Finalmente si parte con il DOMICILIO DIGITALE
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Sono curioso di vedere il feedback da parte della cittadinanza, se e in che volumi riscuoterà successo tra il pubblico. Sicuramente presenta dei vantaggi importanti, sia per l’utente destinatario di comunicazioni e notificazioni (tempestive e sicure) sia per le PP.AA. (che non deve affidarsi a postini non sempre affidabili o a tempi lunghi e grami per l’espletamento delle procedure)… P.S. resto poco convinto della gestione pratica in capo a Infocamere (che su INI-PEC non brilla di tempestività ed è molto parca, per non dire evanescente, sulle informazioni: storico non pervenuto), come poco convinto sono della volontarietà dell’iscrizione e del mantenimento nel tempo del tutto arbitrario dell’abbonamento al proprio provider (avrei preferito di gran lunga un indirizzo PEC gratuito d’ufficio con codice fiscale@nome-a-dominio, oppure con il codice identificativo univoco ANPR (sperando però in tal caso che si degnino di renderlo disponibile anche alle PP.AA. e non solo agli interessati…
).
questo dipende da come si muove tutto il sistema (PA, Imprese, UtentiPrivati). Se c’è qualcuno (AgID ?!) che pungola un pò tutti allora vedremo subito i frutti. Altrimenti tutti lo percepiranno come l’ennesimo bluff.
Ad esempio:
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io da anni ho espresso, nell’apposita funzione sul sito dell’AdE, la volontà di ricevere gli atti dell’Agenzia via pec…e ogni tanto continuo a ricevere (ma anche non ricevere per errori del postino, con tutte le conseguenze negative che vi lascio immaginare) atti per raccomandata cartacea dell’Agenzia
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la mia Camera di Commercio continua a mandare avvisi di liquidazione sanzioni per via cartacea alle società che notoriamente hanno la PEC che risulta dal Registro delle Imprese che tengono loro!
Concordo, Paolo. Il fatto è che (parlando anche come “controparte” rispetto a cittadini/ imprese/ professionisti) la gestione degli indici PEC INI-PEC da parte di Infocamere è a dir poco sub-ottimale (che informazioni utili dà a chi lo consulta? Manca pure lo storico…), la reazione dei Conservatori del Registro delle Imprese di fronte a caselle inattive/invalide è stata lenta, lunga e tormentata (solo in tempi recenti hanno iniziato a prendere decorosi provvedimenti). I problemi che segnali dipendono, oltre ad una certa ritrosia della burocrazia italiana nella velocità di attuazione normativa, anche dal fatto che non sempre i software gestionali riescono a venire incontro alle esigenze dei Pubblici Uffici (chi li sviluppa non li usa, e chi li usa non concorre allo sviluppo o al testing); inoltre se lasci dipendere l’esistenza/la capienza di una casella di fondamentale importanza per le Pubbliche amministrazioni alle bizze di chi a pagamento si abbona, il fiasco è assicurato… Al DTD/AGID dico: fate pagare 10-20€ in più all’anno a carico della fiscalità generale ma rendete disponibile per ogni imprenditore, professionista, ma anche semplice cittadino, un kit digitale pubblico prepagato (casella PEC/SERCQ, identità digitale, certificato di firma digitale) … finché non si arriva a questo sarà una pagliacciata. Pensa ai costi reali e figurativi di due Enti pubblici che devono inviare 90 comunicazioni: uno ha solo destinatari PEC funzionali e funzionanti, tutto ok; l’altro deve mandare es. 30 PEC, di cui 10 in mancata consegna perché inattive e 10 sature, 30 lettere cartacee, di cui 10 che il postino respinge al mittente per sconosciuto/trasferito/irreperibile, 30 email, di cui 10 finiscono nello SPAM e non saranno mai lette … è chiaro che il messaggio non passa, se la spinta alla digitalizzazione forzata ma assistita non parte. ![]()
Secondo il CAD, Art. 3-bis c. 1-ter:
I domicili digitali di cui ai commi 1, 1-bis e 4-quinquies sono eletti secondo le modalita' stabilite con le Linee guida. Le persone fisiche possono altresi' eleggere il domicilio digitale avvalendosi del servizio di cui all'articolo 64-bis , di quello reso disponibile on-line dall'Anagrafe nazionale della popolazione residente (ANPR) di cui all'articolo 62, ovvero **recandosi presso l'ufficio anagrafe del proprio comune di residenza**.
