documenti/bonus, è ben più (ma molto, molto, molto più) di una mail. O no?

Qualche volta funziona. Con IO ci ho pagato il bollo auto che mi veniva già proposto dall’Aci. Tutto fatto con un click

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Intanto, c’è da dire che quello che fa, IO lo fa bene. Provare per credere: il messaggio arriva sulla app quasi istantaneamente., se c’è un pagamento pagopa metadatizzato l’interrogazione dell’EC e l’avvio del pagamento funziona a dovere.

Il punto è appunto quello che fa.

Le API sono pubbliche e non è un mistero che consentono di vedere se un codice fiscale vuole ricevere messaggi, di mandargli un messaggio con eventuale iuv da pagare, di verificare se il messaggio è arrivato. Fine.
Nessuna possibilità di generare certificati e altri oggetti informatici.
Per esenpio anche l’ACI invia il certificato di proprietà dei veicoli sua sponte senza alcuna richiesta del proprietario.
Il bonus vacanze è un unicum non documentato, che inoltre non può poggiare su API replicabili o applicabili in altri contesti: contattare anpr e/o inps per dimensione nucleo familiare e isee è diverso da contattare il Comune di Roccacannuccia per una voltura TARI o per richiedere un sussidio per la locazione o le utenze. Nella convenzione che gli enti aderenti concludono con pagopa spa, si parla di servizi standard gratuiti e di servizi personalizzati a pagamento. Il bonus vacanze sembra rientrare in questa seconda categoria.
Quindi sì, IO per adesso è una email che riceve. Anche l’avvio del pagamento pagopa è un’operazione fattibile in teoria tramite un link su una email.
Idem il repository dei pagamenti fatti, potrebbero stare in una casella mail. Ovvio che ben ordinati nella app sono meglio.
Nota: la lista dei pagamenti fatti sembra essere una view dei pagamenti memorizzati sul WISP).
Mistero messaggi invece. A leggere l’informativa privacy sembra quasi che IO non abbia server dove memorizza e conserva i messaggi…

Specifico: nessun giudizio, solo il resoconto sullo stato dell’arte, che non mi sembra giustificare troppo ottimismo rispetto a quello che l’articolo linkato vuole far fare ad IO. Poi rileggerò decreto e relazione per capire se tutte quelle perifrasi individuano davvero IO in modo inequivocabile come punto di accesso. Peròanche il MID parla esplicitamente di IO… evidentemente sanno qualcosa non nota ai più.

Io inviterei a riflettere su cosa voglia dire e quali requisiti implichi avere un punto unico di presentazione di istanze. A meno che non si pensi che presentare istanze sia mandare una mail (infischiandosene di dati strutturati, riutilizzabili, interoperabili).

PS: sto lavorando per far entrare il “mio” ente in IO, ho già definito un servizio (che preferisco chiamare “messaggio”), con template di testo, trigger, workflow di integrazione nel sistema informativo. Oltre ai limiti vedo anche le potenzialità di IO, che non potranno mai svilupparsi se l’adesione non è massiccia. Ahimé mi chiamo Francesco ma non sono santo e non parlo con i server, quindi sto attendendo che un paio di sofware house adeguino i loro software (in uso in tot altre amministrazioni) e che lo facciamo in modo compatibile col progetto che abbiamo elaborato…

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Il limite maggiore allo sviluppo massiccio di IO come punto di accesso dei cittadini è che esiste solo sugli smartphone. Pensare che un professionista (dall’avvocato al geometra al commercialista) usi uno smartphone invece del PC per presentare istanze alla PA o effettuare pagamenti è da matti. Anche gli imprenditori sono cittadini!

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Oddio,il limite primo è che il punto di accesso non si intravvede proprio…
Il limite secondo è senza dubbio un approccio mobile first esasperato, che ha il rischio di tradursi in mobile only, anzi smartphone-only (almeno fino a mesi fa su tablet non si ibstallava). Alla faccia dell’inclusività e dell’accessibilità (=fruibilità per persone con handicap) che, complice attuale scadenza, è tornata in auge.

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Caro @frantheman, grazie mille del chiarimento e dell’approfondimento.

È vero. Riflettendoci meglio, il Bonus Vacanze in sé non è una prova che IO già funzioni per richiedere certificati a una PA. Un check estremamente specifico del dataset INPS definito una tantum non è trasferibile alla richiesta di un certificato da parte di un Comune, una delle istituzioni da cui più spesso si richiedono certificati (che richiede il controllo di altre informazioni in possesso del Comune).

Del resto, il servizio “Documenti” nella sezione “Cittadini” del sito io.italia è ancora nello status “In arrivo”:
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Non resta che attendere le prossime tappe della roadmap (rilascio del backoffice completo, ancora previsto per ottobre, e sezione salvataggio documenti personali, prevista per il 2021). Non vedo ragioni di dubitare ci stiano lavorando; le tappe precedenti sono state sostanzialmente rispettate.

