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Decreto Direttoriale MEF del 21/10/2020 - Pagamento TARI via PagoPA

Buongiorno,
Il Decreto Direttoriale MEF del 21/10/2020 disciplina i “Versamenti della TARI-tributo, della Tariffa- corrispettiva e del TEFA attraverso la piattaforma PAGOPA”.
Non ho capito se risulta già pubblicato in Gazzetta Ufficiale o meno (Se si qualcuno può condividere link?).
Inoltre se si definisce il PagoPA come unica modalità o se continuerebbe a sussistere la modalità F24.

Salve, il decreto è in fase di pubblicazione ed in merito al tributo della tari/tefa ti confermo che a partire dal 01/01/2021 pagoPA sarà l’unica modalità di pagamento

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Non concordo con l’assolutezza della risposta: a legislazione vigente (incluso l’art. 2-bis D.L. n. 193/2016 conv. in legge n. 225/2016, modificato dall’art. 1, comma 786, legge n. 160/2019 e poi dall’art. 111 D.L. n. 104/2020) il versamento con F24 è ancora consentito per le entrate tributarie.

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In effetti il decreto non fa menzione alcuna di pagoPA come unico metodo di pagamento. Già nella sinossi della pagina web linkata si specifica “Il decreto, inoltre, fa salve, sulla base della legislazione vigente, le modalità di pagamento diverse da quelle disciplinate dal decreto in oggetto”. Mi sembra che il decreto dica solo che vanno fatti per forza gli avvisi pagoPA.

Interessante il punto 5, in base al quale pagoPA spa mette a disposizione dei comuni in difficoltà un servizio centralizzato di:

  • postalizzazione analogica degli avvisi TARI;
  • avvisatura su app IO con possibilità di avviare da lì il pagamento;
  • avvio del pagamento online da un servizio messo a disposizione da pagoPA.

Mi chiedo come mai questa soluzione sia la soluzione “di scorta”, sussidiaria, quasi per mettere alla gogna i “comuni che non sono stati in grado” di provvedere da soli.
Dovrebbe invece essere la soluzione maestra!
Con la previsione di un flusso di ritorno sui pagamenti ricevuti ben standardizzato e assimilabile dal sistema informativo comunale, a prima vista si direbbe che la questione pagamento TARI potrebbe essere risolta per tutti!

ps: come raccontato altrove il mio comune sta affrontando un progetto complessivo di dematerializzazione della TARI che riguarda anche altri aspetti (a partire dalla presentazione di istanze), ma che comunque costera’ - di soli adeguamenti - quanto un SUV. Un servizio centralizzato come quello descritto potrebbe abbattere sensibilmente la spesa.

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Sì, francamente non capisco perché non ci abbiano pensato prima e perché non si generalizzi questa possibilità, sembra come se si facciano sorprendere dalla insita prevedibilità delle cose, come se i primi a non credere nella funzionalità e opportunità di PagoPa siano proprio quelli che la regolamentano e gestiscono (figurati quelli che lo devono usare e non vedono solo rose e fiori)… Naturalmente va fatto tenendo presente l’imprescindibile necessaria adeguatezza del sistema al prevedibile uso (congruità delle risorse, scalabilità, sicurezza, ridondanza ecc…), per evitare la magra figura che SPID di poste e sielte ha dimostrato giorni fa con il bonus mobilità…

Tra l’altro noto alcune incoerenze nel sistema che hanno disegnato: 1) esistono Comuni in Italia che hanno deliberato di adottare il regime di autoliquidazione per la TARI (in cui il contribuente è l’unico responsabile del corretto calcolo e del pagamento in autonomia del tributo, come p.es. per l’IMU, e l’Ente invia solo un avviso di cortesia), in luogo del più diffuso regime di liquidazione d’ufficio (in cui la determinazione del dovuto spetta all’ufficio, come anche l’emissione del documento di pagamento): è pacifico che l’autonomia regolamentare piena dei Comuni discende dall’art. 1, comma 641 e segg., Legge 147/2013, che non è stata in alcun modo derogata né dal CAD né tantomeno dai provvedimenti secondari; 2) nelle specifiche funzionali si parla di postalizzazione degli avvisi PagoPa dimenticandosi che, in regime di liquidazione d’ufficio, anche per adempiere alla delibera Arera 444/2019/RIF, vanno inviati al contribuente prospetti esplicativi dei documenti di pagamento (postalizziamo una cosa e non l’altra? Ha poco senso); 3) se il Comune continua ad usare gli F24 ha poco senso emettere anche avvisi PagoPa, la cui RPT debba essere poi trasmessa al nodo dei pagamenti: è difficile pensare ad una coesistenza, dato che se una posizione debitoria non viene annullata resta aperta e la rendicontazione dei flussi F24 da parte di Agenzia delle Entrate è molto più tardiva. Oltretutto, come ho fatto notare altrove, mantenere più mezzi di pagamento astrattamente utilizzabili aggrava pesantemente il lavoro degli Uffici, senza dare risvolti positivi (si tratta di migliaia o decine o addirittura centinaia di migliaia di posizioni TARI da passare in rassegna): l’art. 5 CAD parla di obbligo per le PP.AA. di accettare i pagamenti su PagoPa, non impone di emettere avvisi PagoPa… :wink:

Tornando alle specifiche del decreto, i punto 3 recita:

“il PSP dovrà accreditare, in quota parte, le somme incassate, sui conti di accredito dei diversi Enti Beneficiari (Comune, soggetto affidatario e Provincia/Città Metropolitana)”.