Quali sono gli strumenti a disposizione dell’ufficio anagrafe?
Credo che la funzionalità non sia stata ancora resa disponibile ai Servizi Demografici (a meno che ci sia una funzione nascosta nella web-application ANPR), come non sembra ancora attivabile dal punto di accesso telematico AppIO…
Questo emendamento permette di ricevere da parte del destinatario copia cartacea dell’atto in aggiunta all’avviso di avvenuta ricezione in piattaforma. Mi sembra un cerotto per tappare una falla di una tubatura… Non credo che risolveremo mai il problema dell’Italia a due velocità digitali, se non prevedendo meccanismi di facilitazione per alcune categorie di destinatari identificabili in modo oggettivo (senza rendere inutilmente ostico e costoso il lavoro degli Uffici pubblici, però…), peraltro già adesso, una volta ricevuto l’avviso via posta, ci sarebbe la possibilità, per l’impossibilitato a connettersi alla piattaforma, di farsi stampare l’atto in un ufficio postale (ma se dobbiamo razionalizzare i costi e poi facciamo gli invii doppi…
). Bisogna che i cittadini si evolvano tecnologicamente, altrimenti restiamo ai postiglioni delle carrozze, non si può sempre scusare una ritrosia della popolazione ad usare un nuovo mezzo (ma questo mezzo deve essere reso più semplice da usare).
Vedremo se a dicembre partirà, o avremo un’altra riga nel Milleproroghe.
Si aprono le scommesse:
per me ci sarà una proroga.
Però non capisco: a meno che tu non sia un professionista, se non ti registri all’INAD nulla cambia per te (anziano poco tecnologico). L’invio doppio mi sembra solo dovuto perchè hanno caricato a forza le PEC dei professionisti, tra cui anche gente che, come me, ce l’ha ma non la usa per lavoro e, nella vita di tutti i giorni, usa un’altra PEC.
No, @ettoremazza , la questione non è di poco conto e appesantisce moltissimo l’iter per tutti gli attori coinvolti. Vedi il testo dell’emendamento (sempre che sia rimasto quello nella versione definitiva) https://i2.res.24o.it/pdf2010/Editrice/ILSOLE24ORE/QUOTIDIANI_VERTICALI/Online/_Oggetti_Embedded/Documenti/2023/06/15/Emendamento%20Governo%20647_230614_193225.pdf
Al destinatario sprovvisto di domicilio digitale che non ha fatto accesso alla piattaforma notifiche digitali viene trasmessa anche una copia dell’atto notificato (ante-emendamento la notifica non riguardava mai l’atto, ma solo l’avviso con cui il gestore della piattaforma informava il destinatario dell’avvenuta inserzione dell’atto notificando … ritengo che sia una brutta regressione operativa…
dopo una transizione dolce si potrebbe spostare il costo, non più a carico di Pantalone, ma del destinatario.
Qualcosa non mi è chiaro (ma ovviamente non è il mio campo). Oggi quando mi fanno una multa, mi arriva a casa, per raccomandata, il verbale (copia dell’atto). Lo stesso con la cartella esattoriale. Cosa cambia ?
