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Design siti istituzionali

Buongiorno, nel caso di una pubblica amministrazione che sia in possesso di un sito istituzionale nel quale sono presenti dei link esterni ad alti portali quali ad esempio, siti turistici, siti per la mensa scolastica ed altro, è necessario che tutti questi portali siano conformi alla linea guida di design o l’obbligo si circoscrive solamente al sito istituzionale?

Contestualmente vige l’obbligo di effettuare la dichiarazione di accessibilità anche per i suddetti portali oltre a quello istituzionale?

Ringrazio anticipatamente per la gentile collaborazione.

Andrea Carraro

Tutti i siti pubblici devono rispettare le linee guida di design.

Grazie per il riscontro, vorrei approfondire la cosa se possibile in quanto nella richiesta si faceva riferimento anche alla dichiarazione di accessibilità (scadenza prevista dal PT).

Una pubblica amministrazione che presenta nel suo sito istituzionale svariati link a siti esterni tra cui alcuni a carattere nazionale es. ministeri e altri a carattere specifico es. servizio mensa / rifiuti (i classici link utili presenti in tutti i siti web) a chi è in capo la responsabilità di segnalare che tali portali non sono conformi alle linee guida di design e per esempio sono anche inadempienti rispetto ai protocolli TLS minimi da adottare?

E’ responsabilità dell’RTD di ogni singola PA richiedere l’adeguamento alle linee guida di design ed il rispetto della sicurezza dei siti istituzionali che lui stesso a linkato nel suo sito?

Prendo l’es del sito http://www.lineaamica.gov.it che è presente in moltissimi siti di diverse PA, ma lo stesso concetto si può estendere a moltissimi altri casi, chi è incaricato a segnalare l’inadeguatezza del portale tra le tante PA che linkano a quel portale?

Farei poi un distinguo tra quello che è il rispetto delle linee guida di design che è chiaro che debba essere applicato a tutti i siti rivolti alla cittadinanza, e quella che è la dichiarazione di accessibilità da pubblicare entro 28 settembre di ogni anno nei vari portali di cui la PA è titolare.

La dichiarazione di accessibilità dei siti ministeriali ad esempio a chi è in carico( es. http://www.lineaamica.gov.it ) e per lo stessa logica la dichiarazione di accessibilità di un fornitore che eroga il servizio di trasporto scolastico per conto della PA, chi dovrà redigere la dichiarazione stessa? Il fornitore privato standardizzando la dichiarazione e replicandola negli n portali distribuiti alle varie PA oppure ogni singola PA dovrà fare la dichiarazione di accessibilità di quel servizio digitale?

Ringrazio per la collaborazione sperando di chiarire quelli che sono gli adempimenti reali in carico ad ogni singola PA e di conseguenza di ogni RTD nominato nelle varie PA Locali.

Andrea Carraro

Salve @andrea.carraro,
Secondo quanto leggo dalla guida di AgID per la dichiarazione di accessibilità (reperibile in fondo a questa pagina), questi sono i contenuti da valutare:

  1. Home page
  2. Pagina di accesso
  3. Mappa del sito
  4. Pagina dei contatti
  5. Pagina della guida on-line e le pagine contenenti le informazioni legali
  6. Almeno una pagina pertinente per ciascuna tipologia di servizio offerto dal sito web o dall’applicazione mobile e per qualsiasi altro utilizzo principale previsto, compresa la funzionalità di ricerca;
  7. Pagine contenenti il meccanismo di feedback
  8. Esempi di pagine dall’apparenza sostanzialmente distinta o che presentano una tipologia di contenuti diversa
  9. Almeno un documento pertinente scaricabile, dove applicabile, per ciascun tipo di servizio offerto dal sito web o dall’applicazione mobile e per qualsiasi altro utilizzo principale previsto
  10. Un numero di pagine selezionate a caso pari ad almeno il 10 % del campione definito ai precedenti punti

La responsabilità della dichiarazione di accessibilità è in capo all’RTD della PA titolare del sito, per cui ad esempio se il sito di un Comune ha un link al sito della Regione (o, più in generale, ad un’altra PA), l’RTD del Comune non sarà responsabile per l’accessibilità del sito della Regione… magari potrebbe segnalarlo in caso di problemi, ma qui si entra nella buona volontà dei singoli. :wink:

Non sono invece certo di come si debba comportare un Comune che abbia un link ad un sito/servizio esterno (es: raccolta differenziata gestita da società esterna privata); se è d’interesse posso provare ad informarmi e magari ci aggiorniamo.