Sono d’accordo questa esasperata dipendenza da smartphone la trovo pessima, avrei preferito un chiosco con area riservata su un portale pubblico centrale (ovviamente ben bilanciato e dimensionato), con tutto ciò che riguarda il cittadino (o anche il residente non cittadino): informazioni personalizzate, istanze presentate, provvedimenti emessi e notificati, avvisi di pagamento e ricevute dei versamenti effettuati, ecc… Portale con il massimo livello di accessibilità con ogni mezzo tecnologico corrente (per non escludere nessuno e men che meno vincolare l’utenza ad un dispositivo che dura quello che dura, come il cellulare…).

Cari @Lazlu e @Elena_S, vi dico subito che avete ragione. Ma devo assolutamente rispondere su questo punto, perché ogni singola settimana vedo riemergere su questo Forum questa argomentazione (IO è solo su smartphone e questo non risolve tutti i problemi dell’Italia), che ignora alcuni punti fondamentali che ripeterò se necessario più volte al giorno.

PUNTO PRIMO: La versione web di IO.it è già pianificata. Non potete fare finta che queste note sul sito non esistano: il punto sulla roadmap grosso letteralmente come una casa (e neanche pianificato fra dieci anni - che significherebbe vent’anni - ma fra 4 mesi - che significherà un anno):
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E anche il punto sulla FAQ, tanto per evitare l’obiezione che è stato detto solo una volta, solo in una parte del sito, solo in forma vaga:

PUNTO SECONDO: la priorità PURAMENTE TEMPORALE alla versione mobile risponde a una strategia saggia. La vostra obiezione potrebbe quindi diventare: ma perché dare la priorità alla versione mobile e non fare prima la versione desktop? La risposta è che c’è una ragione piuttosto sapiente - e si tratta di una delle rare occasioni in tutta la mia vita di italiano che si informa di politica ed economia in cui mi sono stupito dell’intelligenza di chi ci amministra. La app IO non nasce per risolvere tutti i problemi dell’Italia, ma per raggiungere uno scopo ben preciso: avvicinare i cittadini alla PA. Ebbene, in Italia ripetute ricerche hanno confermato che abbiamo una unicità socioeconomica che gli altri Paesi non hanno: primo, la stragrande maggioranza degli italiani va su internet con lo smartphone; secondo, fra gli italiani che vanno su internet, una fetta enorme della popolazione lo fa solo ed esclusivamente con il cellulare, ma mai da desktop. Gli altri Paesi questa anomalia non ce l’hanno! Questo significa che anche facendo ottime applicazioni desktop cambierebbe poco o nulla: raggiungeresti solo quelli che su desktop già ci vanno, su internet. L’idea geniale del Team digitale, una unicità nella storia politico-amministrativa italiana in quanto decisione basata su dati e statistiche reali e non su errori logici o interessi lobbistici, è stata quella di tentare in modo disperato di “catturare” la maggior proporzione possibile della popolazione, accalappiando quelli che altrimenti mai si sognerebbero di sedersi al computer: se loro non vanno dalla PA, la PA va da loro. Questa è la sequenza logica che massimizza il risultato: prima lo metti su smartophone così raggiungi il la maggioranza della popolazione, dopodiché fai la versione web - che potrebbe innescare il circolo virtuoso per cui chi non si sedeva da desktop lo farà essendo ormai abituato ad usare IO su smartphone. Un circolo virtuoso che sarebbe stato impossibile facendo prima la versione desktop.

(Nel caso dell’obiezione: perché non tutte e due contemporaneamente? La risposta è ovvia: scarse risorse, bisogna fare scelte.)

Quindi no, scusate, non posso assolutamente accettare che si dica “bisognerebbe fare X, sono cretini ad aver fatto solo Y” quando c’è l’elephant in the room che X verrà fatto (almeno in base ai piani). È come dire “è assurdo fare solo le vacanze estive 2020, bisognerebbe fare Natale 2020”: ma le vacanze di Natale verranno fatte (salvo ovviamente pandemie, guerre e quant’altro).

Ci sarebbe un terzo punto sull’obiezione specifica di @Elena_S, che richiederebbe rileggersi insieme i primissimi discorsi di Piacentini di cinque anni fa (molto, molto ragionati, e basati sulla domanda: perché finora tutte le strategie di digitalizzazione della PA hanno fallito? Cosa dobbiamo fare di diverso da quanto tentato prima?) per capire perché esattamente sia nata IO, su cui ormai ci sono equivoci: di certo IO.it non è comoda per professionisti e imprese, ma non sono loro l’obiettivo primario che IO voleva risolvere come esperimento innovativo. IO è nata con uno scopo più specifico e senz’altro urgente di raggiungere i tantissimi analfabeti digitali che usano SOLO smartphone. Non si può accusare uno strumento di non risolvere perfettamente dei problemi che non sono la sua priorità. Poi quello che dici è sacrosanto: migliorare l’accessibilità alla PA di professionisti e imprese ha una priorità assolutamente identica a quella di portare a contatto con la PA gli analfabeti digitali smartphone dipendenti. E questo può avvenire dentro o al di fuori di IO, purché avvenga.