Il decreto è al voto di fiducia alla camera proprio oggi. Il link al dossier aggiornato al 20 giugno è questo:
Comunque l’articolo che a noi interessa è l’art.6, comma 2-ter
Articolo 6, comma 2-ter
(Piattaforma notifiche digitali)
L’articolo 6, comma 2-ter prevede che, fino al 30 novembre 2023,
PagoPA, in qualità di gestore della Piattaforma notifiche digitali
(PND), invii al destinatario, sprovvisto di domicilio digitale, anche una
copia analogica dell’atto notificato, e non solo l’avviso di avvenuta
ricezione con le istruzioni per reperire presso la piattaforma l’atto con
modalità digitale. Inoltre, PagoPA può individuare altri operatori, oltre
a Poste spa, per effettuare la consegna della copia cartacea dell’atto.
Nelle more dell’avvio dei contratti con tali operatori, PagoPA eroga
direttamente i servizi necessari a consentire ai cittadini con divario
digitale di accedere agli atti notificati nei loro confronti.
A tal fine la disposizione in esame introduce un comma 22-bis
all’articolo 26 del D.L. 76/2020 che disciplina la PND e le sue modalità
di funzionamento.
Con l’obiettivo di garantire la piena inclusione dei soggetti in divario
digitale, si prevede che, fino al 30 novembre 2023, il gestore della PND
(ossia PagoPA) invii al destinatario sprovvisto di domicilio digitale,
unitamente all’avviso di avvenuta ricezione (AAR) in formato cartaceo,
anche una copia analogica dell’atto, a meno che il destinatario non abbia
provveduto al perfezionamento della notificazione attraverso il
reperimento dell’atto in formato digitale nella piattaforma.
La disciplina vigente prevede che il gestore della PND per ogni atto
oggetto di notificazione è tenuto ad inviare al destinatario della notifica
l’avviso di avvenuta ricezione in via digitale tramite posta elettronica
certificato o altro servizio elettronico di recapito qualificato (art. 26,
comma 4). Per i destinatari privi di domicilio digitale, l’AAR viene
inviato in formato cartaceo con raccomandata con ricevuta di ritorno (art.
26, comma 5).
L’accesso alla piattaforma avviene mediante SPID o Carta di identità
elettronica da parte dell’interessato. Per favorire le persone con divario
digitale si prevede che i destinatari possano conferire una apposita delega
per l’accesso alla piattaforma a soggetti terzi per l’estrazione dell’atto
notificato (art. 26, comma 8). Secondo il regolamento di attuazione
dell’articolo 26 del D.L. 76/2020, al destinatario è sempre consentito di
rivolgersi al fornitore del servizio universale (Poste s.p.a.) affinché
quest’ultimo gli consenta di estrarre copia analogica del documento
informatico disponibile sulla piattaforma (art. 10, comma 4, DM
58/2022).
La disposizione in commento prevede che, in caso di destinatario
privo di domicilio digitale, ma solo fino al 30 novembre 2023,
unitamente all’AAR sia inviato anche l’atto notificato in formato
cartaceo.
Inoltre, il gestore della piattaforma può individuare, tramite avviso
pubblico, ulteriori soggetti autorizzati a fornire il servizio di consegna
della copia cartacea degli atti oggetto di notificazione. Attualmente il
fornitore del servizio universale (Poste s.pa.), è attualmente unico
soggetto previsto dalla legge per la fornitura di tale servizio (art. 26,
comma 20)
Infine, il gestore della PND eroga, nelle more che sia dato avvio ai
contratti con tali fornitori, i servizi necessari a consentire l’accesso
universale alla piattaforma, con diritto di ripetere i relativi costi sui
destinatari delle notifiche.
Per quanto riguarda i costi relativi si prevede che ai maggiori oneri di
stampa, imbustamento, recapito pari a 979.050 euro per l’anno 2023 si
provvede a valere sulla autorizzazione di spesa per la realizzazione della
piattaforma pari a 2 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2020 (art.
1, comma 403, L. 160/2019 che ha istituito la PND). Inoltre, si dispone
l’integrazione, con tutti gli scaglioni di peso previsti dal tariffario del
Servizio Postale Universale, dei contratti di appalto stipulati dal gestore
della piattaforma.
