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Autofatture elettroniche TD16, TD17, TD18, TD19, TD20

Buongiorno a tutti.

In merito alle autofatture elettroniche, codici-documento TD16, TD17, TD18, TD19, TD20 non riesco a capire di cosa realmente si parla perché tra i vari controlli SDI leggo: 00471: per i tipi documento TD16, TD17, TD18, TD19, TD20 il cedente/prestatore non può essere uguale al cessionario/committente

Che io sappia un’auto-fattura ha sempre avuto come cedente e come cessionario lo stesso soggetto, l’azienda stessa che emette il documento, quindi da dove nasce il controllo 00471? Parliamo di auto-fatture o di qualcosa di diverso?

Grazie a chi potrà illuminarmi sulla questione.

Dal controllo 00471 pare di capire che nel blocco Cedente/Prestatore si debba specificare il fornitore e nel blocco Cessionario/Committente si debba specificare l’acquirente.
Presumo che vada impostato anche “CC” nel campo 1.6 “SoggettoEmittente”.

Buongiorno Stefano, grazie per la risposta.

Ho visto poco fa che sull’allegato alle specifiche tecniche che in calce al testo del controllo 00471 c’è scritto “(vale solo per le fatture ordinarie)”. In realtà sono più confuso di prima. Se capisco bene i TD16, TD17, TD18, TD19, TD20 non sono le canoniche auto-fatture emesse finora per la compensazione IVA di acquisti UE/Extra UE.

Sai dirmi dove si possa leggere qualcosa di ufficiale, e possibilmente chiaro, da parte dell’Agenzia delle Entrate?

Grazie mille.

Buongiorno Silvano,
di ufficiale ho trovato solo la FAQ 65 dell’Agenzia delle Entrate relativa al TD20, che riporto di seguito:

Domanda
Al momento della predisposizione dell’xml della fattura elettronica, come devono essere compilati i dati anagrafici del cedente/prestatore e del cessionario/committente in caso di autofattura per regolarizzazione ex articolo 6, comma 8, del d.lgs. n. 471 del 1997 (“TipoDocumento” “TD20”)?
Risposta
Come precisato dalla cir 14/E del 2019, in ipotesi di autofattura per regolarizzazione ex articolo 6, comma 8, del d.lgs. n. 471 del 1997 (“TipoDocumento” “TD20”), nella sezione “Dati del cedente/prestatore” vanno inseriti quelli relativi al fornitore che avrebbe dovuto emettere la fattura, nella sezione “Dati del cessionario/committente” vanno inseriti quelli relativi al soggetto che emette e trasmette via SdI il documento, nella sezione “Soggetto Emittente” va utilizzato il codice “CC” (cessionario/committente).

In base a questa FAQ, e al testo del controllo 00471, deduco che la compilazione dei TD16/TD17/TD18/TD19 debba seguire le linee di quanto indicato per il TD20.

Dove trovi scritto “(vale solo per le fatture ordinarie)” significa che non vale per le fatture semplificate, tutto qui.

Concordo su tutto, solo un’annotazione, nel caso in cui la firma viene apposta da un terzo trasmittente, il tag 1.6 va compilato con TZ, anzichè CC

In realtà nel caso TD17/TD18 (autofattura per acquisto servizi/beni dall’estero) è corretto inserire nel campo cedente/prestatore i dati del vero cedente/prestatore e nel campo cessionario/committente i dati del soggetto che integra la fattura.

L’autofattura dovrebbe essere una semplice annotazione/integrazione dell’aliquota IVA della fattura originaria, comunque senza mancare dei veri dati del cedente/cessionario.

Prima ciò avveniva con l’esterometro, il quale, una volta trasmesso il tracciato XML delle comunicazioni fatture, creava una sorta di autofattura che andava a finire sempre nel portale Fatture e Corrispettivi: Fatture elettroniche e altri dati IVA > Dati fatture transfrontaliere > Dati fatture ricevute

Questo è un “Pre-TD17” ovvero le comunicazioni fatte con il classico “esterometro”

E questo è un “Post-TD17” ovvero l’autofattura TD17 che “sostituisce” l’esterometro

Aprendo nel dettaglio questa è la comunicazione dati fattura ad esterometro

E questo invece è il dettaglio della fattura elettronica TD17

Quel che è in comune tra TD17 e esterometro è che in entrambi l’IVA viene integrata e l’Agenzia delle Entrate proprio attraverso questa procedura sa che si tratta di una autofattura integrativa per acquisto servizi/beni dall’estero, sapendo comunque allo stesso tempo chi è chi (cedente/cessionario).

E’ quindi comunque importante che nel campo cedente/prestatore ci siano i dati reali del venditore, perché altrimenti nel cassetto fiscale ci ritroveremmo con una sfilza di autofatture a nome nostro senza capire il perché. Questo invece dovrebbe essere il caso degli omaggi o dell’autoconsumo (TD22/TD23/TD27).

Credo inoltre che l’invio del TD17/TD18 piuttosto che l’esterometro sia una scelta del contribuente. L’autofattura elettronica ha il vantaggio di dematerializzare di fatto quello che è in teoria l’obbligo di “emettere” un esemplare cartaceo dell’autofattura integrativa.

E non viene solo dematerializzata l’autofattura, ma avendo la possibilità di allegare il PDF della fattura estera al tracciato, viene creato un unico documento XML, l’autofattura TD17/TD18, che integra la fattura e contiene in se proprio quella fattura PDF che eviteremo di stampare e conservare. E così quell’unico XML, autofattura/fattura, verrà posto in conservazione sostitutiva. Tutto dematerializzato a norma di legge.

Ed ecco anche un esempio di TD17