In conclusione: voi conoscete la fallacia logica del benaltrismo, che è uno dei grossi problemi che si hanno in Italia: dire che una cosa non serve perché non è perfetta e non risolve tutti i problemi. Ebbene, sarebbe benaltrismo (quindi pericoloso, quindi una fallacia che ha rovinato più volte l’Italia sabotando quelle pochissime riforme utili) dire che io.it non serve/non è perfetta anche se non fosse pianificata la sua versione web, figuriamoci se è pianificata (è qualcosa di peggio del benaltrismo). Se non vi fidate finché non vedete lo comprendo benissimo (sappiamo bene che in Italia agli annunci non seguono affatto i fatti), ma non è affatto quel che state scrivendo. Perdonatemi, ma questi due punti sono importanti e vanno ricordati. Non riesco ad alzarmi la mattina e vedere che si critica così facilmente forse una delle poche scelte nella storia milllenaria d’Italia che è basata su uno straccio di ragionamento, una cosa che da decenni mi sogno letteralmente la notte accada :slight_smile:

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Allora, innanzitutto non ho mai detto che quelli del team digitale sono cretini. Non mi permetterei mai, ci mancherebbe altro, io penso che stiano lavorando molto meglio di quelli che hanno lavorato alla digitalizzazione prima di loro!
La mia critica è legata agli annunci mirabolanti che anticipano di mesi se non di anni le cose concrete e lasciano in grossa difficoltà coloro che devono interfacciarsi per davvero coi cittadini. Cittadini che leggono gli annunci, vengono allo sportello e -giustamente- esigono di ricevere il servizio che gli è stato annunciato ma che non c’è!
Qui le risorse e le priorità non c’entrano niente, per non creare false aspettative basterebbe non annunciare cose che non ci sono. Tanto lo sappiamo che stanno lavorando anche se non vanno online tutti i mesi con annunci vari, o no?
Per il resto, non condivido la tua affermazione secondo cui le strategie di digitalizzazione della PA hanno fallito perchè non sono riuscite ad avvicinare la gente alla PA e quindi creare una app per avvicinare gli analfabeti digitali alla PA risolve un grande problema. Per me non è affatto così anzi alla lunga, se IO non evolve MOLTO in fretta (altro che “4 mesi che saranno un anno”) avrà un effetto boomerang clamoroso.
Le strategie di digitalizzazione della PA hanno fallito perchè hanno sistematicamente ignorato l’utente interno. Non esiste solo il cittadino, e il procedimento non si chiude con l’inoltro dell’istanza, anzi comincia lì! La PA sarà digitalizzata quando saprà gestire le istanze in modo moderno, non (solo) quando il cittadino potrà inoltrarle dal telefonino. Pensare che basti creare un’interfaccia friendly così il cittadino la può usare, mettendo in secondo piano quel che succede dopo che è stata usata, è come costruire una casa partendo dal tetto. Come se cittadino e impiegato vivessero in compartimenti stagni. Quando esce un servizio, che so, PagoPA, il cittadino si aspetta che sia sì facile pagare, ma ANCHE che l’ente che riceve il pagamento sia in grado di rilasciargli una ricevuta in tempo reale e che non perda per strada il pagamento fatto. Ma non è così, perchè la parte lato utente è stata perfezionata (e anche lì basta leggere qua sopra e si trovano molte lamentele di gente che anche così non è contenta), mentre la parte di riconciliazione spesso rende la vita del backoffice peggiore di prima, e il cittadino si arrabbia perchè non si trova il suo pagamento o ci vuole più tempo di prima per avere la ricevuta. Per IO è lo stesso. Ci sono moltissimi sw negli enti locali che devono dialogare con IO altrimenti il funzionario non potrà fare il suo lavoro come si deve e il servizio al cittadino risulterà peggiore. Fino a quando quella parte non sarà sviluppata (e questo non potrà assolutamente prescindere dalla funzionalità desktop) IO sarà sempre solo poco più di una mail (cit. @frantheman).
Quindi non ha senso fissare scadenze irrealistiche (il 28-2-2021 la PA sarà rivoluzionata) o fare annunci mirabolanti, anzi per me è meglio proprio evitarli, perchè creano aspettative che andranno deluse. Invece ascoltando chi “si sporca le mani” ogni santo giorno nel backoffice (le persone che scrivono qua sopra tipo @Andrea_Tironi1) si riusciranno a costruire servizi che funzionino SIA per il backoffice CHE per i cittadini. E a quel punto, il cittadino -che non è scemo- trovando il servizio, un servizio completo e utile, lo userà.

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Questo andrebbe scolpito nella pietra, stile “la legge e’ uguale per tutti”

EDIT: infatti quando colleghi vengono a chiederci di fare un modulo online noi gli diciamo che prima occorre fare ordine in tutto il processo, il modulo viene ultimo

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