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In base all’alinea del comma in esame, la disposizione è volta a garantire
il rispetto dei termini per l’attuazione della misura M1C1-128 del PNRR.
Si tratta del traguardo intermedio dell’investimento relativo alla
Piattaforma notifiche digitali.
La realizzazione della PND costituisce una delle misure previste dal
PNRR nell’ambito della digitalizzazione della pubblica amministrazione.
La Digitalizzazione della pubblica amministrazione costituisce la prima
delle due aree di intervento della componente 1 "Digitalizzazione,
innovazione e sicurezza nella PA" compresa nella Missione 1
“Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo” del
PNRR e rappresenta, al contempo, uno dei temi trasversali del Piano. Per
la digitalizzazione della PA si prevedono 7 investimenti e 3 riforme
recanti risorse pari complessivamente a 6,146 miliardi di euro.
In particolare, la PND è una delle misure dell’investimento 1.4 Servizi
digitali e esperienza dei cittadini che ha l’obiettivo di sviluppare
un’offerta integrata e armonizzata di servizi digitali per i cittadini,
garantirne la diffusione generalizzata nelle amministrazioni centrali e
locali e migliorare l’esperienza degli utilizzatori.
La misura 1.4.5 mira a realizzare e promuovere l’adozione della
Piattaforma notifiche digitali: infrastruttura che abilita il servizio di
notificazione degli atti, provvedimenti e comunicazioni a valore legale
della Pubblica Amministrazione.
Il traguardo intermedio, M1C1-128, citato dalla disposizione in esame
prevede che entro il dicembre almeno 800 tra PA centrali e comuni
adottano la Piattaforma notifiche digitali fornendo avvisi digitali a
cittadini e soggetti giuridici. L’obiettivo finale, da raggiungersi entro il
secondo trimestre 2026 (M1C1-151), prevede l’adozione della PND da
parte di almeno 6.400 tra PA centrali e comuni.
In attuazione dell’investimento si ricorda l’adozione dei seguenti
provvedimenti.
Con il DPCM 8 febbraio 2022, n. 58 è stato adottato il regolamento che
disciplina le modalità di funzionamento della piattaforma, in attuazione
dell’art. 26, comma 15, del D.L. 76/2020. Il 3 marzo 2022 è stata
sottoscritta la Convenzione con PagoPA per gli sviluppi della
Piattaforma notifiche digitali e il relativo Piano operativo. Il D.M. 30
maggio 2022 ha provveduto ad individuare i costi e i criteri e modalità di
ripartizione e ripetizione delle spese di notifica degli atti tramite la
piattaforma. Il 9 giugno 2022 PagoPA S.p.A. ha pubblicato le specifiche
tecniche relative all’integrazione degli enti alla piattaforma
dalla lettura dell’articolato vedo che comunque l’invio del cartaceo (per i cittadini senza pec) non lo deve fare l’ente che ha emesso il provvedimento (ad esempio il Comune) ma il gestore della PND. Quindi nessun “doppio lavoro” per le PA
però adesso con
si mette un pò ordine
Si, quello che intendevo è che se uno non fa nulla si trova con la notifica via PEC… senza saperlo…
Non è che quelli che conosco sappiano di INAD solo perchè è uscito un articolo su qualche quotidiano…
però con la partenza del NUOVO INAD nel database dei domicili digitali ci dovrebbero stare solo quelli che hanno ESPRESSAMENTE eletto il domicilio nella loro pec e comunque la differenza la vedremo quando i cittadini inizieranno a riscontrare con piacere il risparmio dei costi di notifica nel caso in cui hanno eletto il domicilio digitale. Proprio ieri un mio cliente mi faceva notare che è stata recapitata una cartella esattoriale a due coobbligati (una con pec e l’altro senza) con importi diversi a causa della presenza dei costi di notifica a carico del coobbligato senza pec
No, tutti i professionisti sono stati caricati di default. Senza che dovessero fare nulla.
Sono d’accordo su tutto il resto.