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Cosa succede alle fatture quando il Web Service SDICoop è down?

Ciao a tutti,

una curiosità: se il servizio SDICoop di produzione va giù (ad esempio per un down di alcune ore del server, o per un problema di certificati, etc.) e non è più in grado di ricevere le fatture, cosa succede alle fatture che il Sistema di Interscambio prova (invano) ad inviare?

Che voi sappiate è previsto un sistema di retry a intervalli regolari, onde assicurarsi che quei documenti non vadano perduti, in stile server di posta? In caso affermativo, come penso e spero, esiste una documentazione a riguardo che documenti i vari timeout/retry e un eventuale tempo limite trascorso il quale non vengono più effettuati tentativi?

In caso contrario (speriamo di no), c’è un modo per richiedere manualmente un retry o per recuperarle “automaticamente” in qualche modo?

Grazie anticipatamente a chi saprà rispondermi.

il sistema, in caso di fatture, fa 3 tentativi ad intervalli di 4 o 6 ore se non ricordo male.
mentre le per notifiche 4 tentativi ogni 12 ore

può essere soggetto a cambiamento.
“Dovrebbe” essere scritto nell’allegato A delle specifiche tecniche, ma non sono certo.

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Trovi le informazioni che cerci nelle specifiche tecniche contenute nell’allegato A del provvedimento del 30 aprile 2018, la cui ultima versione (attualmente la 1.5) trovi sempre qui:
https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/schede/comunicazioni/fatture-e-corrispettivi/fatture-e-corrispettivi-st/st-invio-di-fatturazione-elettronica
Come già scritto da Daniele vengono fatti più tentativi. Nel corso del tempo hanno aumentato sia il numero di tentativi che l’intervallo tra un tentativo e l’altro.
Attualmente, per quanto riguarda la ricezione della fattura, vale quanto segue:

il Sistema effettua fino ad un massimo di 4 tentativi di trasmissione, uno ogni 6 ore, al termine dei quali il SdI considera fallita la trasmissione, invia una ricevuta di impossibilità di recapito (descritta al paragrafo 1.5.7) e mette la fattura a disposizione nell’area autenticata dei servizi telematici del cessionario/committente.

Per quanto invece riguarda i messaggi di notifica, dice:

per il canale web-services (Servizio SDICoop – Ricezione) effettua fino ad un massimo di 6 tentativi di trasmissione distribuiti in tre giorni (uno ogni 12 ore);

E se tutti i tentativi vanno a vuoto è un bel casino. Una volta, quando c’era solo la FatturaPA si poteva manualmente perlomeno richiedere il reinvio dei messaggi, ora non mi risulta si possa più fare neppure quello.
In ricezione fatture, le PA poi non mi risulta abbiano l’equivalente di “fatture e corrispettivi”, con le fatture “messe a disposizione”, quindi in questo caso il rischio di perdere fatture è concreto.

Per la PA l’iter di invio e ricezione fattura è completamente diverso (anche i messaggi di notifica sono diversi). Dovresti guardare la vecchia documentazione (purtroppo non esistono delle specifiche tecniche unificate).
In pratica in caso di mancata consegna, il mittente riceve una notifica di mancata consegna, ma a differenza delle fatture tra privati, questo non rende ancora accettata la fattura. Da quel momento il SdI ritenta la consegna per 10 giorni, contattando in caso direttamente i gestori del sistema ricevente (gli operatori che ricevono fatture per conto della PA sono pochi e quindi la gestione manuale della cosa è fattibile). Se entro questi dieci giorni la fattura non viene comunque consegnata, il mittente riceve un’attestazione di avvenuta trasmissione della fattura con impossibilità di recapito. Cosa succede dopo dipende dalla PA. Il SdI se ne lava le mani e il mittente deve contattare la PA inviandogli la fattura con altri mezzi. Può usare l’attestazione di trasmissione fattura come “prova” di aver inviato la fattura (l’attestazione è firmata dall’AdE), ma non è detto che la PA la accetti (nel caso dovrà fare una nota di credito).

Guarda, tra i pochi operatori che ricevono fatture per conto della PA ci siamo anche noi e più che di gestione manuale parlerei di gestione nulla, soprattutto perché se abbiamo un problema è impossibile parlare con qualcuno.
In tutti questi anni di servizio, con centinaia di migliaia di invii e ricezioni correttamente gestiti, abbiamo avuto un problema due anni fa con sole 5 fatture indirizzate alla PA e non c’è stato verso di risolvere in alcun modo. Esistono poi dei “vicoli ciechi” nei workflow di gestione delle fatture che rimangono ad oggi insoluti.

Il fatto che una PA non abbia poi a disposizione un portale tipo “Fatture e corrispettivi” dove possa consultare le fatture ricevute e/o messe a disposizione complica le cose e ci impedisce di porre rimedio guidando il nostro cliente affinché si recuperi le fatture autonomamente. Quelle 5 fatture di cui sopra di fatto sono andate perse e siamo riusciti a farne recuperare dai fornitori dei nostri clienti solo una o due, aiuto pressoché nullo da parte di SdI, nonostante reiterate richieste ed un atteggiamento estremamente zen da parte nostra.

