Domicilio Digitale

anche io come professionista iscritto al mio ordine sono stato caricato di default ma adesso ho dovuto confermare la iscrizione al nuovo Inad precisando che voglio utilizzarla per il futuro anche per le comunicazioni private. Quindi dopo il 6 luglio non dovrebbe più verificarsi il caso di ricevere una pec per una multa stradale se ho detto che per le cose private non voglio quel domicilio digitale

Oggi, grande esperienza con il Comune di Roma!
Notifica sul cell da App IO: Pagamento Ta.Ri.
Due click ed ho pagato, unica pecca il fatto che non ci sia il pdf con il dettaglio… Se si fosse potuto scaricare sarebbe stato perfetto… si può fare comunqnue dal sito dell’AMA Roma (forse, dopo… perchè ancora questa fattura non è presente).

@ettoremazza nelle notifiche tradizionali (messo, poste-racc., racc. giudiziarie, PEC) l’atto viene portato alla conoscenza legale del soggetto. Con l’impianto normativo della PND pre-emendamento l’atto NON viene notificato, ma al suo posto si trasmette un avviso di c.d. ricezione (più diversi potenziali avvisi di cortesia), è onere del destinatario procurarsi la copia dell’atto nei vari modi previsti. Con l’emendamento il destinatario riceve entrambe: penso che pochi Enti utilizzeranno questa modalità barocca quando possono notificare direttamente una raccomandata A.R. (stesso discorso per la modalità bizantina ex art. 60 comma 7 DPR 600/73, quando la PEC è inattiva per colpa del destinatario e l’ente fa pubblicare l’atto sull’area riservata di Infocamere ma è obbligato a mandare anche una raccomandata informativa … che senso ha? Si perde solo tempo …). Bisogna arrivare al domicilio digitale universale a gestione statale non disattivabile, magari prevedendo una quindicina di giorni di tolleranza prima della decorrenza di efficacia giuridica (penso che sia un buon compromesso anche per chi non legge la PEC giornalmente).

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ottima e saggia conclusione …ma chissà se qualcuno di quelli che contano ci arriverà da solo!

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Salve a tutti, ma diciamo che io sono ottimista, ritengo che l’istituzione del domicilio digitale, sia un grande passo, soprattutto per chi a voglia di digitalizzarsi.
Faccio una domanda: si accenna alla mancata consegna dell’atto mediante PEC per inattività!
Ma quando un atto cartaceo si lascia in giacenza all’ufficio postale si ritiene ugualmente notificato, non vale la stessa cosa per la PEC?

Il problema è che le norme che consentono la notifica via PEC degli atti della Pubblica Amministrazione sono monche e si prestano a contenziosi pretestuosi (ovvio, sono stese da gente che evidentemente non ha alcuna idea di come sia la realtà reale degli Uffici pubblici e dei privati furbetti): tu legislatore del C.A.D. e delle leggi collegate mi dici che l’imprenditore e il professionista ordinistico deve munirsi di un indirizzo PEC, deve comunicarlo al Registro delle Imprese/Ordine professionale e deve fare un uso diligente dell’indirizzo (qualunque cosa voglia dire :roll_eyes:) …e poi non prevedi una normativa chiara e perentoria immediatamente applicabile che disciplini esplicitamente e senza barocche incertezze le conseguenze di una inottemperanza colpevole? Non la trovo seria… se non si vuole (come sarebbe logico) fornire d’ufficio tutti di un’area riservata di domicilio digitale statale, si dica senza giri di parole che se il destinatario obbligato si sottrae illegittimamente all’obbligo (es. casella inattiva per mancato rinnovo, casella inesistente e mai creata, casella satura) la notifica con mancata consegna è comunque perfezionata e inoppugnabile per entrambi dalla data di accettazione o dopo l’invio ad un indirizzo di deposito pubblico di fallback oppure dopo un termine certo predefinito. P.S. so che scattano periodicamente sanzioni disciplinari dagli Ordini professionali e sanzioni amministrative di varia durezza dalle CCIAA, ma i tempi sono variabili e imprevedibili): le sanzioni dovrebbero essere immediate ed esemplari, e che c’è di più efficace di un “arrangiati, sono affari tuoi se per tua colpa la casella non funziona” e “ricevi un mare di notifiche comunque efficaci anche se boicotti l’iter”?

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Tutte conseguenze di uno stesso male. Il fatto che la PEC obbligatoria non sia gestita dallo stato.
Potrei mandarti una raccomandata per notificarti che la tua casella è piena, dopodichè tutte le notifiche sono un tuo problema.
Oltre alla possibilità di irrogarti sanzioni se non la liberi o paghi per uno spazio aggiuntivo.
Se alla nascita oltre al codice fiscale lo stato ti desse una PEC ed una firma digitale gestite all’inizio da chi ha la patria potestà, una montagna di problemi sarebbe risolta sul nascere. Sarebbe una cosa con un costo limitato e vantaggi infiniti.

Il problema è che con molti Enti o Amministrazioni pubbliche o soggetti privati mittenti non si saprebbe chi tra loro deve mandare la raccomandata (tralasciando l’altro problema enorme di come il vettore postale a volte lavora … altro vaso di Pandora che è meglio non aprire), e se dell’invalidità se ne accorge il gestore INI-PEC i tempi si allungano moltissimo . Dovrebbe vigere un sistema di autoresponsabilità del soggetto obbligato INI-PEC: ti ricordi di chiudere a chiave la porta dell’azienda/studio? Ti ricordi di rinnovare o tenere aggiornati i software antivirus/anti-intrusione del PC aziendale/professionale? Verifichi che il telefono funzioni per poter essere contattabile dalla clientela? Allora ti ricordi anche di creare l’indirizzo PEC, di rinnovare l’abbonamento, di leggere e tenere sottosoglia dimensionale quella benedetta casella, non dovrebbe esserci bisogno di uno che ti avverta. Spero che qualcosa riescano a fare con il wallet digitale europeo, anche nei confronti di soggetti privati non imprenditori/professionisti.

Chi bisognerebbe interpellare , quale organo amministrativo od ente pubblico , per avere una risposta su questo quesito che ritengo molto interessante?

A presto
Agos

AGID e il Dipartimento della Trasformazione Digitale mi sembrano i destinatari adeguati per questa proposta: non è che sia infattibile, si tratta di programmare in modo sostenibile e scalabile una piattafoma con certe caratteristiche coerenti con le finalità pubblicistiche. Alla fine la ricaduta positiva (finanziaria e di tempo risparmiato) della esistenza e persistente validità di un domicilio digitale certo, ufficiale, immutabile e sempre attivo in capo ad ogni soggetto giuridico che abbia un collegamento stabile con il nostro Paese surclassa di molto i costi di progettazione, implementazione e mantenimento. Come ho già detto altrove si potrebbe prevedere o disposizioni speciali per anziani oltre una certa età o disabili gravi non incapacitati (per venire incontro a certe difficoltà oggettive), oppure un termine di “stand still” di tolleranza temporalmente definita in tempi ragionevolmente molto brevi in cui non decorrono i termini (per dare tempo anche a chi è più “lento” nella consultazione della sua casella) …se poi il destinatario non legge anche oltre la tolleranza, a questo punto se ne assume la responsabilità, non è che lo Stato debba sempre fare il babysitter… (che cambia rispetto al ricevente una raccomandata che non apre mai la busta?).

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Grazie per la risposta, procederò prossimamente nel fare richiesta sull’argomento trattato, e appena ricevo qualsiasi novità in merito all’argomento, procederò a tenervi aggiornati.

A presto
Agos

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