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Domicilio Digitale


(Raffaele Visconti) #1

Buongiorno a tutti.

Volevo sapere se ci sono novità in merito all’istituzione del domicilio digitale così come previsto dal nuovo CAD.

Grazie


(Paolo Del Romano) #2

segnalo qualche link “fresco” sul tema del domicilio digitale

LINK1

LINK2


(Raffaele Visconti) #3

@Paolo_Del_Romano grazie per aver postato i link.

In realtà io pensavo, ad esempio,che la lista dei progetti del team digitale, visibili all’indirizzo https://teamdigitale.governo.it/it/progetti.htm si fosse incrementato di uno e che avremmo potuto seguire anche il “dietro le quinte” dell’attività.

Forse mi sbaglio?


(Andrea Tironi) #4

Ciao a tutti.

Ci sono novità sul tema o date associate a milestone?

Grazie.

Andrea


(Paolo Del Romano) #5

Ho la sensazione che tutti stanno aspettando cosa succede ai vertici di AGID e del Team.
Quindi prevedo che anche a settembre non accadrà nulla di nuovo.
Eppure il DomicilioDigitale sembrava cosa di qualche mese.


(Andrea Tironi) #6

Perchè aspettare?
Secondo me vale la pena di proseguire i percorsi al di là delle persone e dei colori.
Questo consapevoli che in Italia ogni 2 anni cambiano i colori e le persone.

Andrea


(Paolo Del Romano) #7

Si ma non dimenticare che l’attuale Ministro della PA Giulia Bongiorno ha detto all’Internet Day 2018 in contrapposizione a @diegopia che dobbiamo andare +piano perchè dobbiamo aspettare quelli che si trovano dietro


(Andrea Tironi) #8

Non dimentico.

Andare piano per aspettare chi rimane indietro?

Discorso condivisibilissimo dal punto di vista etico, cattolico e morale. Non credo
applicabile in questo caso. Nella Pa aspettare gli ultimi a volte vuol dire fare dei passi indietro, non solo aspettare. Allinearsi ai cittadini con le minori competenze non è la strada: lasciare ai cittadini con meno competenze un periodo di transizione si, ma nel frattempo darei ai cittadini con maggiori competenze la possibilità di crescere ed evolvere.

Che poi questo ragionamento del “digitale che lascia fuori le vecchie generazioni” comincio a sentirlo un po’ vecchio. Ce ne sono di nonni di 70-80-90 anni che non sapevano cosa era un telefono, prima di avere un nipotino e imparare ad usare whatsapp su uno smartphone per ricevere le foto in realtime … Quindi con la giusta motivazione si può digitalizzarsi, mi sembra evidente. Basta trovare la giusta leva.

Considerare poi i 50enni non digitali, veramente mi sembra eccessivo. Quanti 50enni non usano whatsapp o amazon?

E’ giusto permettere a chi è meno tecnologico di non rimanere “fuori”, d’altra parte non si può nemmeno lasciare “fuori” chi digitale lo è già, ha 10 anni e tra poco sarà il core dell’utenza dei servizi della pa.


(Antonio Rofi) #9

Andrea sono completamente d’accordo con te… e lo dico affermando anche il concetto che quanto dichiarato dal Ministro della PA non deve essere interpretato da parte di chi sta “galoppando” per digitalizzare i servizi come “invito” a rallentare… anzi… semplicemente si tratta di definire ed individuare quali iniziative anche a livello PA assumere per rendere accessibili i servizi che vengono digitalizzati anche da parte di persone che “digitali” non sono:

  • formazione? quali soluzioni?
  • help desk o “chat box” mirate?

In merito alla contrapposizione culturale più volte evidenziata tra laureati in giurisprudenza e laureati tecnici il problema si pone spiegando cosa succede applicando punti di vista provenienti dalle due diverse culture; cerco di spiegarlo raccontando questa esperienza:

  • si tratta di un progetto ICT fondamentale, quale la sostituzione del sistema informativo aziendale
  • il progetto è tecnicamente “fallito” cioè tempi contrattuali scaduti, avanzamento tecnico al 50% costi consuntivati oltre 80% , attività di avanzamento progettuale sostanzialmente ferme
  • Il responsabile ICT (Ingegnere), da poco arrivato in azienda, nel presentare la situazione al Direttore Generale (laureato in Giurisprudenza) segnala tra le principali cause del progetto l’assenza della figura responsabile internamente all’azienda del progetto stesso al di la’ del ruolo del Rup che era assunto dallo stesso DG
  • Il DG nello spiegare come sono andate le cose riporta ogni responsabilità in capo al “system integrator” aggiudicatario della gara
  • Ingegnere: " ma come puoi ritenerli responsabili di tutto quello che è successo"?
  • DG: " hanno firmato un contratto, si sono assunti un obbligo contrattuale"
    … spero di aver reso l’idea di cosa si può incontrare nella realtà di sviluppo progettuale mettendo a confronto punti di vista provenienti per formazione da due lauree diverse… essendo evidente dalla realtà che non è sufficiente far firmare un obbligo contrattuale per essere certi del raggiungimento dell’obiettivo…
    Ritorno quindi a quanto affermato dalla Ministra della PA e dico… va bene prendere per mano gli avvocati … ma se questi chiedono di “rallentare” perché non capiscono… non sono convinto che sia la decisione giusta visto gli impatti sui cittadini determinato da un rallentamento in quanto si sta sviluppando… (senza dimenticare che rallentando… non si spendono neanche i finanziamenti a disposizione dalla comunita’ europea…)

(Andrea Tironi) #10

Diciamo che lo scontro IT - Legale ha antiche radici. Le due mentalità devono diventare da antagoniste a complementari e questo richiede uno sforzo di autocritica da entrambe le parti. Sono due lingue molto diverse, ma necessariamente devono parlarsi. Del resto capisco quando Piacentini parla di “meno legali più informatici” … forse essendoci la Bongiorno come Ministro sarebbe più soft parlare di “allineamento in quantità e competenze delle due tipologie di figure” che poi vuol dire la stessa cosa.

Spesso gli stessi informatici nella PA diventano dei semilegali, mentre dovrebbero rimanere informatici con competenze di informatica legale.

Servono infatti sia informatici con competenze legali, che legali con competenze informatiche, in egual misura.


(maria giovanna) #11

Voglio segnalarvi un nostro articolo sul tema del domicilio digitale, che spero possa esservi utile, in cui abbiamo affrontato le seguenti tematiche: Come funziona il domicilio digitale? Come avverranno le Comunicazioni tra pubblica amministrazione e cittadino? Notifiche al domicio digitale segue regole tradizionali. Modalità di attivazione del domicilio digitale. Esempio di richiesta per domicilio digitale. L’articolo è disponibile al seguente link: https://www.societaria.it/imprese/sociale/come-funziona-il-domicilio-digitale-334009/


(Andrea Tironi) #12

@mccalv una domanda: sarà possibile in futuro andare in comune a dichiarare il proprio domicilio digitale in modo che venga inserito nella banca dati del comune e quindi in anpr, oppure tramite io.italia.it poterlo dichiarare ufficialmente?


(Andrea Tironi) #13

Rinnovo la domanda, fiducioso in una risposta.

Su questo fronte a che punto siamo?

Grazie.


(Andrea Tironi) #14

Forse la risposta è qui?

https://lineeguida-ipa.readthedocs.io/it/latest/doc/indice_domicili_digitali.html

anche se mi sembra si parli solo di enti

Andrea


(Simone Piunno) #15

Ciao @Andrea_Tironi1,

l’impostazione del domicilio digitale è una delle funzionalità previste per l’applicazione IO.
Ci saranno naturalmente altri modi per eseguire questa impostazione.

Inoltre il CAD dice che ad un certo punto il Domicilio Digitale diventerà parte di ANPR e quindi sembra logico immaginare che l’impostazione un giorno si possa fare anche presso l’ufficio di anagrafe in Comune.

Simone Piunno
Team per la Trasformazione Digitale


(Paolo Del Romano) #16

chissà quando!
nel 2033?


(Andrea Tironi) #17

Secondo me molto prima del 2033, non voglio azzardare ma io conto di avere il domicilio digitale già nel 2020. Considerato che siamo ormai nel 2019 non mi sembra molto. In fondo siamo abituati alla supervelocità e dimentichiamo che i cambiamenti epocali, anche nel digitale, richiedono tempo perchè la tecnologià può anche essere istantanea, ma poi ci sono i processi, le abitudini e gli essere umani da modificare.

Andrea


(Paolo Del Romano) #18

veramente io mi riferivo all’ANPR visto che si parlava della possibilità di impostare il dato del domicilio digitale presso l’ufficio anagrafe del comune

quindi ANPR anche nel 2020 ?


(Andrea Tironi) #19

Alcuni nostri comuni sono già migrati, altri sono in coda. Dipende dal software gestione demografici (se ha il modulo di collegamento sviluppato), dal comune (che volontà ha l’anagrafe e l’amministrazione), dal db comunale (quanto è “sporco”) e dal tempo di porting (più di 5-6 porting al giorno credo non siano possibili).

Andrea