Vista la delicatezza dei dati di cui stiamo parlando, dovrebbero esistere degli strumenti che consentano, almeno per un periodo limitato di tempo, di porre rimedio in modalità “PULL” a problemi transitori di comunicazione, a mio parere inevitabili: sistemi informatici che operino sempre perfettamente non esistono ed in SdI dovrebbero essere i primi a saperlo…

Il fatto è che per le fatture per la PA non esiste, come per le fatture tra privati, un meccanismo automatico di accettazione delle stesse. Questo vuol dire che il cedente/prestatore non può assumere che la fattura sia valida finché non riceve la notifica di esito positiva. Se invece riceve l’attestazione di avvenuta trasmissione, è onere suo far arrivare la fattura al committente in qualche altro modo. Se non lo fa, sono cavoli suoi… in quel caso funziona come ai vecchi tempi: è come se avesse emesso la fattura senza mai inviarla al committente.
Quindi, IMHO, la PA può semplicemente fregarsene di eventuali fatture non recapitate (via SdI o “manualmente” con allegata l’attestazione di avvenuta trasmissione).

Mi correggo: esiste un meccanismo di accettazione automatica per le fatture PA, ma solo se sono state consegnate e la PA non manda una notifica di esito (accettazione o rifiuto) entro quindici giorni (ma in questo caso la fattura dovrebbero averla).
C’è da dire che questa accettazione automatica è abbastanza teorica, perché le PA che si dimenticano di rispondere nei tempi previsti, non di rado decidono di “rifiutare” comunque la fattura, costringendo il fornitore a fare una nota di credito.

Non sono del tutto d’accordo. La notifica di “Attestazione di avvenuta trasmissione con impossibilità di recapito” è valida tanto quanto una “Accettazione” ed una “Decorrenza termini” per quanto riguarda l’effettiva emissione della fattura ai fini fiscali. Ciò significa che anche se la fattura non viene recapitata dall’SdI va comunque pagata ed il cedente/prestatore può far valere tale ricevuta nelle sedi opportune.
Anche perché quella ricevuta viene usata pure per le PA che non hanno un codice ufficio per ricevere le fatture (ebbene sì, qualcuna ce n’è ancora!!) e che quindi non possono ricevere, ciò tuttavia non significa che non debbano pagare le fatture che vengono emesse loro!

Poi è chiaro che è nell’interesse del cedente/prestatore fare in modo di avere la certezza che la PA destinataria abbia ricevuto la fattura, per ovvi motivi. Solo che:

  1. nel nostro caso specifico la situazione era complicata dal fatto che le fatture, lato SdI, risultavano effettivamente consegnate, ma per problemi hardware/software queste fatture non sono state salvate opportunamente; pertanto, le mie considerazioni sul fatto che dei meccanismi PULL per recuperare situazioni anomale restano valide
  2. in ogni caso, anche qualora la fattura effettivamente risulti non recapitata, e quindi il mittente sia spronato a farla avere “per altri canali”, è sempre problematico da gestire: il cliente (PA) non capisce perché e per come, il fornitore (mittente della fattura) non sa bene cosa mandargli e come (PDF, XML firmato, non firmato, ecc. ecc.), mancano comunque i metadati per elaborare correttamente la fattura, ecc. ecc.; per cui la possibilità di un rinvio on demand anche di fatture formalmente “non recapitate” sarebbe estremamente utile

Tanto con le PA quanto con i privati, naturalmente.

Ah ma questo è un caso diverso e semplicemente non contemplato. Concordo con te che sarebbe utile avere un sistema per consultare le fatture anche per la PA. Sarebbe pure utile avere dei web service utilizzabili sia dai privati che dalle PA.
Quello che cercavo di spiegare è perché, secondo me, all’epoca dell’introduzione della fatturazione elettronica per le PA non si è ritenuto necessario prevedere un meccanismo di consultazione. In teoria il processo di consegna delle fatture PA dovrebbe garantire che la fattura venga sempre consegnata o, nel caso in cui questo non è possibile, il mittente ne sia al corrente. La pratica è un’altra cosa.
Io personalmente avrei preferito un sistema PULL piuttosto che PUSH, soprattutto per la fatturazione tra privati che ha aperto l’interfacciamento con il SdI anche a soggetti molto piccoli, che possono avere difficoltà ad assicurare il corretto funzionamento di propri servizi 24 ore al giorno per 7 giorni la settimana. Non è un caso se hanno progressivamente aumentato i tentativi di consegna e allungato i tempi tra un tentativo e l’altro.

Per gli interessati, noi abbiamo sviluppato uno script, utilizzabile anche come webservice, per recuperare a posteriori le notifiche delle fatture trasmesse eventualmente perse a causa di down del proprio endpoint di ricezione notifiche. Attraverso lo stesso script, è possibile per gli utenti importare automaticamente nel programma le fatture emesse e ricevute con altri software, o prima dell’installazione del vostro.