Mi sembra di capire, chiedo agli esperti di tributi locali, che quindi una parte della TARI va ad altri soggetti (di sicuro la provincia/città metropolitana).
Le specifiche imposte dal MEF imporrebbero il riversamento immediato agli enti non comunali delle quote di spettanza. E’ così? Questo sembrerebbe una bella complicazione… (avviso multi-EC? carrello?)

Potete darmi conforto su questo argomento?

capita a fagiolo (credo non per caso) l’evolutiva del pagamento multibeneficiario ad iniziativa psp: https://docs.google.com/document/d/1qmQ12SfkhjJGss--d5mQwqrcMCb9pF4JHj-k8w8X9jM/view

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Posso dirti che sarebbe una bella semplificazione, invece. Non lavoro in un Comune ma sentivo funzionari comunali lamentarsi per il lavoro aggiuntivo che PagoPA gli comportava, perchè prima conl’F24 il riversamento pro quota era automatico.

Certo, una semplificazione fantastica per tutto il sistema, ma una complicazione se uno ha avviato argomenti implementativi facendo affidamento su quel che c’era prima. Mi sono espresso male.

Complicazione anche perche’ la norma amministrativo (il decreto MEF) impone obblighi che lo stato dell’arte tecnico/tecnologico non permette.

@nardil: grazie, sempre aggiornatissimo. per i pagamenti avviati da EC come si mette invece? serve il carrello fatto secondo specifiche) non ricordo…

Secondo me e’ impropriamente chiamato pagamento multibeneficiario ad iniziativa psp… il beneficiario (inteso come soggetto creditore nell’RPT) e’ uno, e’ invece stato rimosso il vincolo di una sola occorrenza del campo singoloImportoVersamento, consentendo quindi di inserire piu’ importi da accreditare su iban diversi, esattamene come avviene ad iniziativa EC.

Immagino che oltre a questa evolutiva tecnica, sia prevista una evolutiva normativa per poter utilizzare iban di accredito nella RPT intestati ad altri EC.

Tutte miei supposizioni che spero di aver modo di chiarire nella prossima revisione della specifica o da un confronto con pagoPA.

poi si apre anche tutto un mondo su come l’ente “beneficiario secondario” capisce cosa gli viene riversato sul conto…

dal documento in consultazione:

Il processo descritto nel presente documento, non incide sulla trasmissione dati di accredito e rendicontazione (vedi SANP Cap. 4.4). A fronte di un pagamento avvenuto in data D, il PSP in data D+2 deve inviare un flusso di riversamento come specificato nelle SANP (Cap. 12.2).

In particolare i dati necessari per compilare tale flusso sono ottenuti dalle informazioni contenute all’interno della primitiva sendConfirmPayment.

la Provincia di turno riceve quindi dei flussi con una lista interminabile di IUV che ignora totalmente? e sono flussi che non sono nemmeno sovrapponbili con quelli dei singoli comuni, che avranno IUV non derivanti da tributi con quota per la Provincia, mentre la Provincia riceve in un colpo solo la sua quota di tibuti gestiti da tanti comuni diversi… no?

@Elena_S considera che anche per gli F24 della TARI abbiamo avuto, abbiamo e avremo 3 momenti: 1) fino al 31/05/2020 un solo codice tributo incassato, con obbligo di riversamento manuale dal Comune/gestore con mandato a Prov./Città metropolitana; 2) dal 01/06/2020 al 31/12/2020 stesso incasso, ma la quota TEFA viene defalcata dall’Agenzia delle Entrate e da questa riversata a Prov./Città metropolitana; 3) dal 01/01/2021 due codici tributo, uno per TARI e uno per TEFA (non ancora istituito). Dal 2021 anche per PagoPa ci saranno due IUV.

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@frantheman presumibilmente, sia per F24 che per PagoPa, i Comuni dovranno inviare alla Provincia/Città metropolitana di appartenenza un prospetto di rendicontazione sul gettito previsto e il gettito incassato (com’è è praticamente sempre stato).

Grazie a tutti per il dibattito interessante che si è aperto. Sto approfondendo le varie risposte per capire meglio.

Sembra di capire che l’apparato di specifiche necessario per implementare il pagamento della TARi via pagoPA con atterraggio diretto della quota provinciale sul conto provinciale non sia ancora disponibile. Corretto?

Cerco di fare una lista della spesa di cose da fare e di dubbi:

  • le specifiche in consultazione segnalate da @nardil coprono la creazione di una posizione in attesa con EC il Comune e due destinatari di pagamento distinti (Comune e Provincia/Città metropolitana);
  • serve un adeguamento normativo per consentire di indicare nell’RPT un IBAN non proprio;
  • l’IBAN della Provincia andrà censito sul nodo SPC?
  • si dice, ma non mi e’ chiaro come, che il pagamento multibeneficiario è possibile per pagamenti a iniziativa dell’EC (il Comune): in che modo?
  • come farà la Provincia a contabilizzare le entrate a bilancio e regolarizzare gli incassi col suo tesoriere, se non conosce i dati sottostanti gli IUV che vede nei flussi di riversamento?
  • i PT sono già attrezzati per recepire le evolutive?