Spero possa essere d’aiuto, saluti

Grazie @francescozaia per il gentile riscontro, è stato molto utile quanto hai indicato.

Effettivamente sarebbe molto interessante capire come debba comportarsi una PA in caso di servizi esternalizzati di qualsiasi genere che propongono dei contenuti digitali rivolti alla cittadinanza.

Il concetto del design è chiaro ma la responsabilità di chi debba produrre la dichiarazione di accessibilità un po’ meno.

Io mi son fatto una idea, nel senso che una dichiarazione di accessibilità la può fare solo una PA che ha nominato l’RTD nel portale iPA quindi dubito che un privato che realizza un portale rivolto alla PA possa effettuare una dichiarazione generica del suo portale rivolto a n Pubbliche Amministrazioni.

E’ altresì difficile che n PA effettuino la stessa dichiarazione di accessibilità dello stesso portale, poi il privato quale dichiarazione andrebbe a pubblicare delle tante che vengono prodotte dai singoli enti??

Quindi si, se riusciamo ad avere una regola sarebbe molto meglio.

Sul sito che hai indicato e dal quale avevo preso le mie informazioni si parla “di ogni sito web e applicazione mobile di cui gli enti sono titolari” che è un concetto molto interpretabile.

Spero di essere stato chiaro e ti ringrazio nuovamente.

Andrea Carraro

Per me invece il privato che eroga un servizio web alla PA deve assicurare nero su bianco che sia accessibile tanto quanto lo sarebbe se la PA lo facesse in proprio. Poi, che materialmente la dichiarazione nei confronti del cittadino la faccia il RTD della PA è secondario, lui ripropone quanto gli dice/ha fatto il privato.
Il privato deve attestare la regolarità della sua ‘fetta’ di sito. E’ un pò come un prodotto venduto al pubblico, in cui c’è la granzia all’acquirente, se si rompe un pezzo perchè difettoso è il produttore a risponderne ma poi andrà dal suo fornitore a chiedergliene conto.
Ricordiamoci che la PA è la prima a dover rispettare le leggi, quindi deve chiedere a chi le fornisce portali e siti che siano in regola sull’accessibilità.

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Pero’ e’ vero che il paradigma a cui si applica bene la disposizione e’ quella di un sito fatto di pagine omogenee, eventualmente dinamiche, ma tutte gestite da uno stesso motore (per cosi’ dire).
Poi se si va a vedere per bene, nella navigazione del sito di una pa (locale o meno), si passa anche in modo trasparente da pagine che sono il sito web vero e proprio (fatto con wordpress o scrivendo l’html con blocco note), a pagina che sono l’esposizione di dati presenti su un applicativo magari fornito in SaaS da una software house privata condiviso con altre amministrazioni, al front end di un verticale (es.: l’iscrizione a un servizio) che è un ambiente ancora diverso ecc.
Insomma, e’ già difficile definire il perimetro della dichiarazione di accessibilità oltre che definire le responsabilità.

Certo, se uno mette un link a un sito esterno, che chiaramente e’ un sito esterno e diverso, l’accessibilità di quel sito e’ affare di quel sito. Ma ci sono appunto situazioni meno chiare.
Su un sito di un comune e’ ben probabile che ti imbatti nella pagina per vedere le foto dell’autovelox e pagare la relativa multa: queste di solito sono servizi centralizzati offerti da alcune grandi fornitori ICT che forniscono anche tutto il software per gestire tutto il ciclo dei verbali. Moralmente per l’internauta quella pagina e’ il Comune, tecnologicamente no, ovvio che il Comune deve dotarsi di strumenti propri o altrui fatti bene, ma in questo caso la dichiarazione chi la fa?

Quindi

si’, io penso che sarebbe interessante.

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Per me, se è chiaro che siamo su un sito esterno (per layout, indirizzo, ecc.) il fornitore deve certificare l’accessibilità. Se dal punto di vista grafico, dall’URL ecc. ho la percezione di essere ancora ‘dentro’ al sito dell’ente pubblico, questi deve fare la dichiarazione (basandosi sui dati del fornitore).

Uhmm, non sono convinto che un Ente pubblico debba avere una qualsivoglia responsabilità relativamente ad un sito esterno che linka per qualunque ragione. Ciascuno è responsabile per sé, e se il proprio sito non è conforme il legale rappresentante ne risponde, non quelli che vi si dirigono.